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Le battaglie che dobbiamo combattere

Di Redazione
16/02/2025
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Da Orientacion – Organo del CC del PC Argentino
Link all’originale

È passato più di un mese dal primo anniversario dell’insediamento di Javier Milei e Victoria Villarruel e possiamo dire che questo periodo è trascorso con un’avanzata dei padroni raramente vista, con un grado di aggressività nei confronti della classe operaia e del popolo e dei loro spazi di organizzazione, con una retorica antipopolare, anticomunista, antinazionale e antioperaia che sta permeando la coscienza delle masse, come è stato apertamente proposto con la cosiddetta battaglia culturale.

Non significa un panorama di sconfitta, ma siamo di fronte a un panorama che, nell’immediato, non ha all’orizzonte una risposta forte da parte della nostra classe. Né significa che gli antagonismi di classe non si stiano approfondendo, perché le condizioni oggettive in cui viviamo continuano a peggiorare: la povertà, la disoccupazione, la mancanza di un futuro certo, la liquefazione dei salari, i consumi molto bassi, ecc.

Lenin ha affrontato la cosa quando ha scritto che per una situazione rivoluzionaria non basta che “chi sta in basso non voglia più vivere come prima, ma che chi sta in alto non possa più governare come prima”.

Lungi dal trovarci a breve termine in una situazione rivoluzionaria, è compito dei comunisti marciare verso questa situazione, e qui sta uno dei compiti, poiché la borghesia in Argentina potrà vivere come ora finché la coscienza delle masse sarà sopita, finché il fattore soggettivo non sarà conquistato dall’ideologia marxista-leninista; potrà vivere, reinventarsi e riciclarsi, come ha fatto negli ultimi secoli.

La battaglia culturale di Javier Milei va in questa direzione, creare le condizioni sociali per accettare il brutale adeguamento del Piano Motosega (o del Piano Frullatore), creare le condizioni soggettive nelle masse per accettare l’avanzata contro i diritti delle donne, dei Diritti Umani, della sinistra e soprattutto dei comunisti, gli unici che lottano giorno per giorno per togliere i privilegi ai padroni di questo mondo. Ci sono esempi evidenti che ciò che pochi anni fa era socialmente accettato oggi è stato distrutto, dal negare profondamente i 30.000 compagni detenuti e desaparecidos, al rivendicare l’ultima dittatura, al festeggiare quando centinaia e migliaia di lavoratori vengono licenziati. La macchina della propaganda libertaria prepara il terreno soggettivo per consolidare il piano dei monopoli, il piano di saccheggio, resa e repressione.

L’intero Piano Motosega non sarebbe stato possibile durante questo anno senza la macchina della propaganda, senza la creazione libertaria di una costante post-verità, con l’obiettivo di penetrare nelle coscienze e convincere i lavoratori che è necessario che subiscano l’aggiustamento, per riempire le tasche dei padroni, perché sono eroi e generano lavoro, e come ha detto Milei: tra 50 anni “saremo una potenza mondiale”. Con questo discorso, che sembra addirittura folle, oggi la coscienza dei lavoratori e del popolo viene divorata, ed è compito degli operai con coscienza di classe, degli operai che lottano, dei comunisti che si sacrificano, rompere la macchina della propaganda libertaria che opprime il nostro popolo e vuole portarlo alla sconfitta, al quietismo e alla smobilitazione.

Oltre alla macchina della propaganda libertaria, troviamo anche i meccanici alleati di questa grande macchina, i meccanici peronisti e radicali che oliano i macchinari, li aggiustano e gli permettono di funzionare, perché in fin dei conti rappresentano gli stessi interessi di classe. È per questo che la CGT[1] garantisce la governabilità a questo governo, perché la sua teoria della collaborazione di classe si oppone alla lotta dei lavoratori, ragion per cui il peronismo-progressismo ha boicottato qualsiasi tentativo di mobilitazione, come si è visto nella lotta studentesca, ed è per questo che le organizzazioni sociali peroniste durante tutto quest’anno non hanno messo piede nelle strade, mentre le mense dei poveri vengono chiuse per mano di Petovello e la povertà aumenta in tutto il Paese. Il Piano Motosega non si chiude senza collaboratori, e questi collaboratori sono gli stessi di sempre, i partiti del sistema: il PJ[2] e l’UCR[3] in tutte le sue varianti e scissioni.

La strada è lunga, è difficile, ma non impossibile, dobbiamo proporci come lavoratori, come parte del popolo cosciente, di contestare il fattore soggettivo, di conquistarlo per il campo dei rivoluzionari, di avanzare nelle lotte che dobbiamo scatenare, nei colpi che dobbiamo sferrare, per rompere il Piano Motosega, per rovesciare il piano dei monopoli e per aprire la strada alla conquista del potere e alla costruzione della società senza classi per cui lottiamo: il socialismo-comunismo.

Note

[1] CGT – Confederazione Generale del Lavoro della Repubblica Argentina, la principale centrale sindacale argentina, affiliata a livello internazionale alla Confederazione Sindacale Internazionale (ITUC). Nota del traduttore.

[2] PJ – Partito Giustizialista, il partito fondato nel 1947 da Juan Domingo Perón. Nota del traduttore.

[3] UCR – Unione Civica Radicale, il più antico partito politico argentino e storico rivale del PJ. Nota del traduttore.

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