Dall’Ufficio di Economia Politica dell’Iniziativa Comunista di Cipro (KPK)
28 agosto 2025
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I rapidi sviluppi che si registrano nel settore dell’intelligenza artificiale (IA), il vasto utilizzo di tali tecnologie da parte di gruppi monopolistici ma anche di singoli utenti (si veda ChatGPT, DeepSeek, Alexa, Gemini, ecc.), portano in primo piano paure, riflessioni ma anche concezioni che rimandano al feticismo della tecnologia.
La domanda fondamentale, che può porre la questione nella sua corretta forma affinché si traggano le giuste conclusioni, è la seguente: chi controlla l’intelligenza artificiale e per quale scopo la utilizza?
Nel quadro dell’attuale sistema di sfruttamento, il capitalismo, l’IA non è una tecnologia “neutra” come si tenta di presentarla. Al contrario, il suo sviluppo e il suo uso sono determinati da una manciata di gruppi monopolistici come Google, Amazon e Microsoft, ecc., con il solo obiettivo di intensificare il lavoro, sorvegliare i lavoratori, spingere ulteriormente verso l’“automazione” e, in numerosi casi, effettuare licenziamenti.
Indicativamente, nel luglio 2025, Amazon Web Services ha licenziato centinaia di lavoratori a causa della penetrazione dell’intelligenza artificiale[1], mentre Microsoft ha licenziato migliaia di lavoratori e ormai valuta i propri dipendenti tramite l’uso dell’IA[2].
In queste condizioni, si sviluppano forti competizioni tra i monopoli e i centri imperialisti per il controllo dei mercati e dei dati. Si osserva un’ulteriore concentrazione di capitale, acquisizioni di piccole aziende, così come collaborazioni – con oscillazioni e attriti – come quella tra Microsoft e OpenAI[3], con l’obiettivo della supremazia nella corsa contro i rispettivi concorrenti.
Oggi, tali rivalità si esprimono soprattutto nello scontro tra USA e Cina, dove vengono investiti enormi capitali per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale in vari settori. Gli USA sono attualmente in vantaggio in questo campo, ma gli analisti stimano che la Cina abbia recuperato parecchio terreno e minacci apertamente la loro supremazia.
Un esempio emblematico di questa contrapposizione è il tentativo degli Stati Uniti di escludere la Cina da tecnologie critiche, vietando l’esportazione di chip da parte del colosso tecnologico Nvidia. Nel quadro di questa politica, due cittadini cinesi sono stati arrestati in California poiché — secondo il Dipartimento di Giustizia degli USA — negli ultimi tre anni avrebbero esportato chip Nvidia in Cina senza le necessarie autorizzazioni[4].
Va comunque sottolineato che, nel contesto di crescenti antagonismi attorno alle terre rare, il governo degli Stati Uniti sembra riconsiderare il divieto di esportazione di chip Nvidia verso la Cina, anche se con molte limitazioni. Ciò ha suscitato reazioni in parte della classe dominante del paese, la quale non desidera che vengano esportate tecnologie critiche verso un paese concorrente[5].
Miliardi per il reclutamento di talenti nell’intelligenza artificiale
La battaglia per la supremazia nell’IA si esprime anche attraverso una feroce corsa al reclutamento di personale scientifico, con giganti che spendono somme astronomiche per attrarre specialisti.
Meta ha già speso 14,3 miliardi di dollari per potenziare l’addestramento degli algoritmi e la raccolta di dati, mentre i contratti di assunzione da parte di suoi concorrenti come OpenAI e Apple raggiungono cifre che sfiorano diverse centinaia di milioni di dollari.
Contemporaneamente, il fondatore e amministratore delegato dell’azienda, Mark Zuckerberg, ha annunciato investimenti per miliardi di dollari nella costruzione di infrastrutture di potenza computazionale per lo sviluppo di super-sistemi di IA, progettati per l’automazione di compiti critici, la sorveglianza e la previsione del comportamento umano e la gestione di enormi volumi di informazioni in tempo reale[6].
La concentrazione di queste, indubbiamente enormi, capacità nelle mani del capitale, il quale ha come unico scopo il rafforzamento della propria redditività e la difesa del proprio potere, conduce inevitabilmente al controllo dei contenuti che l’utente vede sui social network, alla definizione di ciò che si considera vero o falso, alla promozione o censura dei contenuti in base agli obiettivi ideologici dei monopoli, intensificando il controllo e la manipolazione delle coscienze.
L’IA come strumento nelle mani degli imperialisti per lo sviluppo di sistemi d’arma
La stessa logica si estende inevitabilmente anche al settore militare, dove l’IA diventa oggetto di accesi conflitti imperialisti per il suo utilizzo da parte delle forze armate.
Così, si trasforma in uno strumento per lo sviluppo di sistemi d’arma come droni e robot, mentre si intensificano anche la guerra cibernetica, la propaganda e i deepfake sui social network, fenomeni che si sono manifestati anche nel nostro paese.
Emblematici dell’utilizzo dell’IA nel settore militare sono i recenti test condotti dall’Aeronautica Militare degli Stati Uniti, durante i quali l’IA è stata impiegata per supportare il processo decisionale in scenari di combattimento, con l’obiettivo di migliorare velocità e precisione[7].
Parallelamente, è stato ufficialmente annunciato che OpenAI, Google (Alphabet), Anthropic e la xAI di Elon Musk hanno ottenuto ciascuna contratti fino a 200 milioni di dollari, al fine di contribuire all’integrazione di capacità avanzate di IA nei sistemi del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti[8].
Sviluppi analoghi si registrano anche in altri stati borghesi. L’India ha effettuato il primo test riuscito di una mitragliatrice autonoma attivata dall’IA, capace di individuare, decidere e neutralizzare bersagli con elevata precisione e da grande distanza, senza intervento umano diretto[9].
Inoltre, Microsoft ha fornito infrastrutture tecnologiche di IA e cloud all’esercito d’occupazione israeliano durante i brutali attacchi nella Striscia di Gaza[10].
Da parte sua, la Cina, nonostante l’appello a un presunto controllo internazionale sull’uso dell’IA, intensifica gli sforzi per impiegarla a scopi militari. Caratteristico è il fatto che di recente ha presentato robot quadrupedi equipaggiati con armi da fuoco, capaci di funzionare sia come unità di ricognizione sia come unità d’attacco, anche in terreni impervi[11].
Questi sviluppi riflettono nel modo più evidente la trasformazione dell’IA in uno strumento cruciale per aumentare la potenza distruttiva dei sistemi d’arma e l’efficacia delle forze armate, sempre in piena sintonia con gli interessi strategici ed economici dei monopoli e, di conseguenza, degli Stati borghesi.
EU AI Act: un quadro normativo a favore dei monopoli
All’interno di questo scenario internazionale, l’Unione Europea non resta spettatrice. Al contrario, in quanto organismo imperialista, partecipa attivamente alla corsa per la supremazia nel settore dell’intelligenza artificiale, con il pretesto della protezione dei diritti umani.
Del resto, il regolamento sull’IA, noto anche come EU AI Act[12], è entrato in vigore il 1° agosto 2024, mentre è già stato istituito dalla Commissione Europea un Ufficio per l’IA, che opererà come “organo di vigilanza per l’applicazione del Regolamento nel territorio dell’UE”.
Sotto il manto di “sicurezza”, “protezione dei diritti umani” e “rafforzamento dell’innovazione”, menzionati nel Regolamento, si nasconde la lotta incessante dei monopoli per la supremazia nel settore dell’IA.
Questa realtà è riconosciuta dalla stessa UE, già nelle prime righe del Regolamento, dove si sottolinea chiaramente che il suo scopo è stabilire «l’Unione come leader nell’adozione di un’IA affidabile».
Tuttavia, la natura di classe del regolamento e come esso viene impiegato per rafforzare il potere del capitale appare evidente in molti passaggi. Significativa è la previsione secondo cui sono completamente escluse dal Regolamento le applicazioni dell’IA utilizzate per scopi militari o di “sicurezza nazionale”.
Si tratta di termini vaghi che, come noto, vengono impiegati a piacimento dallo Stato borghese per la sorveglianza e la repressione del movimento operaio e popolare. In questo modo, l’IA si trasforma in un’arma dell’esercito, dei servizi segreti e della polizia contro il “nemico interno”, ossia la classe operaia organizzata.
Nello stesso contesto, il Regolamento apparentemente impone restrizioni sull’uso del riconoscimento biometrico a distanza “in tempo reale” negli spazi pubblici da parte delle forze di sicurezza. Tuttavia, nella pratica istituisce numerose eccezioni che rendono il divieto lettera morta.
Secondo il testo, l’uso di tali sistemi è consentito «solo se assolutamente necessario» per scopi come l’individuazione o l’identificazione di sospetti per reati gravi con pene superiori a quattro anni. Queste eccezioni creano enormi margini di interpretazione e di applicazione abusiva da parte dello Stato borghese, poiché è noto che, in molti casi, le lotte operaie e popolari vengono prese di mira come azioni illegittime che “perturbano l’ordine”.
Allo stesso tempo, il Regolamento consente l’uso di sistemi di IA nel settore dell’occupazione classificandoli semplicemente come “ad alto rischio”, senza vietarli esplicitamente. Nello specifico, è prevista la loro applicazione per assunzioni, assegnazione dei compiti, valutazione delle prestazioni e presa di decisioni relative ai rapporti di lavoro.
Nella pratica, ciò permette al datore di lavoro di escludere i sindacalisti, monitorare costantemente la produttività con l’obiettivo di intensificare il lavoro e imporre licenziamenti e altre misure contro i lavoratori.
L’IA a Cipro e il ruolo della borghesia cipriota
Gli stessi obiettivi si riflettono anche a Cipro, dove il capitale locale cerca di assicurarsi una posizione migliore sulla nuova mappa digitale, sfruttando appieno il quadro normativo europeo. Da qui le dichiarazioni sulla trasformazione di Cipro in «hub emergente di innovazione e intelligenza artificiale».
Significativo è stato l’incontro del Presidente della Repubblica di Cipro, Nikos Christodoulidīs, con OpenAI, avvenuto lo scorso aprile presso la sede centrale dell’azienda a San Francisco.
La discussione si è concentrata sull’intenzione del Governo e, per estensione, della classe borghese cipriota, di trasformare il paese in un “hub regionale” per l’IA, nel tentativo di far penetrare il capitale cipriota nella competizione internazionale.
Nello stesso contesto rientra anche la costituzione della cosiddetta Commissione Nazionale per l’Intelligenza Artificiale (AI Task Force), che ha tenuto la sua prima seduta sempre lo scorso aprile.
Secondo quanto reso noto, la Commissione ha definito gli obiettivi strategici con chiaro riferimento al Regolamento UE, confermando l’allineamento totale della borghesia cipriota alle direttive dell’Unione Europea. Tra gli obiettivi fissati vi sono l’accelerazione dell’integrazione dell’IA nei settori pubblico e privato, nella gestione dei dati e nello “stato digitale”, sempre nel quadro della competizione e della ricerca del profitto[13].
È un dato di fatto, inoltre, che i sistemi di IA hanno già penetrato diversi settori dell’economia cipriota, come ad esempio il settore pubblico (servizi digitali, controllo ed elaborazione dei dati), l’istruzione, il settore della pubblicità e del marketing, il commercio al dettaglio (ad esempio proposte mirate e personalizzate ai consumatori online), e la gestione del personale.
Lo scopo, tuttavia, dell’uso e dello sviluppo dell’IA da parte del capitale a Cipro, emerge chiaramente anche da articoli pubblicati da dirigenti della Federazione dei Datori di Lavoro e degli Industriali (OEB). Dietro a vaghi riferimenti generici alla protezione dei diritti umani, si parla della necessità di «rafforzare la competitività delle imprese». In altre parole, l’IA viene presentata come un’opportunità non per soddisfare i bisogni popolari, ma per aumentare la produttività e ridurre i costi.
Importante è anche l’ammissione franca della OEB riguardo alla formazione di due categorie di lavoratori: quelli che possiedono competenze relative all’uso dell’IA e quelli che non hanno tale specializzazione. Nonostante si parli della necessità di formazione e aggiornamento dei lavoratori, viene completamente taciuto chi sosterrà i costi di questo processo[14]. In sostanza, la responsabilità ricade sul lavoratore stesso affinché possa diventare “competitivo” in un mercato anarchico che si muove esclusivamente secondo la logica del profitto.
La classe borghese cipriota quindi, in pieno allineamento con l’EU AI Act, la roadmap normativa per lo sfruttamento capitalista dell’IA nell’UE, mira a conquistare la miglior posizione possibile nel nuovo scenario digitale. Intende sfruttare l’IA per accelerare il processo di “trasformazione digitale dello Stato”, che, nonostante l’intensa propaganda, non abolirà le barriere di classe. Mira a rafforzare i capitalisti, controllare il lavoro, e non a soddisfare i bisogni del popolo.
L’IA e le contraddizioni del modo di produzione capitalistico
Tutti gli sviluppi sopra descritti si condensano nelle contraddizioni organiche di un sistema fondato sullo sfruttamento del lavoro umano, che al tempo stesso cerca di sostituirlo.
Proprio questo mette in luce i limiti e le contraddizioni di un sistema di sfruttamento ormai in fase di declino.
Man mano che i capitalisti si dedicano a una spietata corsa al profitto, procedendo a licenziamenti di lavoratori e sostituendo il lavoro umano con algoritmi e macchine, si riduce la capacità di produrre plusvalore, la cui unica fonte è la forza lavoro.
Come evidenziò Marx, l’aumento della composizione organica del capitale, cioè l’investimento continuo in mezzi tecnologici e macchine a scapito del lavoro umano, che costituisce la fonte del plusvalore, conduce inevitabilmente alla tendenza al ribasso del saggio di profitto. Ciò comporta crisi economiche, aumento della disoccupazione e distruzione delle forze produttive.
Indubbiamente, come già accennato, la tendenza ai licenziamenti esiste, tuttavia assume diverse manifestazioni in ciascun settore dell’economia. Di conseguenza, le ripercussioni per i lavoratori derivanti dall’uso dell’IA da parte dei capitalisti potrebbero non tradursi immediatamente in disoccupazione di massa, ma in un peggioramento delle condizioni di lavoro, nell’intensificazione dello sfruttamento, nell’abolizione di qualsiasi autonomia residua e nel loro spostamento verso altri settori o ambiti lavorativi.
In ogni caso, è certo che la classe operaia non ha nulla da guadagnare finché i sistemi di intelligenza artificiale rimangono nelle mani del capitale.
Socialismo: l’unica via d’uscita per sfruttare l’IA a beneficio del popolo
Di fronte a tutto ciò, il socialismo rappresenta l’unica via d’uscita per mettere la tecnologia al servizio dei bisogni popolari.
Le contraddizioni sopra evidenziate e i rischi per i lavoratori possono essere risolti solo con l’abolizione della proprietà capitalista, attraverso il controllo e il potere operaio che utilizzeranno il progresso tecnologico a beneficio del popolo e non del profitto.
Per questo motivo, la classe operaia è chiamata a riflettere sulle grandi potenzialità che il socialismo potrebbe offrire, con la socializzazione dei mezzi di produzione e la pianificazione centrale.
L’IA, così come la tecnologia in generale, liberata dalla logica mercantile, potrebbe essere impiegata nelle mani del potere operaio per alleviare e sollevare dal lavoro manuale, per ridurre complessivamente l’orario di lavoro.
Si trasformerebbe in un’arma potentissima per l’organizzazione della produzione a beneficio dei bisogni popolari, diventerebbe uno strumento per la prevenzione delle catastrofi naturali, per un progresso sostanziale nei settori della salute, dell’istruzione, ecc.
Né tecnofobia, né tecnolatria – Un atteggiamento orientato alla classe
Sulla base di quanto sopra, è necessario un atteggiamento orientato alla classe nei confronti dell’IA e della tecnologia in generale, al di là dei miti paurosi o apologetici diffusi dai partiti borghesi e dall’opportunismo.
La classe operaia deve opporsi, da un lato, a chi presenta il progresso tecnologico come un pericolo intrinseco, sganciato dal contesto socio-economico in cui si sviluppa, e dall’altro a chi lo pubblicizza come panacea per gli innumerevoli problemi e difficoltà che lo stesso sistema capitalistico provoca nella vita dei lavoratori.
Occorre anche smascherare l’opportunismo, che parla di “limitazione”, “controllo” e “regolamentazione” dell’uso dell’IA, sempre nell’ambito del sistema capitalistico. Tali approcci occultano l’unica verità: finché la tecnologia resta nelle mani del capitale, non può né essere regolata né impiegata a beneficio dei bisogni popolari.
È indiscutibile che, per realizzare ciò, è necessario il continuo monitoraggio degli sviluppi nel campo della tecnologia, l’approfondimento di tali tematiche, un coerente posizionamento di classe della questione nella sua corretta prospettiva e, in definitiva, l’organizzazione della classe operaia anche su questo fronte.
In questa lotta, l’Iniziativa Comunista di Cipro si impegna a essere in prima linea.
Note
[1] https://www.reuters.com/business/retail-consumer/amazons-aws-cloud-computing-unit-cuts-least-hundreds-jobs-sources-say-2025-07-17/
[2] https://www.reuters.com/business/world-at-work/microsoft-lay-off-many-9000-employees-seattle-times-reports-2025-07-02/
[3] https://blogs.microsoft.com/blog/2025/01/21/microsoft-and-openai-evolve-partnership-to-drive-the-next-phase-of-ai/
[4] https://edition.cnn.com/2025/08/07/us/chinese-nationals-arrested-selling-nvidia-chips-hnk
[5] https://www.theguardian.com/world/2025/aug/12/nvidia-chip-china-sale-trump-blackwell
[6] https://economictimes.indiatimes.com/news/new-updates/metas-billion-dollar-hiring-spree-deepmind-boss-says-money-cant-buy-the-frontier-of-ai-sam-altman-reacts/articleshow/123472940.cms?from=mdr
[7] https://www.businessinsider.com/air-force-tested-using-ai-make-targeting-kill-chain-faster-2025-7
[8] https://www.reuters.com/business/autos-transportation/us-department-defense-awards-contracts-google-xai-2025-07-14/
[9] https://www.indiatoday.in/india/story/india-successfully-tests-ai-enabled-negev-lmg-at-14000-feet-eyes-future-warfare-edge-2737961-2025-06-09
[10] https://www.theguardian.com/world/2025/jan/23/israeli-military-gaza-war-microsoft
[11] https://www.themirror.com/news/world-news/chinas-sinister-robot-wolf-military-1276163
[12] https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EL/TXT/?uri=CELEX:32024R1689
[13] https://inbusinessnews.reporter.com.cy/article/404705/proti-synedria-ga-tin-ai-task-force-tis-kyproy-kathorise-stochoys-kai-proteraiotites-o-dimitris-skoyridis
[14] https://www.philenews.com/oikonomia/apopsis-ikonomia/article/1559086/techniti-noimosini-ke-ergasia-proklisis-ke-nees-dexiotites/








