L'Ordine Nuovo

Menu superiore

Menu principale

  • Rassegna operaia
  • Capitale/lavoro
  • Classe e partito
  • Internazionale
    • Notizie dal mondo
    • Imperialismo
    • Vita politica internazionale
  • Politica
  • Terza pagina
    • Film e TV
    • Libri
    • Musica
    • Pillole di storia
    • Storia di classe
    • Manifesti
  • Tribuna
  • Speciali
    • Centenario PCdI
    • Lenin 150
    • Rivista Comunista Internazionale

logo

L'Ordine Nuovo

  • Rassegna operaia
  • Capitale/lavoro
  • Classe e partito
  • Internazionale
    • Notizie dal mondo
    • Imperialismo
    • Vita politica internazionale
  • Politica
  • Terza pagina
    • Film e TV
    • Libri
    • Musica
    • Pillole di storia
    • Storia di classe
    • Manifesti
  • Tribuna
  • Speciali
    • Centenario PCdI
    • Lenin 150
    • Rivista Comunista Internazionale
  • Festa dei padroni. Il decreto primo maggio della Meloni

  • Estensione della Legge anti-sciopero: la nuova beffa per i lavoratori

  • Ingannare i lavoratori e allontanare l’alternativa. I casi di AVS e Rifondazione Comunista

  • La vittoria del “NO” e il bisogno di un’alternativa comunista autorevole

  • Referendum giustizia: la propaganda sulle “toghe rosse” e una riforma che serve solo alla repressione

  • Groenlandia: “fardello” della Danimarca?

  • L’eccidio silenzioso. Come il blocco statunitense strangola Cuba socialista

  • Il popolo venezuelano fra attacco imperialista e tentativi di resistenza

  • Ex ILVA, storia di un fallimento di mercato

  • Il quadrante sud di Roma tra sfruttamento, speculazione e gentrificazione

Politica
Home›Politica›Il reato di antifascismo a Torino

Il reato di antifascismo a Torino

Di Daniela Giannini
21/09/2020
3548
0
Condividi:

Il Tribunale del riesame di Torino ha sostanzialmente confermato le misure cautelari che hanno colpito 31 studenti antifascisti per essersi opposti ai militanti dell’organizzazione di estrema destra del FUAN il 13 e 14 febbraio di quest’anno. Le misure comminate sono molto pesanti e spaziano dall’obbligo di firma agli arresti domiciliari e si aggiungono ai numerosi casi di repressione poliziesca e giudiziaria che in questi anni hanno interessato la città di Torino e la regione Piemonte. Le misure comprendono il divieto di dimora nel comune di Torino che, nei fatti, impedisce a studenti lavoratori di proseguire il proprio percorso di studi e nega ad altri la possibilità di recarsi presso il proprio luogo di lavoro.

Ma cerchiamo di ripercorrere gli avvenimenti sin dall’inizio. La questione in esame non ha avuto il risalto mediatico che meritava, anche perché avvenuta a ridosso del lockdown, ma è tornata sotto i riflettori grazie al noto fumettista Zerocalcare che ha pubblicato un appello alla solidarietà verso i compagni antifascisti, destinatari delle misure cautelari.

Nella giornata del 13 febbraio si era tenuto presso il “Campus universitario Luigi Einaudi” di Torino un convegno organizzato dall’ANPI dal titolo “Fascismo, colonialismo, foibe”. Tale convegno ha visto la partecipazione dello scrittore Moni Ovadia, e dello storico e giornalista Stojan Spetic. Il dibattito era stato autorizzato dal rettore universitario Genua, che contestualmente aveva però permesso che si svolgesse davanti agli edifici universitari un volantinaggio organizzato da esponenti del FUAN. Gli stessi si sono presentati presso il campus, scortati dalle forze di polizia. Avvertite queste ultime dallo stesso rettore universitario, che aveva avvisato la Questura. Questa a sua volta schierava reparti di polizia e DIGOS, nei fatti, in difesa dei fascisti.

antifascismo-torino-presidio

La presenza degli sponenti del FUAN, dileguatisi velocemente, ha innescato la contestazione da parte degli studenti antifascisti alla quale è seguita la reazione immediata delle forze dell’ordine, attraverso cariche di “alleggerimento”, scorrazzando per i prati del campus. Il bilancio della giornata contava 3 studenti arrestati e condotti nel carcere delle Vallette. Una risposta assolutamente fuori proporzione rispetto agli avvenimenti che non nasconde l’intento repressivo e dissuasivo che da tempo la questura di Torino ha attuato nei confronti della politica studentesca.

Ma le misure repressive non si sono limitate agli arresti in flagranza. Il giorno successivo al 13 febbraio gli studenti antifascisti si sono recati presso il rettorato per chiedere spiegazioni sull’accaduto senza riceverne alcuna, essendo “latitante” il rettore stesso, di cui non si era avuta alcuna notizia. Nel frattempo, un corteo di protesta si era recato presso la palazzina Einaudi, liberando l’aula che il rettore aveva riservato agli studenti del FUAN.

A seguito di questi fatti delle due giornate sono scattate le misure cautelari. 3 giovani sono stati tratti agli arresti domiciliari, 7 sono stati destinatari del provvedimento di divieto di dimora presso il comune di Torino, e altri costretti all’obbligo di firma. In conclusione, 31 giovani venivano denunciati e venivano emesse misure cautelari verso 19 persone a vario titolo.

Il tribunale ha poi rifiutato la richiesta di trasformazione delle misure cautelari dal divieto di dimora all’obbligo di firma avanzate da alcuni studenti, causando, nei fatti, l’impossibilità per questi studenti di mantenere il proprio posto di lavoro e andando ad aggravare la situazione, già difficile, di chi deve lavorare per proseguire il proprio percorso universitario.

È importante rilevare che la sproporzione incredibile degli effetti coercitivi rispetto ai fatti, considerando, tra l’altro, che si tratta di misure cautelari e non è stata dimostrata la colpevolezza di nessuno studente. “Colpevolezza” dai contorni Kafkiani che promana da una condanna agli studenti per il reato di antifascismo.

 

TagantifascismofascismofuanlottastudentiTorinouniversità
Articolo precedente

Kostantin Ciolkovskij, pioniere della cosmonautica

Articolo successivo

Dopo queste elezioni: superare l’irrilevanza con una ...

11
Condiviso
  • 11
  • +
  • 0
  • 0
  • 0
  • 0

Daniela Giannini

Daniela Giannini, nata a Roma e laureata in Giurisprudenza all'Università "La Sapienza". Militante del Fronte Comunista dalla sua fondazione, è membro del comitato centrale del partito. Collabora con L'Ordine Nuovo su argomenti di politica e attualità.

Articoli correlati Altri articoli dell'autore

  • Strage di Reggio Emilia
    Storia di classe

    A sessant’anni dalla strage di Reggio Emilia

    07/07/2020
    Di Redazione
  • manifestazione sgb
    Rassegna operaia

    Intervista a Massimo Betti di SGB: Il sindacalismo conflittuale e il Fronte unico di Classe

    27/09/2020
    Di Redazione
  • Operai alle Reggiane
    Storia di classe

    28 luglio: 77 anni fa l’eccidio delle “Reggiane”

    28/07/2020
    Di Flavio Petrone
  • Corteo FIAC Compressori
    Rassegna operaia

    “DA QUI NON ESCE UNA RONDELLA” – i metalmeccanici scioperano alla Fiac Compressori

    10/06/2020
    Di Redazione
  • Junio Valerio Borghese
    Pillole di storia

    Il Golpe Borghese, neofascisti e complicità nell’Italia del dopoguerra

    08/12/2020
    Di Redazione
  • 9 maggio vittoria sovietica sul nazifascismo
    Notizie dal mondo

    Comunicato congiunto dei Partiti Comunisti e Operai – 75° anniversario della Vittoria sul nazi-fascismo

    09/05/2020
    Di Redazione

Ti potrebbe interessare

  • Notizie dal mondo

    La lotta Mapuche: un’occasione di riscatto per il Cile

  • Uno studio sul partito nazista come strumento dei capitalisti
    VPI - Articoli

    Uno studio sul partito nazista come strumento dei capitalisti

  • Imperialismo

    L’implicazione dei capitali privati nel genocidio palestinese: cosa dice il report di Francesca Albanese

Leggi anche…

Nessun articolo.

seguici:

  Facebook  Instagram  Twitter

contattaci:

  Contattaci
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia. Possono dunque esserne ripresi altrove i contenuti: basta citarne la fonte. "L'Ordine Nuovo" è un sito web di informazione indipendente e non rappresenta una testata giornalistica ai sensi della legge 62/2001. Qualora le notizie o le immagini pubblicate violassero eventuali diritti d’autore, basta che ci scriviate e saranno immediatamente rimosse.