L'Ordine Nuovo

Menu superiore

Menu principale

  • Rassegna operaia
  • Capitale/lavoro
  • Classe e partito
  • Internazionale
    • Notizie dal mondo
    • Imperialismo
    • Vita politica internazionale
  • Politica
  • Terza pagina
    • Film e TV
    • Libri
    • Musica
    • Pillole di storia
    • Storia di classe
    • Manifesti
  • Tribuna
  • Speciali
    • Centenario PCdI
    • Lenin 150
    • Rivista Comunista Internazionale

logo

L'Ordine Nuovo

  • Rassegna operaia
  • Capitale/lavoro
  • Classe e partito
  • Internazionale
    • Notizie dal mondo
    • Imperialismo
    • Vita politica internazionale
  • Politica
  • Terza pagina
    • Film e TV
    • Libri
    • Musica
    • Pillole di storia
    • Storia di classe
    • Manifesti
  • Tribuna
  • Speciali
    • Centenario PCdI
    • Lenin 150
    • Rivista Comunista Internazionale
  • Festa dei padroni. Il decreto primo maggio della Meloni

  • Estensione della Legge anti-sciopero: la nuova beffa per i lavoratori

  • Ingannare i lavoratori e allontanare l’alternativa. I casi di AVS e Rifondazione Comunista

  • La vittoria del “NO” e il bisogno di un’alternativa comunista autorevole

  • Referendum giustizia: la propaganda sulle “toghe rosse” e una riforma che serve solo alla repressione

  • Groenlandia: “fardello” della Danimarca?

  • L’eccidio silenzioso. Come il blocco statunitense strangola Cuba socialista

  • Il popolo venezuelano fra attacco imperialista e tentativi di resistenza

  • Ex ILVA, storia di un fallimento di mercato

  • Il quadrante sud di Roma tra sfruttamento, speculazione e gentrificazione

VPI - Articoli
Home›VPI - Articoli›Sugli sviluppi riguardanti l’attacco israeliano all’Iran

Sugli sviluppi riguardanti l’attacco israeliano all’Iran

Di Redazione
22/06/2025
402
0
Condividi:

Dal Partito Comunista di Turchia (TKP)
14 giugno 2025
Link all’originale

 

Il segretario generale del TKP, Kemal Okuyan, ha condiviso la sua analisi iniziale sui recenti sviluppi attraverso il suo account X.

  1. Fin dall’inizio abbiamo sostenuto che il cambio di potere in Siria – al di là di altri fattori – si allinea direttamente con i piani e gli interessi di Israele. Naturalmente, vanno riconosciute le rivalità e le contraddizioni tra le forze che hanno richiesto e favorito questo cambiamento. Tuttavia, a volte queste dispute interne diventano semplici dettagli e perdono di significato. In definitiva, in Siria, Israele, Regno Unito e Stati Uniti sono usciti vincitori. al-Shara’ è il governatore di Damasco da loro nominato.
  1. Chi sostiene che “la Turchia ha vinto” in Siria ha ragione solo se per “Turchia” intende i profitti di imprese edili, energetiche, di armi, tessili, alimentari e simili. Ma se consideriamo gli interessi della grande maggioranza dei cittadini turchi, la Turchia ha chiaramente perso in Siria.
  1. È evidente che ciò che gli Stati Uniti e Israele hanno portato in questa regione non è altro che saccheggio, depredazione, occupazione, guerra e massacro. Essere complici o assistere alle operazioni di questi due Paesi è innegabilmente un crimine contro l’umanità.
  1. Tragicamente, ma in linea con la natura del capitalismo, anche quando l’imperialismo statunitense si indebolisce, riesce ancora a mettere in competizione molti Paesi per l’“amicizia” e la “cooperazione” con gli USA. Cercare una quota maggiore dell’economia controllata dagli Stati Uniti, tentare di eludere i suoi ricatti e le sue minacce attraverso collaborazioni sfortunate e garantirsi la sicurezza reindirizzando l’ostilità degli Stati Uniti verso gli altri è diventata quasi una regola standard nelle relazioni internazionali.
  1. Il calcolo del governo (turco, NdT) dell’AKP, secondo cui spezzare l’influenza dell’Iran nella regione e in Siria aprirà una strada alla Turchia, può avere una certa logica. Tuttavia, il prezzo richiesto dal duo USA-Israele, insieme alle forze alleate, che ora rivendicano la libertà di fare la guerra ovunque e ignorano tutte le regole sui confini e sulle mappe, per “lasciare in pace la Turchia”, sarà mortale per il nostro popolo.
  1. Allinearsi agli Stati Uniti, cooperare con loro e calcolare i presunti benefici di tale cooperazione non è altro che assaggiare il frutto velenoso. Quando ieri Israele ha attaccato il nostro vicino Iran, dietro c’erano l’intelligence, la logistica, gli armamenti e la diplomazia statunitensi. Ma quali Paesi hanno collaborato con gli Stati Uniti a migliaia di chilometri di distanza per fornire questo supporto? La Turchia non è stata ammessa alla NATO per caso; İncirlik, Kürecik e le altre basi non sono state create per fare scena; e dichiarazioni come “andiamo molto d’accordo” non vengono fatte senza motivo.
  1. Non c’è altra alternativa che mettere in discussione l’attuale ordine di sfruttamento, basato su “interessi privati”, che mira ad allontanare la Turchia dall’asse USA, Regno Unito e NATO. Non esiste un capitalismo buono; senza combattere il capitalismo, non si può essere veramente antimperialisti.
  1. È proprio questo che ha incoraggiato l’aggressione israelo-statunitense che per anni ha scatenato devastazioni in tutta la regione. Tutti sanno che le recenti mosse degli Stati Uniti e l’attacco di Israele all’Iran mirano a indebolire e isolare la Cina, il loro principale rivale. Allora perché la cosiddetta “nuova alleanza nascente” o i Paesi del “Sud globale” non riescono ad agire insieme in risposta?
  1. La risposta non può essere semplicemente “vogliono evitare una grande guerra”. Ci sono alternative alla guerra? Certamente. Ma le leggi del capitalismo non lo permettono. Le guerre, le invasioni e i cambi di regime degli ultimi anni – guidati per lo più dall’imperialismo statunitense – hanno ampliato, a prescindere dai loro esiti, l’influenza economica della Cina in questi Paesi e regioni. Indipendentemente dal regime o dalla politica estera di un Paese, lo sviluppo di relazioni economiche può essere considerato una scelta di politica estera “pacifica”. Ma nel mondo imperialista la competizione genera inevitabilmente conflitti, quindi la pace è sostanzialmente fuori discussione. L’imperialismo statunitense, con o senza Trump, ha cercato di fermare lo slancio a favore della Cina e lo sta facendo tuttora. La domanda ricorrente di Trump, “Siamo mica scemi?”, riflette questa realtà.
  1. Perché allora non c’è una ferma presa di posizione contro Israele mentre gli Stati Uniti eseguono queste sanguinose operazioni? Questa domanda richiede una risposta esauriente. Consideriamo solo un aspetto: sì, l’Iran è cruciale per Russia e Cina, ma anche Israele – e il capitale ebraico diffuso a livello globale – è importante per loro. Sebbene le relazioni della Cina con Israele si siano deteriorate a causa degli eventi di Gaza, tra i due esistono ancora legami economici strategici. Lo stesso vale per la Russia. Ricordiamo che durante la guerra in Ucraina, gli Stati Uniti hanno permesso al loro favorito Israele di non partecipare alle sanzioni contro la Russia.
  1. Quando Israele ha iniziato a colpire l’Iran, le condanne senza senso e i semplici appelli al dialogo riflettono questi legami complicati. L’India, membro chiave dei BRICS, intrattiene relazioni profonde sia con gli Stati Uniti che con Israele.
  1. Condivido tutto questo per spiegare che non può emergere una resistenza di principio dall’interno del sistema contro l’imperialismo statunitense e il sionismo israeliano, e che quando ognuno formerà il proprio sistema di alleanze e oserà affrontare una grande guerra, non porterà alcun beneficio all’umanità. E per quanto riguarda chi si colloca in queste alleanze, nessuno dovrebbe parlare con troppa sicurezza.
  1. L’imperialismo è un sistema globale dominato da monopoli multinazionali. È caratterizzato da competizione, conflitto, saccheggio, sfruttamento profondo e guerra. In questo contesto, le vittime e i perdenti sono sempre gli oppressi. Se i lavoratori non si ribellano e non lottano per se stessi, se non abbracciano la solidarietà invece delle lotte intestine, non ci si può aspettare giustizia, moralità, principi e ideali rivoluzionari dagli Stati che rappresentano il dominio di questi monopoli multinazionali.
Articolo precedente

Carattere, percorso e obiettivo del Partito della ...

Articolo successivo

Medio Oriente: crocevia di progetti imperialisti concorrenti ...

0
Condiviso
  • 0
  • +
  • 0
  • 0
  • 0
  • 0

Redazione

Articoli correlati Altri articoli dell'autore

  • Risoluzione 8 marzo
    VPI - Articoli

    Risoluzione 8 marzo

    16/03/2025
    Di Redazione
  • Socialdemocrazia: il volto amico del tradimento della classe operaia
    VPI - Articoli

    La socialdemocrazia: il volto amabile del tradimento alla classe operaia

    20/07/2025
    Di Redazione
  • Rispondere alla crisi abitativa con i pugni chiusi: centralità e trasversalità rivoluzionaria nel movimento per l'abitare
    VPI - Articoli

    Rispondere alla crisi abitativa con i pugni chiusi: centralità e trasversalità rivoluzionaria nel movimento per l’abitare

    08/06/2025
    Di Redazione
  • Oltre le armi: la NATO e la battaglia per menti e coscienze
    VPI - Articoli

    Oltre le armi: la NATO e la battaglia per menti e coscienze

    26/10/2025
    Di Redazione
  • Carattere, percorso e obiettivo del Partito della Sinistra (Die Linke) come parte dello spostamento verso destra
    VPI - Articoli

    Carattere, percorso e obiettivo del Partito della Sinistra (Die Linke) come parte dello spostamento verso destra

    22/06/2025
    Di Redazione
  • Sulla resistenza comunista nel campo di concentramento di Buchenwald 1937-1945
    VPI - Articoli

    Sulla resistenza comunista nel campo di concentramento di Buchenwald 1937-1945

    27/04/2025
    Di Redazione

Ti potrebbe interessare

  • La partita della morte
    Pillole di storia

    11 uomini contro il Terzo Reich: “La partita della morte”

  • Rassegna operaia

    No, Landini. Responsabilità non significa collaborazione con Confindustria.

  • Imperialismo

    Israele come Stato fascista. Un approfondimento

Leggi anche…

Il Sospetto

Cinema ritrovato. Il sospetto, di Francesco Maselli, 1975

06/05/2020 | By Alessandro Barile
Foiba di Basovizza

“E allora le foibe?” Intervista a Eric Gobetti

08/02/2021 | By Redazione

Il nostro 25 aprile

25/04/2020 | By Redazione
fuori i fascisti dal campus

Il reato di antifascismo a Torino

21/09/2020 | By Daniela Giannini

seguici:

  Facebook  Instagram  Twitter

contattaci:

  Contattaci
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia. Possono dunque esserne ripresi altrove i contenuti: basta citarne la fonte. "L'Ordine Nuovo" è un sito web di informazione indipendente e non rappresenta una testata giornalistica ai sensi della legge 62/2001. Qualora le notizie o le immagini pubblicate violassero eventuali diritti d’autore, basta che ci scriviate e saranno immediatamente rimosse.