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Home›Vita politica internazionale›Vita politica internazionale – Ottavo numero

Vita politica internazionale – Ottavo numero

Di Redazione
04/07/2021
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L’ottavo numero della rassegna dedicata al movimento comunista e operaio internazionale si apre con la dichiarazione congiunta di 37 partiti comunisti e operai del mondo contro la NATO e con la cronaca del 21° Congresso del Partito Comunista di Grecia. Poi, un comunicato delle forze sindacali di classe della Colombia contro i piani delle dirigenze sindacali riformiste di capitolazione del Comitato Nazionale di Sciopero e un comunicato dei comunisti del Kazakistan sulla riabilitazione dei collaborazionisti del nazismo. Infine, due articoli dalla Spagna e dal Messico rispettivamente sulla caratterizzazione del capitalismo spagnolo e sulla “classe media”.

  • Dichiarazione congiunta: I popoli devono rafforzare la lotta contro la NATO e i piani imperialisti
    Dichiarazione congiunta I popoli devono rafforzare la lotta contro NATO e piani imperialistiSu iniziativa del Partito Comunista di Grecia (KKE), 36 partiti comunisti e operai del mondo hanno firmato una dichiarazione congiunta di condanna «dei piani di aggressione dell’organizzazione imperialista della NATO, che in seguito al suo recente vertice, si stanno intensificando.» La dichiarazione individua che «l’agenda “NATO 2030”, che rappresenta essenzialmente la dottrina strategica della NATO per il prossimo decennio, aggiorna e implementa tutte le pericolose decisioni prese nel periodo precedente», pertanto costituisce «un’escalation dell’aggressione, una preparazione alla guerra e una prova della accanita competizione con Russia e Cina.» I partiti comunisti e operai firmatari denunciano che «l’accerchiamento militare della Russia, le minacce nei confronti di Cina e Iran, l’annuncio relativo alla dottrina del “nuclear first strike”, nonché la gigantesca esercitazione “DEFENDER-EUROPE 21” confutano le false affermazioni sulla “pace e la sicurezza dei popoli”.» La dichiarazione conclude affermando che i popoli hanno «la forza di lottare contro questi pericolosi piani e di rafforzare in ogni paese la lotta contro la NATO e ogni tipo di piani imperialisti che portano al massacro dei popoli, contro le basi militari e tutti i tipi di armi di distruzione di massa possedute dagli imperialisti» e che «devono lottare per creare le condizioni affinché la classe operaia con il suo potere possa porre fine alla competizione interimperialista, alle guerre e alle organizzazioni imperialiste. Il virus più mortale e pericoloso è il capitalismo!»
  • 21° Congresso del Partito Comunista di Grecia21 Congresso del Partito Comunista di Grecia
    Dal 24 al 27 giugno, si è tenuto ad Atene il 21° Congresso del KKE con lo slogan: “KKE forte. Mente – cuore – organizzatore della lotta operaia-popolare, per il socialismo”. Dal precedente Congresso, il KKE registra un notevole miglioramento nella sua composizione con un incremento del 5,03% dei lavoratori salariati (46.64% del totale dei militanti), di cui un +2% del settore industriale. In aumento anche le donne (+2.4%). Il processo congressuale è durato tre mesi con la pubblicazione e la discussione interna delle tesi che sono state approvate all’unanimità dai delegati così come la relazione e le osservazioni conclusive del CC uscente e la risoluzione politica del Congresso che definisce i compiti del Partito fino al 22° Congresso. Particolare attenzione è stata riservata al miglioramento del partito nel ruolo di avanguardia rivoluzionaria, nell’organizzazione della classe operaia, dei lavoratori autonomi della città, dei contadini, delle donne e giovani nei loro sindacati, associazioni e organizzazioni di massa, nel coordinamento della lotta in una direzione anticapitalista e antimonopolista. Dimitris Koutsoumpas è stato rieletto nel ruolo di Segretario Generale nella prima seduta del nuovo CC. Il 21° Congresso ha anche adottato all’unanimità una Risoluzione speciale separata sui compiti dei comunisti tra la classe operaia e il suo movimento e l’alleanza sociale. 102 partiti comunisti e operai del mondo hanno inviato i loro saluti.
  • FSM Colombia: Né giochi parlamentari, né repressione metteranno a tacere la resistenza popolare
    FSM Colombia_ Ne giochi parlamentari ne repressione metteranno a tacere la resistenza popolareLe forze sindacali di classe aderenti alla Federazione Sindacale Mondiale in Colombia respingono i tentativi dei settori di destra e riformisti nei vertici sindacali all’interno del Comitato Nazionale di Sciopero, di fermare lo sciopero prolungato e la sollevazione popolare per dirottarla sui canali della conciliazione di classe e del parlamentarismo borghese. In un suo comunicato la FSM Colombia «condanna il Piano di capitolazione del Comitato Nazionale di Sciopero» sottolineando come «di fronte a questo tradimento, le forze sindacali e pensionali di classe della Federazione Sindacale Mondiale non possono sottomettersi. Siamo obbligati – in primo luogo – a smarcarci dai riformisti sindacali, gestori del piano di capitolazione a puntate, proprio come hanno appena fatto la Confederazione Colombiana dei Pensionati e altri settori sindacali, pensionali e sociali rivoluzionari; allo stesso modo, dobbiamo assumere il compito di promuovere un grande raggruppamento programmatico e organizzativo delle correnti proletarie, militanti e internazionaliste che agiscono nel movimento operaio puntando a generare condizioni propizie per affrontare – insieme alla gioventù sollevata – le politiche revansciste e draconiane che preparano il padronato capitalista e il suo governo paramilitare. Le carte sono sul tavolo. È il momento di assumere senza indugi e senza vacillare la sfida dell’unità sindacale e popolare rivoluzionaria nel corso stesso delle lotte di massa che oggi si sviluppano.»
  • MS del Kazakistan: Nessuna giustificazione per i responsabili e i complici del nazismo in Kazakistan!
    MS del Kazakistan_ Nessuna giustificazione per i responsabili e i complici del nazismo in KazakistanIl Movimento Socialista del Kazakistan denuncia il tentativo da parte del partito di governo Nur Otan (Patria Radiosa) di Nazarbayev, di riabilitare e giustificare dal punto di vista giuridico e politico «le formazioni collaborazioniste che hanno partecipato alla Seconda Guerra Mondiale dalla parte della Germania nazista, così come dei terroristi e banditi condannati per l’omicidio di cittadini sovietici.» Inoltre, si cercano di introdurre norme sulla responsabilità penale per «oltraggio all’ideologo e fondatore della Legione del Turkestan della Wehrmacht e delle unità SS musulmane Mustafa Shokai, a tutti i partecipanti riabilitati di queste formazioni collaborazioniste, così come ai membri della sezione kazaka del partito cadetto “Alash-Orda”, che hanno combattuto dalla parte dell’ammiraglio Kolchak nella guerra civile. La stessa responsabilità dovrebbe essere imposta per la negazione di “Asharshylyk”, vale a dire l'”Holodomor” domestico.» Sul modello ucraino, è in preparazione un’altra legge che equipara «le vittime della carestia alle vittime del terrore rosso. In questo caso, l’URSS sarà dichiarata uno stato criminale che ha organizzato il genocidio del popolo kazako.» Coloro che combatterono contro «i partigiani sul territorio di Bielorussia, Polonia, Grecia, Italia e Jugoslavia, partecipando ad attacchi e raid contro i civili e sostenendo il regime di terrore e violenza nei paesi occupati» sono presentati «come “eroi” che hanno combattuto contro il governo sovietico e il comunismo per la liberazione nazionale del Kazakistan» evidenzia il MSK. I comunisti kazaki nel denunciare il tentativo di riscrivere la storia della Seconda Guerra Mondiale e riabilitare i collaborazionisti, evidenziano che «gli organizzatori del processo di riabilitazione dei complici del nazismo non nascondono che stanno cercando di sviluppare un nuovo concetto ideologico basato sull’anticomunismo e il nazionalismo. Come motto, usano il seguente slogan: “Il nostro obiettivo è unire la nazione”. In realtà, questo passo mira a dividere ulteriormente il popolo lavoratore e le masse lungo linee nazionali, linguistiche e razziali e serve a costruire uno stato monoetnico.»
  • “Classe media”: tra ciò che crede di essere e ciò che è
    PCM_ Classe media_ tra ciò che crede di essere e ciò che èUn articolo sul giornale El Machete del PC del Messico affronta il dibattito intorno alla cosiddetta “classe media”, smascherando le concezioni borghesi che «si impegnano a consolidare l’idea di uno strato medio nella società che si distingue particolarmente per le sue qualità imprenditoriali, di superamento personale, lavorativo, professionale, ecc., e per il suo posto nel mercato […] La persona comune della “classe media” viene posizionata tra il povero e il ricco, differenziandosi dal lavoratore salariato comune per i suoi studi universitari e opportunità lavorative, per avere un reddito migliore e una qualità regolare di servizi sanitari e istruzione […] L’unica differenza con il grande capitalista, secondo i teorici borghesi, è che la classe media gli sta “un passo indietro”, confermando il discorso che, con una mentalità imprenditoriale, l’impegno e la dedizione si possa uscire dalla povertà. “Il povero è povero perché lo vuole” è lo slogan, come se con semplici cambi di attitudine, e non per le condizioni della realtà materiale, si determinasse lo strato socio-economico a cui ognuno appartiene.» Al contrario di queste concezioni che suddividono la società in gruppi sulla base dei redditi, degli studi e accesso ai beni, il marxismo-leninismo definisce le classi «per il posto che occupano in un sistema storicamente determinato di produzione sociale, per il loro rapporto con i mezzi di produzione, per la loro funzione nell’organizzazione sociale del lavoro e, quindi, per il modo in cui ottengono e per la dimensione che ha quella parte di ricchezza sociale di cui dispongono» (Lenin). «Come discorso, la classe media si è rivelata un elemento importante per il consolidamento dell’influenza dell’ideologia borghese sulla classe proletaria» mentre il modo di produzione divide questa società «realmente in due grandi gruppi antagonistici: la classe borghese e la classe proletaria, ossia, gli sfruttatori e gli sfruttati. […] Il fenomeno che i media borghesi percepiscono come una “riduzione della classe media” è in realtà la tendenza alla proletarizzazione e alla pauperizzazione; è l’aumento dei lavoratori che non posseggono alcun mezzo di produzione, approfondendo in questo modo la divisione tra borghesi e proletari, accrescendo ancora di più l’accumulazione di plusvalore da parte della classe capitalista e precarizzando le condizioni di vita dei lavoratori, i veri produttori della ricchezza sociale.»
  • Congresso del PCTE: dibattendo sul capitalismo spagnolo
    Congresso del PCTE_ dibattendo sul capitalismo spagnoloSul giornale del Partito Comunista dei Lavoratori di Spagna (PCTE), continua la presentazione di alcune delle tesi centrali del prossimo congresso. In precedenza abbiamo segnalato l’analisi che i marxisti-leninisti spagnoli fanno sul carattere della nostra epoca e del sistema imperialista internazionale, in questo articolo affrontano invece la caratterizzazione del capitalismo spagnolo definendo che «la Spagna attualmente si trova nella fase di sviluppo imperialista, appartenendo a diverse alleanze interstatali imperialiste come la NATO e l’Unione Europea. La Spagna è la quarta economia dell’UE e la tredicesima mondiale, posizionandosi nella sezione medio-alta della piramide imperialista.»
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