L'Ordine Nuovo

Menu superiore

Menu principale

  • Rassegna operaia
  • Capitale/lavoro
  • Classe e partito
  • Internazionale
    • Notizie dal mondo
    • Imperialismo
    • Vita politica internazionale
  • Politica
  • Terza pagina
    • Film e TV
    • Libri
    • Musica
    • Pillole di storia
    • Storia di classe
    • Manifesti
  • Tribuna
  • Speciali
    • Centenario PCdI
    • Lenin 150
    • Rivista Comunista Internazionale

logo

L'Ordine Nuovo

  • Rassegna operaia
  • Capitale/lavoro
  • Classe e partito
  • Internazionale
    • Notizie dal mondo
    • Imperialismo
    • Vita politica internazionale
  • Politica
  • Terza pagina
    • Film e TV
    • Libri
    • Musica
    • Pillole di storia
    • Storia di classe
    • Manifesti
  • Tribuna
  • Speciali
    • Centenario PCdI
    • Lenin 150
    • Rivista Comunista Internazionale
  • Festa dei padroni. Il decreto primo maggio della Meloni

  • Estensione della Legge anti-sciopero: la nuova beffa per i lavoratori

  • Ingannare i lavoratori e allontanare l’alternativa. I casi di AVS e Rifondazione Comunista

  • La vittoria del “NO” e il bisogno di un’alternativa comunista autorevole

  • Referendum giustizia: la propaganda sulle “toghe rosse” e una riforma che serve solo alla repressione

  • Groenlandia: “fardello” della Danimarca?

  • L’eccidio silenzioso. Come il blocco statunitense strangola Cuba socialista

  • Il popolo venezuelano fra attacco imperialista e tentativi di resistenza

  • Ex ILVA, storia di un fallimento di mercato

  • Il quadrante sud di Roma tra sfruttamento, speculazione e gentrificazione

Rassegna operaia
Home›Rassegna operaia›I lavoratori dello spettacolo ai tempi della crisi sanitaria

I lavoratori dello spettacolo ai tempi della crisi sanitaria

Di Redazione
21/04/2020
2447
0
Condividi:

A un mese dal lockdown imposto dal governo, a causa dell’epidemia di Covid-19, si tirano le somme di quella che può essere considerata la più grave crisi del settore dello spettacolo nel nostro paese.

L’intero comparto ha subito un duro contraccolpo: teatri chiusi, spettacoli e concerti annullati, intere stagioni nei teatri lirici e di prosa cancellate e i festival estivi (il Festival dell’Arena di Verona, il Festival Pucciniano, il Rossini Opera Festival, le opere allestite al Teatro Greco di Taormina e alle Terme di Caracalla a Roma) in una sorta di limbo con la quasi certezza che verranno annullati; tuttavia coloro che, in questo momento, ne stanno subendo le estreme conseguenze sono i lavoratori.

Le figure messe in difficoltà da questa crisi sono molteplici: cantanti, attrezzisti, attori, registi, ballerini, orchestrali, scenografi, parrucchieri, sarti, truccatori, tecnici audio e video; stiamo parlando di numeri importanti di un settore che troppo spesso viene considerato, da chi amministra lo Stato, superfluo se non addirittura inutile. Da uno studio effettuato dalla “Fondazione Centro Studi Doc” si evince che attualmente il 90% dei lavoratori dello spettacolo, quindi un numero che si aggira intorno a 300.000/380.000 persone, sono fermi e quasi abbandonati a loro stessi, soprattutto tutte quelle figure professionali che hanno contratti precari a tempo determinato o “a chiamata”.

Sipario

Molto critica è la situazione all’interno delle fondazioni lirico-sinfoniche dove le tipologie di lavoratori sono numerose: si va dai coristi e dagli orchestrali con contratto a tempo indeterminato a queste stesse figure ma con contratti a termine, dai mimi ai figuranti (comparse) che vengono pagati a chiamata, dai tecnici luci, ai macchinisti, ai tecnici del suono e poi i maestri di palco, le sarte e i cantanti solisti di cui solamente un piccolo numero può vantare la “fortuna” di avere un contratto fisso ma che nella maggior parte vengono contrattualizzati in base agli spettacoli, ai fondi disponibili, alla maestosità delle regie e che in questa situazione restano a bocca asciutta o con solamente il piccolissimo aiuto dei 600 euro di bonus Covid19.

Doveroso puntualizzare che solo dopo le forti pressioni di tutti i lavoratori il governo si è deciso a garantire l’accesso al bonus anche ai lavoratori dello spettacolo.

Ma alcuni sono rimasti comunque fuori dal sussidio dei 600 euro garantito nel decreto “Cura Italia”: si tratta dei lavoratori intermittenti dello spettacolo, oltre 200.000 in tutta Italia, che non hanno accesso né alla cassa integrazione in deroga né alla disoccupazione. Una situazione inaccettabile che, nonostante le molte denunce, non ha ancora visto il Governo risoluto a trovare una soluzione.

Allo stato attuale gli stipendi per i lavoratori delle fondazioni liriche sono stati regolarmente pagati per il mese di marzo ma già per aprile si prospettano numerosi problemi, le amministrazioni stanno utilizzando tutti quegli escamotage volti a garantire il maggior risparmio possibile per le casse gravando sulla pelle dei lavoratori, ad esempio al Teatro Carlo felice di Genova si parla di utilizzare il F.I.S. integrandolo utilizzando le ferie cumulate e mettendo a recupero futuro le ore non lavorate, a Roma al Teatro dell’Opera per il mese di aprile si adotterà il sistema di utilizzare le ferie arretrate ma c’è incertezza sul futuro, al Teatro San Carlo di Napoli e al Massimo di Palermo è già in corso l’utilizzo del FIS e l’elenco è lungo…

IL FIS è il Fondo d’Integrazione Salariale ovvero un fondo di supporto per quei lavoratori che non possono accedere alla cassa integrazione ordinaria o straordinaria ma che tuttavia può coprire con un assegno ordinario solo il 60% dello stipendio e per un tempo limitato in questo caso di sole 9 settimane.

La fase due sembra vicina ma fino ad ora i decreti governativi non hanno riservato buone notizie per questo comparto, il quale, per l’attuale sistema economico, probabilmente non “produce” sufficiente ricchezza e i tempi di riapertura appaiono una chimera; dalle incessanti riunioni delle associazioni di categoria non sembrano emergere soluzioni, che potranno essere date, in parte, solo dal comitato scientifico preposto poiché le problematiche derivanti dal distanziamento in teatro sembrano quasi insormontabili.

Alcune fantasiose proposte come quella di mettere l’orchestra in platea e parte del pubblico nelle balconate non sembrerebbero aver riscosso particolare successo, tuttavia il problema non è solo degli artisti infatti dietro le quinte c’è un mondo brulicante di tecnici e maestri che risulta difficile immaginare che possano lavorare sufficientemente distanziati durante prove e spettacoli.

Ballerina

Le voci si susseguono rapide ma la data per la riapertura che ormai rimbalza tra gli addetti è dicembre 2020, questo significherebbe un intero anno di stop, un intero anno senza stipendio, senza sussidi per quasi 300.000 lavoratori che presto o tardi finiranno i pochi risparmi e si ritroveranno in una crisi che mai avrebbero immaginato e senza che lo Stato si sia mosso in modo realmente concreto, nonostante abbia confermato i finanziamenti FUS (in deroga alle restrizioni di bilancio della Legge Bray) ed abbia messo sul piatto un ulteriore finanziamento di 130 milioni di euro che a conti fatti difficilmente potranno bastare.

TagCOVID-19crisilavoratorilockdownspettacoloteatro
Articolo precedente

La logistica futura

Articolo successivo

Cuba – non parliamo di embargo: il ...

4
Condiviso
  • 4
  • +
  • 0
  • 0
  • 0
  • 0

Redazione

Articoli correlati Altri articoli dell'autore

  • Corteo FIAC Compressori
    Rassegna operaia

    “DA QUI NON ESCE UNA RONDELLA” – i metalmeccanici scioperano alla Fiac Compressori

    10/06/2020
    Di Redazione
  • vaccino concorrenza imprese farmaceutiche
    Notizie dal mondo

    Il vaccino chi salverà? – Parte II: Il vaccino nella concorrenza imperialista

    28/01/2021
    Di Redazione
  • Manifestazione operai
    Rassegna operaia

    La lotta per la riduzione dell’orario di lavoro è la lotta dei lavoratori per il loro tempo

    27/04/2020
    Di Graziano Gullotta
  • Electrolux_Operai al lavoro
    Rassegna operaia

    Electrolux: lavoratori e delegati bocciano il contratto integrativo firmato da funzionari sindacali e dirigenza

    01/06/2021
    Di Redazione
  • Manifestazione PAME
    Notizie dal mondo

    Salute e diritti: il 26 novembre sciopero generale in Grecia

    22/11/2020
    Di Salvatore Vicario
  • Rassegna operaia

    Lavoratori stagionali: gli eterni discriminati. Bonus in ritardo e zero certezze contrattuali (2/2)

    04/06/2020
    Di Redazione

Ti potrebbe interessare

  • Assemblea 12 luglio
    Rassegna operaia

    Comunicato conclusivo della prima assemblea nazionale dei lavoratori combattivi

  • Consiglio Comunale Genova
    Politica

    Genova, approvata l’istituzione di un’anagrafe antifascista, antinazista e anticomunista

  • Vita politica internazionale

    Vita politica internazionale – Ventunesimo numero

Leggi anche…

La guerra e il declino del re dollaro

20/04/2022 | By Domenico Moro
Il nuovo piano per il riarmo continentale: analisi del Libro Bianco della Difesa Europea

Il nuovo piano per il riarmo continentale: analisi del Libro Bianco della Difesa Europea

20/11/2025 | By Redazione
Come il riarmo europeo mette d’accordo Fratelli d’Italia, PD e… fascisti!

Come il riarmo europeo mette d’accordo Fratelli d’Italia, PD e… fascisti!

28/03/2025 | By Lorenzo Vagni

La crisi in Ucraina e la tendenza alla guerra degli Stati Uniti e della NATO

25/02/2022 | By Domenico Moro

seguici:

  Facebook  Instagram  Twitter

contattaci:

  Contattaci
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia. Possono dunque esserne ripresi altrove i contenuti: basta citarne la fonte. "L'Ordine Nuovo" è un sito web di informazione indipendente e non rappresenta una testata giornalistica ai sensi della legge 62/2001. Qualora le notizie o le immagini pubblicate violassero eventuali diritti d’autore, basta che ci scriviate e saranno immediatamente rimosse.