L'Ordine Nuovo

Menu superiore

Menu principale

  • Rassegna operaia
  • Capitale/lavoro
  • Classe e partito
  • Internazionale
    • Notizie dal mondo
    • Imperialismo
    • Vita politica internazionale
  • Politica
  • Terza pagina
    • Film e TV
    • Libri
    • Musica
    • Pillole di storia
    • Storia di classe
    • Manifesti
  • Tribuna
  • Speciali
    • Centenario PCdI
    • Lenin 150
    • Rivista Comunista Internazionale

logo

L'Ordine Nuovo

  • Rassegna operaia
  • Capitale/lavoro
  • Classe e partito
  • Internazionale
    • Notizie dal mondo
    • Imperialismo
    • Vita politica internazionale
  • Politica
  • Terza pagina
    • Film e TV
    • Libri
    • Musica
    • Pillole di storia
    • Storia di classe
    • Manifesti
  • Tribuna
  • Speciali
    • Centenario PCdI
    • Lenin 150
    • Rivista Comunista Internazionale
  • Bloccato il conto della missione medica cubana: un attacco al socialismo e alla salute dei calabresi

  • Il doppio gioco di Gualtieri sulla pelle degli occupanti di “Spin Time”

  • Nessuna ricostruzione, solo profitti e speculazione: a dieci anni dal terremoto del Centro Italia

  • La rivolta delle blatte in India

  • Le riforme elettorali e la falsa democrazia del capitale

  • Novant’anni dal golpe fascista in Spagna: l’antifascismo è lotta di classe

  • Istanbul si solleva contro la NATO: «Non permetteremo che questo Paese ospiti in silenzio un Vertice della NATO»

  • Prosegue la riforma militare: nuovi corpi e una delega al governo

  • L’Albania non si vende

  • La maschera della “remigrazione” per celare il razzismo e alimentare la guerra tra poveri

Capitale/lavoroRassegna operaia
Home›Capitale/lavoro›Come è andato lo sciopero dei braccianti

Come è andato lo sciopero dei braccianti

Di Redazione
23/05/2020
3100
0
Condividi:
sciopero braccianti 21 maggio

Il 21 maggio, si è tenuto lo “sciopero degli invisibili”, come da essi stessi chiamato lo sciopero dei braccianti irregolari.

Una marcia da Torretta Antonacci (San Severo), fino ad arrivare alla prefettura di Foggia, un’intera giornata in cui non saranno raccolti asparagi, mirtilli e verdura. Alla loro testa Aboubakar Soumahoro, noto sindacalista e anima della manifestazione: “ Il governo ha scelto di aver maggiore attenzione verso la verdura e la frutta che rischiano di marcire anziché rilasciare a tutti un permesso di soggiorno per l’emergenza sanitaria, un permesso che sia convertibile al lavoro”, ha spiegato Aboubakar a Radio Popolare: “Per questi motivi, e anche per la questione dello sfruttamento che c’è all’interno della filiera agricola anche per via della concentrazione dei poteri nelle mani dei giganti del cibo, abbiamo deciso di indire questo sciopero che non interesserà solo i braccianti, ma che avrà la solidarietà anche da parte dei consumatori e delle consumatrici facendo lo sciopero della spesa”. Una manifestazione di settore dunque che punta ad avere un importante effetto moltiplicatore: come per il settore della logistica, gli operai dell’agricoltura sono nelle condizioni oggettive di essere fra i primi ad innescare una catena di lotte che rappresenti l’unità di classe dei salariati di tutti i comparti.

sciopero braccianti 21 maggio

Fonte: ilfattoquotidiano.it

La situazione fra i braccianti era in realtà calda da tempo, già a marzo, quando molti di loro si ritrovarono confinati dalle misure emergenziali in baraccopoli senza acqua corrente, fu indetto un primo sciopero. Ma è con l’estate che, rendendosi sempre più necessario il loro lavoro (sottopagato), si intensifica la contraddizione. Basti pensare che gli asparagi prima citati vengono pagati 3 euro ogni 500 grammi sul bancone, a fronte di una paga oraria per la raccolta è invece 3,50 euro. Per il pomodoro, è abitudine pagare a cottimo dai tre ai cinque euro per ogni cassa da 300 chilogrammi. L’uva invece si paga a cottimo tra i 30 e i 40 centesimi al chilogrammo, nei supermercati costa invece circa 2,50. E si badi bene che si sta parlando dell’industria regolare, non del caporalato.

 

Ecco quindi spiegata la protesta. Le ragioni, la richiesta di migliori condizioni di vita, di salario e di orari di lavoro, ma soprattutto la richiesta di quel riconoscimento che gli viene costantemente negato. La scintilla, l’assoluta insufficienza del decreto rilancio, modificato rispetto alla bozza dei precedenti giorni. Due le possibili strade per i lavoratori irregolari, la prima, nel caso il lavoratore fosse in nero, di venire regolarizzato dal padrone stesso al costo di 500 euro. La seconda possibilità invece, è che il permesso sia richiesto dallo stesso l’immigrato irregolare, pagando 160 euro. Il permesso di soggiorno così sarebbe valido per sei mesi, e può esser convertito in permesso per motivi di lavoro portando in questo lasso di tempo prova di aver lavorato in uno dei seguenti settori: agricoltura, allevamento, zootecnia, pesca, acquacoltura e attività connesse, oppure assistenza alla persona, lavoro domestico. In pratica, braccianti badanti e colf. Gli altri invece, facchini, logistica, riders, edili e ristorazione si ritrovano esclusi, ed ecco una delle ragioni della protesta. Esclusi anche tutti coloro che sono presi di mira da un decreto di espulsione, vertiginosamente aumentati a seguito dell’entrata in vigore del decreto sicurezza. Nei fatti quindi, gli interessati saranno una strettissima minoranza, secondo un’impostazione che vede questi non come lavoratori ed esseri umani, ma come “forza lavoro” da gestire al meglio per assicurarsi la raccolta, il cui permesso è sottoposto al lavoro, aprendo la strada ulteriore strada alle varie e ben note forme di sfruttamento che permeano la vita di questi campi.

La trasformazione della crisi sanitaria in crisi economica sta iniziando a colpire pesantemente la classe lavoratrice in tutta Italia. Si stanno creando focolai di rivolta in varie zone geografiche e in vari settori – agroalimentare, logistica, operai industriali, stagionali del turismo.

Da queste singole mobilitazioni, di per sé, non verrà automaticamente fuori una mobilitazione generale dei lavoratori nel nostro paese. Ma partire da queste mobilitazioni singole e settoriali è imprescindibile per favorire la creazione di un movimento di massa e di classe in Italia

TagAboubakar Soumahoroagricolturabraccianticapitalismocoronavirusimmigratiimpreselavoratoriscioperosindacato
Articolo precedente

La scuola e i bisogni dell’economia: i ...

Articolo successivo

Riprendere la nostra storia per riaprire la ...

6
Condiviso
  • 6
  • +
  • 0
  • 0
  • 0
  • 0

Redazione

Articoli correlati Altri articoli dell'autore

  • Capitale/lavoro

    Le multinazionali in Italia

    10/12/2020
    Di Domenico Moro
  • picchetto
    Rassegna operaia

    L’attacco al diritto di sciopero si respinge scioperando

    07/04/2020
    Di Costantino Talia
  • Confindustria BDI MEDEF
    Capitale/lavoro

    Il padronato europeo batte cassa: più soldi alle imprese e più mobilità del lavoro

    15/05/2020
    Di Redazione
  • Rassegna operaia

    Lavoratori stagionali: gli eterni discriminati. Bonus in ritardo e zero certezze contrattuali (2/2)

    04/06/2020
    Di Redazione
  • Rassegna operaia

    Braccianti in piazza a Latina: una prima risposta dopo l’ennesima morte sul lavoro

    28/09/2020
    Di Redazione
  • Violenza sulle donne
    Politica

    Una riflessione sulla giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

    26/11/2020
    Di Federica Savino

Ti potrebbe interessare

  • T-MEC e socialdemocrazia
    VPI - Articoli

    T-MEC e socialdemocrazia

  • Comunisti e Unione Europea
    Classe e partito

    La lotta all’UE nella strategia dei comunisti

  • Il maschilismo nella gioventù: la prima casamatta della reazione
    VPI - Articoli

    Il maschilismo nella gioventù: la prima casamatta della reazione

Leggi anche…

Sulla guerra in Medio Oriente

Sulla guerra in Medio Oriente

09/09/2024 | By Redazione

Ascesa della destra e miseria del riformismo: un’analisi critica delle elezioni francesi

04/08/2024 | By Redazione

Il sostegno alla causa palestinese sotto attacco anche in Danimarca

11/07/2024 | By Francesco Cappelluti

L’approvazione della “Ley Bases” e la situazione nell’Argentina di Milei

10/07/2024 | By Redazione
Da Suviana a Casteldaccia: la sicurezza sul lavoro resta una chimera

Da Suviana a Casteldaccia: la sicurezza sul lavoro resta una chimera

04/06/2024 | By Daniela Giannini
Fallout: la guerra e le contraddizioni del capitalismo

Fallout: la guerra e le contraddizioni del capitalismo

28/04/2024 | By Lorenzo Vagni
I settemila passi. Morire di lavoro accanto a una passerella elettorale

I settemila passi. Morire di lavoro accanto a una passerella elettorale

01/02/2024 | By Redazione
La vergognosa strumentalizzazione del Giorno della Memoria

La vergognosa strumentalizzazione del Giorno della Memoria

27/01/2024 | By Lorenzo Vagni

Investimenti in crescita e interdipendenza: gli interessi del capitale italiano in Israele

26/01/2024 | By Domenico Cortese
L'insanabile scollamento tra propaganda di guerra e masse popolari in Italia

L’insanabile scollamento tra propaganda di guerra e masse popolari in Italia

16/04/2025 | By Lorenzo Vagni
Dall'Appello per l'Europa al Libro Bianco sul riarmo: la storia non ci perdonerà l'inazione

Dall’Appello per l’Europa al Libro Bianco sul riarmo: la storia non ci perdonerà l’inazione

22/06/2025 | By Redazione
Referendum: una débâcle sulla pelle dei lavoratori

Referendum: una débâcle sulla pelle dei lavoratori

13/06/2025 | By Riccardo Beschi
Rivista Comunista Internazionale - Numero 13 - 2024

Intelligenza Artificiale: A favore dei profitti del capitale o dei bisogni del popolo?

27/01/2025 | By Redazione

seguici:

  Facebook  Instagram  Twitter

contattaci:

  Contattaci
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia. Possono dunque esserne ripresi altrove i contenuti: basta citarne la fonte. "L'Ordine Nuovo" è un sito web di informazione indipendente e non rappresenta una testata giornalistica ai sensi della legge 62/2001. Qualora le notizie o le immagini pubblicate violassero eventuali diritti d’autore, basta che ci scriviate e saranno immediatamente rimosse.