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Home›VPI - Articoli›Il momento di Mamdani e la crisi della “sinistra”

Il momento di Mamdani e la crisi della “sinistra”

Di Redazione
06/07/2025
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Di Jean Paul Mella, da New Worker, organo della Piattaforma Comunista dei Lavoratori degli Stati Uniti d’America (CWPUSA)
30 giugno 2025
Link originale

Nota dell’editore: questo articolo è il secondo pezzo dell’articolo in tre parti, “La rivoluzione è una scelta puoi fare tu”

 

Il 24 giugno 2025, Zohran Mamdani ha vinto le primarie del Partito Democratico per la carica di sindaco di New York.

La sua vittoria sul vecchio apparato democratico incarnato da Andrew Cuomo è stata salutata come una vittoria del socialismo in America. I social media sono stati inondati di celebrazioni. I funzionari dei DSA[1] gongolano. Ma l’unica vera vittoria è stata per l’illusione che il sistema possa essere riformato.

Mamdani è un politico talentuoso. Ha parlato con coraggio della Palestina, ha organizzato inquilini e lavoratori facendone la sua base elettorale, e ha radici nei settori popolari. Tuttavia, fa comunque parte del macchinario del Partito Democratico: un partito di proprietari immobiliari, profittatori di guerra, miliardari, la classe capitalista dominante. Un partito che sostiene e agevola il genocidio a Gaza e finanzia la guerra in Ucraina. Il partito userà Mamdani, e lui accetterà di buon grado, proprio come ha fatto con Sanders e Ocasio-Cortez[2]: per assorbire l’energia popolare e neutralizzarla.

Lo abbiamo già visto. Nel 2022, Bernie Sanders ha votato a favore di un pacchetto di 40 miliardi di dollari in armi all’Ucraina, alimentando una guerra per procura che ha ucciso centinaia di migliaia di persone nell’interesse del capitale USA-UE. AOC si è unita a lui. Nel 2023, entrambi sono rimasti in gran parte in silenzio mentre gli Stati Uniti fornivano copertura diplomatica alla brutale campagna di pulizia etnica di Israele. Hanno rilasciato dichiarazioni timide, pubblicato tweet indignati, ma in definitiva hanno fatto ben poco di fronte al genocidio – per non parlare della totale assenza di un’analisi che identificasse nel capitalismo la causa profonda dell’atrocità.

Contro i lavoratori statunitensi, nel 2022 AOC si è rifiutata di votare contro una legge che ha precettato lo sciopero dei ferrovieri. Quando i lavoratori erano pronti a lottare, AOC si è schierata con la classe dominante contro di loro.

Non si tratta di un errore: è il ruolo dell’ala “progressista” del partito. Parlare il linguaggio della rivoluzione, per poi eseguire gli ordini del capitale. Che lo facciano in modo cinico, o siano realmente convinti di “giocare una partita lunga”, è un tema che riguarda solo la loro coscienza. Quello che interessa alla classe operaia è la confusione seminata dal “socialismo democratico”.

I DSA, che supportano queste figure, sono diventati una macchina di manodopera gratuita per il Partito Democratico. Migliaia di attivisti si esauriscono con campagne porta a porta a favore di “socialisti” che finiscono per finanziare l’ICE, sostenere i bilanci della polizia o approvare la spesa militare. Cos’è questo, se non sabotaggio travestito da “socialismo”?

Ed ecco che arriva Mamdani, pronto a gestire la città per conto del capitale, avvolto in un linguaggio toccante di giustizia. Uno dei suoi primi video della campagna, a gennaio, faceva notare come il pollo con riso costi ormai più di 10 dollari, affermando: “È ora di far tornare l’halal a otto dollari”. La sua campagna elettorale contemplava le seguenti proposte:

  • Congelamento degli affitti degli appartamenti a canone regolato
  • Costruzione di alloggi a prezzi accessibili (oltre 200.000 unità)
  • Supermercati di proprietà pubblica
  • Autobus rapidi e gratuiti
  • Asili nido universali gratuiti per ogni bambino newyorkese dai 6 settimane ai 5 anni
  • Salario minimo di 30 dollari l’ora entro il 2030
  • Protezione “a prova di Trump” dall’ICE nella città di New York

Per quanto questi punti rispecchino l’esperienza di milioni di lavoratori di New York e le lotte quotidiane contro l’aumento dei prezzi e i salari stagnanti, si tratta di riforme comunque soggette alla volontà, estranea agli stessi lavoratori, del capitalismo.

Queste riforme, se anche fossero attuate, garantirebbero ai lavoratori un affare leggermente migliore nella vendita della loro forza lavoro. Ma il conflitto fondamentale tra capitale e lavoro non verrebbe risolto. Anzi, col tempo gli effetti positivi di queste riforme verrebbero erosi dalle leggi dell’accumulazione capitalistica. Non ci sarebbe alcun meccanismo per far avanzare queste rivendicazioni: i lavoratori resterebbero in balia del capitale. Il capitale, quella forza insaziabile che non può fare altro che espandersi, accumulare.

Mamdani può anche avere buone intenzioni e uno spirito nobile, ma tutto questo non conta nulla di fronte al potere totalizzante del capitale. Finché non verrà rovesciata la classe dominante, privata di ogni potere politico, e finché non verrà costruito uno Stato dei lavoratori, per i lavoratori e guidato dai lavoratori, la lotta di classe continuerà a favore dei capitalisti.

Il momento di Mamdani e la crisi della “sinistra”

Zohran Mamdani con Alexandria Ocasio-Cortez alla parata del Puerto Rican Day Parade, giugno 2025

Mamdani fa parte di una tendenza più ampia, mentre gli Stati Uniti entrano in una fase di crisi prolungata del sistema capitalista, acuita dalla competizione imperialista. I prezzi aumentano, le giornate lavorative si allungano, i salari ristagnano. Le persone reagiscono alle proprie condizioni in un modo o nell’altro. In assenza della direzione ideologica di un partito comunista, due forze sociali sono emerse negli ultimi anni: quella della reazione, consolidata nella conquista del Partito Repubblicano da parte del MAGA[3], e quella del movimento “progressista”, che ha faticato a trovare un centro organizzativo sotto i colpi ripetuti dell’establishment democratico.

In tutto il paese è emerso questo nuovo strato di figure “progressiste”, fluenti nel gergo dell’attivismo e nell’autoillusione. Figure come AOC, Bernie Sanders, e ora Mamdani.

Parlano di socialismo ma non preparano la forza combattiva della classe operaia; al contrario, fanno buon uso dell’energia dei lavoratori e dei popoli per guadagnare influenza e benefici personali.

Parlano di rivoluzione ma non si muovono nemmeno di un centimetro verso l’abolizione della proprietà privata e il rovesciamento dello Stato borghese. Sono legati mani e piedi al Partito Democratico: le loro carriere non decollerebbero altrimenti. Di fatto, questo movimento progressista non costruisce altro che illusioni.

Per quanto benintenzionati o moralmente integri, non lavorare alla distruzione dello sfruttamento capitalista e alla costruzione di uno Stato dei lavoratori significa soffocare la rivoluzione.

Significa creare confusione su cosa sia il socialismo e attutire la lotta di classe, cioè rallentare la rivoluzione.

Nel migliore dei casi, questi progressisti stanno mettendo il rossetto sul maiale del capitalismo.

Il momento di Mamdani e la crisi della “sinistra”La competizione si applica a ogni livello del capitalismo. I democratici dell’ancien régime trascinano i loro corpi in decomposizione nei corridoi del potere, facendo finta di scandalizzarsi mentre la nuova generazione si fa strada a spintoni nel partito.

Questi fossili si rifiutano di fare spazio al sangue nuovo, indebolendo lo slancio del movimento progressista socialdemocratico e compromettendo la vitalità a lungo termine dello stesso Partito Democratico. La vita e la morte di questo partito borghese arcaico non sono un obiettivo del movimento comunista. Ma la sua incapacità di assorbire pienamente la nuova generazione di aspiranti (o sedicenti) Obama offre al movimento rivoluzionario l’opportunità di evidenziare le contraddizioni e la natura antioperaia del Partito Democratico e dello Stato che serve. Per sfruttare appieno questo “momento Mamdani”, abbiamo bisogno di una convinzione ideologica cristallina e di un’analisi scientifica.

Non si può aggirare la barricata. La classe operaia deve affrontare lo Stato borghese e prepararsi a sconfiggerlo.

Il movimento comunista deve tracciare una linea netta. Dobbiamo dire la verità, per quanto difficile da affrontare. Mamdani non è il futuro. AOC non è il futuro. Bernie non è il futuro. Il Partito Democratico e lo Stato statunitense stesso sono e saranno sempre al servizio della classe capitalista dominante, i nemici della classe operaia.

 

Note

[1] NdT: Democratic Socialists of America, la più grande organizzazione “ombrello” di sinistra degli USA, con tendenze socialdemocratiche, eco-socialiste, marxiste e libertarie. Non partecipano alle elezioni ma supportano volta per volta specifici candidati del Partito Democratico o dei Verdi. Si veda anche https://it.wikipedia.org/wiki/Democratic_Socialists_of_America

[2] NdT: Alexandria Ocasio-Cortez, da qui in poi “AOC” nel testo

[3] NdT: Make America Great Again (in italiano “Rendiamo l’America di nuovo grande”), lo slogan di Trump nelle sue due campagne elettorali presidenziali. Si veda anche https://it.wikipedia.org/wiki/Make_America_Great_Again

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