L'Ordine Nuovo

Menu superiore

Menu principale

  • Rassegna operaia
  • Capitale/lavoro
  • Classe e partito
  • Internazionale
    • Notizie dal mondo
    • Imperialismo
    • Vita politica internazionale
  • Politica
  • Terza pagina
    • Film e TV
    • Libri
    • Musica
    • Pillole di storia
    • Storia di classe
    • Manifesti
  • Tribuna
  • Speciali
    • Centenario PCdI
    • Lenin 150
    • Rivista Comunista Internazionale

logo

L'Ordine Nuovo

  • Rassegna operaia
  • Capitale/lavoro
  • Classe e partito
  • Internazionale
    • Notizie dal mondo
    • Imperialismo
    • Vita politica internazionale
  • Politica
  • Terza pagina
    • Film e TV
    • Libri
    • Musica
    • Pillole di storia
    • Storia di classe
    • Manifesti
  • Tribuna
  • Speciali
    • Centenario PCdI
    • Lenin 150
    • Rivista Comunista Internazionale
  • Il nuovo apparato europeo della “lotta alla disinformazione”: la censura al servizio della guerra imperialista

  • Calabria: i lavoratori del turismo iniziano a rompere il silenzio

  • Non chiamiamoli incidenti. Sono omicidi sul lavoro

  • Venezuela: non chiamatelo tradimento

  • DDL Antisemitismo: la mossa del governo per tappare la bocca al movimento in sostegno della Palestina

  • Bloccato il conto della missione medica cubana: un attacco al socialismo e alla salute dei calabresi

  • Il doppio gioco di Gualtieri sulla pelle degli occupanti di “Spin Time”

  • Nessuna ricostruzione, solo profitti e speculazione: a dieci anni dal terremoto del Centro Italia

  • La rivolta delle blatte in India

  • Le riforme elettorali e la falsa democrazia del capitale

Pillole di storia
Home›Terza pagina›Pillole di storia›L’Incrociatore Aurora: un viaggio attraverso la storia

L’Incrociatore Aurora: un viaggio attraverso la storia

Di Redazione
25/06/2020
4429
0
Condividi:

A San Pietroburgo, scendendo alla fermata Gorkovskaja, della linea 2 Blu della metropolitana, ci si trova di fronte l’Incrociatore Aurora! L’imbarcazione è, ormai, un museo galleggiante, cui si accede pagando 10 rubli con, all’ interno, reperti d’incredibile valore che rendono tangibile buona parte della storia del ‘900.

Già dal momento in cui fu varata, l’11 maggio del 1900, il nome Aurora fu scelto in onore di un altro incrociatore russo che si distinse nella Guerra di Crimea del 1856, guerra durante la quale Camillo Benso Conte di Cavour, riuscì ad ottenere l’appoggio di Napoleone III, per dare inizio all’unificazione italiana.

La nave, lunga 127 metri e larga 17, poteva raggiungere i 20 nodi ed ospitare 550 marinai e 20 ufficiali.

Aurora 1903

Con queste caratteristiche, l’incrociatore fu scelto per entrare nel gruppo d’Armata dell’Ammiraglio Oskar Enkvist, nel corso della Guerra Russo-Giapponese, del 1904-1905. Il confitto è, senza dubbio, uno dei peggiori momenti nella storia della marina russa: dopo la temibile battaglia di Tsushima, i giapponesi annientarono quasi totalmente la flotta dello Zar, ma l’Incrociatore fu una delle pochissime navi a tornare in patria, nonostante i gravi danni subiti dai siluri nemici.

Dopo la guerra, l’Aurora fu la prima nave scuola per il Corpo dei Cadetti della rifondata Marina russa e completò numerosissime operazioni d’addestramento nei mari di Spagna, Algeria, Tunisia, Francia, Italia, Creta e Grecia.

Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, la nave, ormai fiore all’occhiello della Marina dello Zar, fu inviata nel Baltico, dove completò con successo numerose missioni di battaglia e scorta dei convogli mercantili e militari. Nel 1916, partecipò alla battaglia per il Golfo di Riga e, grazie ai suoi cannoni, impedì all’aviazione nemica di colpire i convogli russi.

Dopo la battaglia, nell’inverno 1916-1917, la nave tornò a Pietrogrado, l’odierna San Pietroburgo, per essere riparata e rinforzata negli armamenti: alla fine dei lavori, l’incrociatore contava 14 cannoni da 152 mm, 4 cannoni da 76 mm e 3 lanciasiluri!

V.I. LeninDurante la sua permanenza nella città, scoppiò la Rivoluzione bolscevica del 1917, guidata da Vladimir Lenin: I marinai vissero per mesi a stretto contatto con gli operai addetti alla riparazione e molti di loro, stanchi, mal nutriti e insufficientemente armati per il conflitto, si avvicinarono alle idee comuniste, mentre gli ufficiali, seppur in minoranza, erano ancora fedeli allo Zar; il 12 marzo, quando alcuni operai furono arrestati per insubordinazione, l’equipaggio insorse e gli ufficiali, in risposta,  esplosero alcuni colpi di pistola, ferendo dei marinai. Il giorno seguente, scoppiò la rivolta e, dopo aver ucciso il comandante e gli ufficiali più anziani, i marinai, sostenuti dagli operai, procedettero con l’occupazione dell’incrociatore.

Dopo gli eventi di marzo, la situazione si normalizzò e gli ufficiali superstiti furono liberati. Nei sette mesi successivi, che separano la rivoluzione borghese di febbraio con quella proletaria dell’ottobre, fu eletto un Comitato di marinai che si occupava di politica mentre gli ufficiali, rimessi al comando, gestivano l’ordine e la disciplina sulla nave. In realtà, paradossalmente, con un Governo Provvisorio e senza uno Stato forte, capace di garantire loro un vero e proprio ruolo, questa mansione finì per giovare anche ai Bolscevichi, perché ordinavano le fila dei futuri rivoluzionari.

Ad ottobre, tutto l’equipaggio era a favore dei rivoltosi e il 25, durante l’assedio del Palazzo d’Inverno, il cannone principale dell’Aurora fece fuoco! Era il segnale per l’inizio delle ostilità.

Durante la Guerra Civile del 1918, i cannoni dell’Aurora furono smontati per essere inviati alle truppe Rosse sul Volga e nel Mar Caspio dove, grazie alla loro efficacia, si dimostrarono decisivi nella vittoria sui filo zaristi.

Tra il 1924 e il 1930, con la nascita dell’Unione Sovietica e l’avvento di Stalin, la nave fu insignita della prestigiosa Bandiera Rossa del Comitato Centrale dell’URSS e nuovamente utilizzata come nave scuola per i cadetti e per i giovani ufficiali, effettuando numerosi viaggi nelle accademie più prestigiose del mondo.

Ordine della bandiera rossaNel 1927, in occasione del decennale della Rivoluzione, la nave ricevette un altro grande encomio: L’Ordine della Bandiera Rossa, per i meriti ottenuti nella formazione di nuovi ufficiali.

Nel 1939, la nave doveva essere smantellata e, con l’acciaio dello scafo, essere costruiti nuovi sommergibili ma, con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, l’incrociatore fu richiamato in servizio e spedito a Leningrado, nuovo nome di Pietrogrado, a difesa del porto.

Nel 1941, però, Leningrado divenne uno degli obiettivi principali dell’Operazione Barbarossa, l’invasione nazista dell’Unione Sovietica, e fu attaccata dalle forze di Hitler! I russi non volevano cedere e ciò che doveva essere un rapido attacco si trasformò nell’assedio più lungo della storia!

Per 900 giorni, i cittadini e i militari dell’Armata Rossa  furono sottoposti ad uno sforzo sovraumano: feroci combattimenti terrestri, aerei e navali, pesanti bombardamenti, la carestia ed il completo isolamento dalla Madrepatria.

Ma, ancora una volta, a tenere alto il morale dei sovietici, c’era l’Aurora! La nave difese la città dalla Luftwaffe con la sua potente batteria antiaerea e anche dopo essere stata colpita pesantemente, i suoi cannoni furono smontati e portati in prima linea per respingere i Panzer! Nonostante le gravissime perdite umane (si calcolano tra i 2,5 e i 3 milioni di morti solo tra i sovietici, cui vanno aggiunti almeno mezzo milione di soldati dell’Asse), la città riuscì a resistere fino a gennaio 1944 quando, dopo aver sfondato le linee nemiche, le truppe di Stalin ottennero la vittoria.

L’Aurora fu riparata e, dopo una serie di esercitazioni militari, dal 1956 è stata trasformata in un meraviglioso museo galleggiante.

Con il restauro del 1987, in occasione delle celebrazioni per il settantesimo anniversario della Rivoluzione, alla nave è stato restituito l’aspetto che aveva nel 1917.

E allora … se volete vedere com’è fatta la storia,dovete solo scendere alla fermata Gorkovskaja e camminare per una decina di minuti.

 

Alessandro Di Giacomo

Alessandro Di Giacomo

27 anni, diplomato al Liceo Scientifico, studia scienze storiche all’Università di Roma 3. Collabora con L’Ordine Nuovo con contributi di carattere storico per la rubrica Pillole di Storia.

_____________________________

Le Fonti

Libri:

Martin Gilbert, La grande storia della Prima Guerra Mondiale, Mondadori, Milano 2009 (ristampa)

Martin Gilbert, La grande storia della Seconda Guerra Mondiale, Mondadori, Milano 2009 (ristampa)

Collegamenti esterni:

http://www.1917.org/1917aurora.html

http://www.museum.ru/M154

Tag1917Auroraottobreurss
Articolo precedente

Fallimento IMS-ISOTTA FRASCHINI: senza esproprio, nessuna ripartenza?

Articolo successivo

Le classi sociali in Europa e in ...

0
Condiviso
  • 0
  • +
  • 0
  • 0
  • 0
  • 0

Redazione

Articoli correlati Altri articoli dell'autore

  • Streghe della notte
    Pillole di storia

    Le streghe della notte, l’incubo dei nazisti

    06/06/2020
    Di Redazione
  • riabilitazione SS Turkestan
    Pillole di storia

    Anticomunismo e sdoganamento del nazismo: il caso della riabilitazione delle SS Turkestan

    16/07/2021
    Di Redazione
  • Longo Secchia Togliatti
    Tribuna

    Riprendere la nostra storia per riaprire la strada al futuro

    23/05/2020
    Di Redazione
  • Distruzione del porto di Hungnam_1950_Guerra di Corea
    Storia di classe

    Guerra di Corea: la propaganda americana e il mito sulle responsabilità

    25/06/2021
    Di Redazione
  • Guerra in Donbass
    Notizie dal mondo

    Intervista al PCOR-PCUS: la situazione nel Donbass

    30/05/2020
    Di Redazione
  • Replica del satellite Sputnik1 custodito nel museo della Nasa a Washington
    Pillole di storia

    Lo Sputnik 1: l’inizio di una nuova era

    27/05/2020
    Di Redazione

Ti potrebbe interessare

  • Politica

    La riforma del Fiscal Compact è possibile e a chi gioverà?

  • Vita Politica Internazionale – Ventottesimo numero
    Vita politica internazionale

    Vita politica internazionale – Ventottesimo numero

  • Risoluzione 8 marzo
    VPI - Articoli

    Risoluzione 8 marzo

Leggi anche…

Sulla guerra in Medio Oriente

Sulla guerra in Medio Oriente

09/09/2024 | By Redazione

Ascesa della destra e miseria del riformismo: un’analisi critica delle elezioni francesi

04/08/2024 | By Redazione

Il sostegno alla causa palestinese sotto attacco anche in Danimarca

11/07/2024 | By Francesco Cappelluti

L’approvazione della “Ley Bases” e la situazione nell’Argentina di Milei

10/07/2024 | By Redazione
Da Suviana a Casteldaccia: la sicurezza sul lavoro resta una chimera

Da Suviana a Casteldaccia: la sicurezza sul lavoro resta una chimera

04/06/2024 | By Daniela Giannini
Fallout: la guerra e le contraddizioni del capitalismo

Fallout: la guerra e le contraddizioni del capitalismo

28/04/2024 | By Redazione
I settemila passi. Morire di lavoro accanto a una passerella elettorale

I settemila passi. Morire di lavoro accanto a una passerella elettorale

01/02/2024 | By Redazione
La vergognosa strumentalizzazione del Giorno della Memoria

La vergognosa strumentalizzazione del Giorno della Memoria

27/01/2024 | By Redazione

Investimenti in crescita e interdipendenza: gli interessi del capitale italiano in Israele

26/01/2024 | By Domenico Cortese
Vita Politica Internazionale - Trentunesimo numero

Vita politica internazionale – Trentunesimo numero

13/04/2025 | By Redazione
Mobilitazione Chef Express Roma

Chef Express: il maquillage nasconde la macelleria sociale

24/09/2020 | By Redazione
Centenario PCdI

Partito Comunista d’Italia, a cento anni dalla nascita

21/01/2021 | By Redazione

Il nuovo apparato europeo della “lotta alla disinformazione”: la censura al servizio della guerra imperialista

11/10/2026 | By Giaime Ugliano

seguici:

  Facebook  Instagram  Twitter

contattaci:

  Contattaci
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia. Possono dunque esserne ripresi altrove i contenuti: basta citarne la fonte. "L'Ordine Nuovo" è un sito web di informazione indipendente e non rappresenta una testata giornalistica ai sensi della legge 62/2001. Qualora le notizie o le immagini pubblicate violassero eventuali diritti d’autore, basta che ci scriviate e saranno immediatamente rimosse.