Come molti altri oggi, a differenza degli anni passati, non abbiamo la possibilità di essere in piazza ad onorare la lotta partigiana che mise fine alla dittatura fascista. Non possiamo sfilare gomito a gomito tra compagni sventolando la bandiera della Garibaldi, cantando Bandiera Rossa e Bella Ciao. Non potremo essere in piazza insieme ad altri Compagni con i quali abbiamo condiviso strade e piazze.
Questo però non ci ha impedito di onorare nel migliore modo possibile al momento gli uomini e le donne che hanno dato la loro vita per gettare le basi di una società migliore.
La società che immaginavano, non è certo quella che, come stiamo vedendo, lascia indietro i più deboli, che crea diseguaglianze che non vede altro orizzonte se non quello del massimo profitto a spese dei lavoratori della classe popolare.
È nel loro ricordo e nella promessa di raccogliere la loro eredità, che oggi abbiamo deposto questi fiori, sfidando i divieti ma in un contesto di massima sicurezza che non pregiudicasse in alcun modo le norme di tutela sanitaria.
“Quarantotto ore prima eravamo pochi, ora siamo folla. Però, dietro di noi a sorreggerci, ad aiutarci, a nasconderci, a sfamarci, a informarci, c’è sempre stata questa massa di popolo che ora corre per le strade, si abbraccia e ci abbraccia, e grida: W I PARTIGIANI.” (Giovanni Pesce – Senza Tregua)
* riceviamo e pubblichiamo da un gruppo di compagni dell’Umbria









![A seguito delle elezioni presidenziali svoltesi in Bielorussia e degli sviluppi determinatisi nel paese a seguito di esse[1], si riporta un'analisi della vicenda attraverso una dichiarazione del 13 agosto del Consiglio Politico del Comitato Centrale del Partito Comunista Operaio Russo del Partito Comunista dell'Unione Sovietica (PCOR-PCUS), attraverso le parole del Primo Segretario del partito, Stepan Sergeevič Malencov](https://www.lordinenuovo.it/wp-content/uploads/2020/08/Bielorussia-130x130.jpg)