L'Ordine Nuovo

Menu superiore

Menu principale

  • Rassegna operaia
  • Capitale/lavoro
  • Classe e partito
  • Internazionale
    • Notizie dal mondo
    • Imperialismo
    • Vita politica internazionale
  • Politica
  • Terza pagina
    • Film e TV
    • Libri
    • Musica
    • Pillole di storia
    • Storia di classe
    • Manifesti
  • Tribuna
  • Speciali
    • Centenario PCdI
    • Lenin 150
    • Rivista Comunista Internazionale

logo

L'Ordine Nuovo

  • Rassegna operaia
  • Capitale/lavoro
  • Classe e partito
  • Internazionale
    • Notizie dal mondo
    • Imperialismo
    • Vita politica internazionale
  • Politica
  • Terza pagina
    • Film e TV
    • Libri
    • Musica
    • Pillole di storia
    • Storia di classe
    • Manifesti
  • Tribuna
  • Speciali
    • Centenario PCdI
    • Lenin 150
    • Rivista Comunista Internazionale
  • Il quadrante sud di Roma tra sfruttamento, speculazione e gentrificazione

  • Il nuovo piano per il riarmo continentale: analisi del Libro Bianco della Difesa Europea

  • Lo sciopero: “weekend lungo” o arma insostituibile in mano ai lavoratori?

  • La corsa al riarmo e la conversione alla guerra della produzione: intervista ai lavoratori della Leonardo promotori della petizione “Non in mio nome, non col mio lavoro”

  • Vita politica internazionale – Quarantaseiesimo numero

  • L’aggressione militare degli USA aggrava la crisi politica in Venezuela

  • Dichiarazione sui massacri commessi dalle Forze di Supporto Rapido a Barah e Al-Fashir

  • “Alterità” nel campo dell’informazione e della comunicazione per un mondo “altro”

  • L’intelligenza artificiale al servizio dell’occupazione: così i giganti della tecnologia sono diventati complici della distruzione di Gaza

  • I neonazisti si riuniscono a San Pietroburgo: il fascismo come arma del capitale

Rassegna operaia
Home›Rassegna operaia›Sciopero lavoratori Fedex. La fase due si chiama repressione

Sciopero lavoratori Fedex. La fase due si chiama repressione

Di Redazione
05/05/2020
3675
0
Condividi:
Sciopero lavoratori TNT

Questa quarantena ha portato difficili condizioni di vita a decine di migliaia di lavoratori, che si sono trovati senza reddito o in procinto di perdere il lavoro. Nonostante ciò, in questo scenario di crisi, con la riapertura delle imprese e l’inizio della fase 2, cominciano i primi licenziamenti. È il caso della TNT di Peschiera Borromeo (MI), che ha annunciato il licenziamento di 66 lavoratori. Curioso, se si considera che Fedex TNT è un operatore logistico internazionale che ha un fatturato di miliardi di euro annui: non parliamo certamente del piccolo produttore in difficoltà.

Questi licenziamenti vanno inquadrati in un’azione di vera e propria rappresaglia da parte dell’azienda. TNT, infatti, ha sospeso decine di contratti a tempo determinato per una settimana di protesta indetta da SiCobas, che ha proclamato uno stato d’agitazione per tutte le filiali e i magazzini della Fedex TNT.

Veloce è stata la reazione dei lavoratori, che stanno scioperando in solidarietà con i propri colleghi. Questa notte, infatti, gli operai hanno incrociato le braccia e hanno occupato la filiale di Peschiera Borromeo. Fra le varie cose, i motivi della protesta sono «la mancata sottoscrizione di un protocollo per l’applicazione delle misure di sicurezza relativo al coronavirus, il pagamento delle giornate di malattia usufruite a marzo dove sia stata aperta la cassa integrazione retroattiva, come stabilito dall’Inps, e l’adeguamento del ticket mensa a 7 euro così come accordi sottoscritti a livello nazionale». Inoltre, i lavoratori protestano per «il reintegro e il rientro immediato presso il proprio posto di lavoro dei lavoratori alle dipendenze dell’agenzia Adecco e in forza presso l’hub Fedex Tnt Internazionale di Peschiera Borromeo».

Sciopero Peschiera Borromeo

Il sindacato SiCobas è aperto a un tavolo per le trattative, ma la TNT non sembra essere dello stesso avviso. Nella giornata di oggi, 5 maggio, decine e decine di camionette della polizia sono state impiegate davanti al magazzino di Peschiera, e gli operai sono stati buttati fuori dall’azienda; in altri magazzini, la Digos ha fatto decine di identificazioni.

Non sembra esserci una risposta da parte del Governo, nonostante le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che nel suo ultimo discorso ha dichiarato che “non è possibile licenziare”. A quanto pare lo è, e si impiegano pure le forze di polizia per tutelare questa possibilità.

Nelle pagine social del sindacato SiCobas – Lavoratori Autorganizzati leggiamo: «È la guerra di classe! I lavoratori come carne da macello in magazzino a morire per il dio profitto, e se la merce da distribuire scarseggia debbono accettare di essere licenziati e guai a difendersi con il proprio sindacato perché subito la legge del manganello interviene. Ma noi non cediamo».

Negli ultimi discorsi del Presidente del Consiglio abbiamo sentito chiamate alla responsabilità individuale: “se ami l’Italia”, ha detto Conte. È evidente, però, come questa fase 2 sia stata fatta per gli interessi di Confindustria e delle grandi aziende. La forte repressione poliziesca di stamattina è un esempio. “Se ami Confindustria” sarebbe stato più appropriato. Di chi è la responsabilità? Dei lavoratori che vanno a trovare i propri familiari o delle aziende che non forniscono misure di sicurezza e che fanno licenziamenti per rappresaglia?

L’Ordine Nuovo, che ha l’intento di essere un megafono delle lotte prima che un semplice giornale, esprime solidarietà ai lavoratori di Fedex TNT. In questa fase, questo episodio non può che essere il primo di tanti se non si organizza un contrattacco reale e unitario. Vogliono convincerci che la responsabilità del virus è dei lavoratori, e intanto non forniscono misure di sicurezza quando si va a lavorare e licenziano, col pieno sostegno degli apparati di repressione dello Stato. Mentre la direzione della CGIL chiama alla collaborazione con le imprese, noi diciamo: l‘azione di stanotte degli operai di Fedex TNT sia di esempio. Seguiremo ulteriori sviluppi.

TagConfindustriaFedexlavoratorilogisticascioperosindacatoTNT
Articolo precedente

F35? Parliamone

Articolo successivo

Cinema ritrovato. Il sospetto, di Francesco Maselli, ...

59
Condiviso
  • 59
  • +
  • 0
  • 0
  • 0
  • 0

Redazione

Articoli correlati Altri articoli dell'autore

  • Covid19 Fase 2 riapertura
    Politica

    Fase 2: nessuna luce in fondo al tunnel

    24/04/2020
    Di Redazione
  • Capitale/lavoroCopertina

    Lo sciopero: “weekend lungo” o arma insostituibile in mano ai lavoratori?

    13/11/2025
    Di Domenico Cortese
  • Assemblea 12 luglio
    Rassegna operaia

    Comunicato conclusivo della prima assemblea nazionale dei lavoratori combattivi

    22/07/2020
    Di Redazione
  • “L'attacco degli imprenditori”: intervista a Emiliano Gentili alla festa Avanguardia
    Capitale/lavoroLibri

    “L’attacco degli imprenditori”: intervista a Emiliano Gentili

    11/07/2025
    Di Redazione
  • Maschera
    Rassegna operaia

    I lavoratori dello spettacolo ai tempi della crisi sanitaria

    21/04/2020
    Di Redazione
  • Vita politica internazionale – Quarantaseiesimo numero
    CopertinaVita politica internazionale

    Vita politica internazionale – Quarantaseiesimo numero

    09/11/2025
    Di Redazione

Ti potrebbe interessare

  • Rassegna operaia

    Coronavirus: morte e precariato nel racconto di un lavoratore sanitario di una RSA lombarda

  • Gino Donè Paro
    Pillole di storia

    Gino Donè Paro: “l’Italiano” tra Fidel Castro e Che Guevara

  • Acciai Speciali Terni
    Rassegna operaia

    Acciai Speciali Terni: tutelare la salute, ripartire dal protagonismo dei lavoratori

Leggi anche…

Sciopero lavoratori TNT

Sciopero lavoratori Fedex. La fase due si chiama repressione

05/05/2020 | By Redazione

Lo Stato come leva competitiva del capitale nella crisi

08/10/2020 | By Domenico Moro
Operaio al lavoro per costruire un ospedale

Metalmeccanici: un altro contratto è possibile solo con la lotta

24/02/2021 | By Redazione
Operai FIOM

Scontro per il rinnovo del Contratto Nazionale dei metalmeccanici – intervista a Dario Salvetti

28/10/2020 | By Redazione

seguici:

  Facebook  Instagram  Twitter

contattaci:

  Contattaci
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia. Possono dunque esserne ripresi altrove i contenuti: basta citarne la fonte. "L'Ordine Nuovo" è un sito web di informazione indipendente e non rappresenta una testata giornalistica ai sensi della legge 62/2001. Qualora le notizie o le immagini pubblicate violassero eventuali diritti d’autore, basta che ci scriviate e saranno immediatamente rimosse.