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Home›Notizie dal mondo›La crisi in Ucraina e la tendenza alla guerra degli Stati Uniti e della NATO

La crisi in Ucraina e la tendenza alla guerra degli Stati Uniti e della NATO

Di Domenico Moro
25/02/2022
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La crisi che si sta svolgendo in Ucraina non è un fatto isolato, ma va inquadrata nel contesto mondiale.  Non si tratta, in effetti, che di un aspetto della tendenza alla guerra che caratterizza questa fase storica. Per questa ragione è necessario fare chiarezza su alcuni punti, anche perché bisogna chiarire gli interessi in gioco e le responsabilità dei singoli Stati.

  • Il problema di fondo è il modo di produzione capitalistico. Questo è caratterizzato dalla ricerca del più alto profitto possibile. Per questa ragione ogni frazione nazionale del capitale mondiale è caratterizzata da una tendenza continua all’espansione, cercando di estendere i mercati di sbocco delle merci e dei capitali in eccedenza e di controllare le aree di provenienza delle materie prime. Questo induce una competizione tra Stati che si fanno portatori degli interessi specifici del loro capitale. Uno degli strumenti di questa competizione è quello militare. 

 

  • Una caratteristica decisiva del modo di produzione capitalistico è la crescita ineguale dei principali Stati ed economie capitalistiche. I paesi che di volta in volta sono al vertice del sistema mondiale e che sono più avanzati tendono a rallentare la propria crescita. Viceversa altri Stati, più arretrati, tendono ad aumentare la propria crescita. In questo modo, il sistema è sempre instabile, perché caratterizzato dal mutare dei rapporti di forza economici tra Stati e frazioni di capitale. 

 

  • La guerra è, quindi, un elemento connaturato al sistema capitalistico non solo perché naturale sbocco della competizione tra Stati ma anche perché il modo di produzione capitalistico incorre ciclicamente in crisi economiche profonde e la spesa militare offre una boccata d’ossigeno per i profitti delle aziende, mentre, dall’altra parte, le distruzioni causate dalla guerra permettono di ricostruire, offendo così altre occasioni di profitto. Gli Usa uscirono dalla crisi del ’29 grazie alle enormi spese in armamenti in occasione dello scoppio della Seconda guerra mondiale.

 

  • Oggi, quello che sta accadendo è il mutamento dei rapporti di forza economici tra Usa, Ue e Cina. In particolare, è messa in seria discussione l’egemonia mondiale degli Usa a causa della crescita prorompente della Cina. Gli Usa sono la principale minaccia alla pace, perché si trovano in decadenza e cercano di ovviare alla perdita dell’egemonia economica facendo leva sullo strumento militare. Gli Usa sono un Paese necessariamente imperialista perché poggiano sul dominio del dollaro, che, essendo moneta di riserva e di scambio internazionale, permette agli Usa di finanziare il loro enorme doppio deficit, quello statale e quello del commercio estero, semplicemente stampando dollari. In pratica gli Usa sono una nazione parassitaria rispetto all’economia mondiale. 

 

  • L’egemonia del dollaro riposa non più sull’egemonia economica ma sempre di più sulla enorme forza militare degli Usa. Da qui la tendenza alla guerra che è tipica degli Usa, la cui economia dipende, molto più delle altre, dal complesso militare-industriale e la cui spesa militare annua è senza paragoni a livelli mondiali, essendo pari a 778 miliardi (2020), cioè una cifra superiore alla spesa cumulata dei primi dieci Stati che seguono gli Usa nella classifica mondiale della spesa militare. Gli ultimi decenni sono stati caratterizzati da una serie quasi ininterrotta di guerre americane: Iraq, Afghanistan, Libia, ecc.

 

  • Al momento del dissolvimento dell’Urss gli Usa avevano promesso alla Russia che la Nato non avrebbe esteso i suoi confini, inglobando i Paesi dell’Europa dell’est. In effetti, non solo la Nato, sorta in opposizione all’Urss, ha continuato ad esistere dopo che il suo nemico si è dissolto, ma è successo l’esatto contrario con l’estensione dei suoi limiti fino alla Russia, che si ritrova le basi Nato e i soldati americani a ridosso dei suoi confini. La tensione attuale tra Usa e Russia è data dalla possibilità di ingresso dell’Ucraina nella Nato. Ricordiamo quello che successe quando l’Urss provò a inviare suoi missili a Cuba, a pochi chilometri dalle coste americane, e gli Usa minacciarono una guerra mondiale.  

 

  • La Nato è un modo per controllare l’Europa occidentale, compattandola con gli Usa in funzione anti-russa. In sostanza, la Nato serve a bloccare qualsiasi tentativo dell’Europa di avere una difesa autonoma e di stabilire accordi con la Russia come quello del gasdotto Nord stream 2, che assicurerebbe un abbondante rifornimento di materie prime energetiche all’Europa occidentale. La Russia non è una minaccia diretta per gli Usa, dal momento che la sua economia è molto piccola e arretrata (basata sulle esportazioni di materie prime energetiche), ma è un nemico “utile” a mantenere l’egemonia statunitense sul resto dell’Occidente. 

 

  • Tutto questo non vuol dire che gli Stati dell’Europa occidentale, Francia, Germania e Italia, siano “colonie” degli Usa e paesi pacifici. Al contrario, sono Paesi imperialisti, collocati nel centro dominante del sistema economico mondiale e concorrenti degli Usa anche sul piano valutario, dato che l’euro che si è conquistato il ruolo di seconda valuta di riserva mondiale. Inoltre, è in atto un processo di riarmo e di costruzione di una forza militare autonoma europea su cui è impegnata soprattutto la Francia, che, ad esempio, in Africa si fa promotrice di missioni militari europee tese a conservare l’influenza francese ed europea sulle ex colonie. Bisognerà vedere se il tentativo della Francia di costruire una Europa unita sul piano militare avrà successo. In ogni caso, la tendenza al riarmo dell’Europa è preoccupante e va contrastata.

 

  • Se la Russia è un nemico “utile” ma non effettivamente decisivo, la Cina è il vero nemico degli Usa. Infatti, la Cina è l’unico Paese che potrebbe sostituire gli Usa come potenza egemone a livello mondiale sul piano economico, e quindi politico. Decisioni come quella, presa recentemente da Putin e Xi Jinping, di commercializzare il gas russo diretto in Cina in euro anziché in dollari sono una minaccia all’egemonia mondiale del dollaro e quindi degli Usa. Non dimentichiamo che una delle ragioni dell’invasione dell’Iraq fu la decisione di Saddam Hussein di commercializzare il suo petrolio in euro. Per tutte queste ragioni gli Usa hanno sviluppato una politica di contenimento della Cina circondandola di basi militari e di alleanze militari, l’ultima della quali è l’Aukus, tra Usa, Uk e Australia, che mira a controllare l’area dell’indo-pacifico. 

 

  • In conclusione, all’interno della lotta generale contro l’imperialismo, dobbiamo riconoscere il ruolo svolto dagli Usa come fattore decisivo di destabilizzazione e di tendenza alla guerra a livello mondiale. Questo è importante da precisare, perché l’Italia è nella Nato e nella Ue. Oggi, per noi, la prima minaccia alla pace è rappresentata dagli Usa e dalla Nato, da una parte, e, dall’altra, dal riarmo e dalla tendenza verso un’unione europea della difesa.
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Domenico Moro

Ricercatore Istat, si interessa di statistiche economiche. Ha scritto numerosi volumi, tradotti nelle più importanti lingue europee, tra cui “La gabbia dell’euro, perché uscirne è internazionalista e di sinistra”, “Globalizzazione e decadenza industriale”, “La terza guerra mondiale e il fondamentalismo islamico”, “Il gruppo Bilderberg, l’élite del potere mondiale”, “Nuovo Compendio del capitale”. Scrive anche su riviste italiane ed estere. Da sempre militante nel movimento comunista italiano, oggi dirige la rivista Laboratorio 21.

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