L'Ordine Nuovo

Menu superiore

Menu principale

  • Rassegna operaia
  • Capitale/lavoro
  • Classe e partito
  • Internazionale
    • Notizie dal mondo
    • Imperialismo
    • Vita politica internazionale
  • Politica
  • Terza pagina
    • Film e TV
    • Libri
    • Musica
    • Pillole di storia
    • Storia di classe
    • Manifesti
  • Tribuna
  • Speciali
    • Centenario PCdI
    • Lenin 150
    • Rivista Comunista Internazionale

logo

L'Ordine Nuovo

  • Rassegna operaia
  • Capitale/lavoro
  • Classe e partito
  • Internazionale
    • Notizie dal mondo
    • Imperialismo
    • Vita politica internazionale
  • Politica
  • Terza pagina
    • Film e TV
    • Libri
    • Musica
    • Pillole di storia
    • Storia di classe
    • Manifesti
  • Tribuna
  • Speciali
    • Centenario PCdI
    • Lenin 150
    • Rivista Comunista Internazionale
  • Festa dei padroni. Il decreto primo maggio della Meloni

  • Estensione della Legge anti-sciopero: la nuova beffa per i lavoratori

  • Ingannare i lavoratori e allontanare l’alternativa. I casi di AVS e Rifondazione Comunista

  • La vittoria del “NO” e il bisogno di un’alternativa comunista autorevole

  • Referendum giustizia: la propaganda sulle “toghe rosse” e una riforma che serve solo alla repressione

  • Groenlandia: “fardello” della Danimarca?

  • L’eccidio silenzioso. Come il blocco statunitense strangola Cuba socialista

  • Il popolo venezuelano fra attacco imperialista e tentativi di resistenza

  • Ex ILVA, storia di un fallimento di mercato

  • Il quadrante sud di Roma tra sfruttamento, speculazione e gentrificazione

Musica
Home›Terza pagina›Musica›Dalton, sottocultura proletaria e rock & roll

Dalton, sottocultura proletaria e rock & roll

Di Redazione
06/06/2020
4620
0
Condividi:

Dalton - PapillonUscito a maggio il nuovo disco Papillon per Hellnation Records

Noi, se sa, ar Monno semo ussciti fori
impastati de mmerda e dde monnezza.
Er merito, er decoro e la grannezza
sò ttutta marcanzia de li Siggnori.

A su’ Eccellenza, a ssu’ Maestà, a ssu’ Artezza
fumi, patacche, titoli e sprennori;
e a nnoantri artiggiani e sservitori
er bastone, l’imbasto e la capezza.

Cristo creò le case e li palazzi
p’er prencipe, er marchese e ’r cavajjere,
e la terra pe nnoi facce de cazzi.

E cquanno morze in crosce, ebbe er penziere
de sparge, bbontà ssua, fra ttanti strazzi,
pe cquelli er zangue e ppe nnoantri er ziere.

Ecco, basterebbero i versi di Gioacchino Belli scanditi dalla voce di Marco Giallini per riassumere e spiegare il nuovo disco dei grandi Dalton: Papillon.

Tuttavia, questo sarebbe riduttivo perché toglierebbe tutto il fascino del dandy di strada, del sottoproletario, dell’Oliver Twist che si alza in piedi a tavola per chiedere un’altra scodella di minestra. Quel fascino che i Dalton ci hanno sempre raccontato.

Di storie così ne abbiamo sentito già parlare tante volte, pure nei libri di Valerio Marchi, nello specifico in Teppa: storia del conflitto giovanile dal rinascimento ai giorni nostri. Le abbiamo vissute e viste coi nostri occhi.

Sono storie di “ragazzi come noi” che escono dai vicoli bui di una città, vestiti di tutto punto pronti per la “meglio serata”. I Dalton, in questo film fatto di fotogrammi sbiaditi, ci mettono la loro colonna sonora.

DALTON - LiveTutti a questo punto si aspetterebbero di sentir uscire dalle casse il fruscio di un vinile Oi! perché l’attitudine e i testi, la loro storia e la loro vita è quella degli Skinheads della capitale. Invece no. Questo è rock & roll come Cristo comanda, denso di blues all’ennesima potenza, serrato e coinvolgente, con un retrogusto di band rock con aggiunta di tastiere, armonica a bocca e sax. Jerry Lee Lewis e Chuck Berry sono parte del DNA del gruppo. Insomma, si scava negli anni ’50 e ’60 a piene mani. Con la partecipazione di quelli con cui tante volte hanno diviso il palco (Gli Ultimi, Shots in the dark, Lenders), hanno tirato fuori un disco strepitoso.

C’è in questo disco uno spaccato di società che nessuno vuol vedere e sentire perché scomodo. Nessuno vuol occuparsi, né a destra né a sinistra dei reietti della società, di sottoproletariato, di gente che campa alla giornata. Ma queste persone esistono, stanno dietro le quinte del teatro, pronte a uscire fuori col vestito buono e il cappello in testa per fare la riverenza e mandare il pubblico a quel paese.

Detto ciò che questo disco rappresenta dal punto di vista “politico”, pur essendo il frutto di un gruppo che la politica non l’ha mai sopportata, è bene soffermarsi sulla cura maniacale riservata ai testi, mai banali e scontati: sembrano a volte quelle storie sentite raccontare fuori da un bar in piena notte, sotto la pioggia, da un tizio incontrato per caso, o forse no, che la storia vuole raccontartela fino alla fine, pure se ti stai “bagnando il vestito”. Oppure sembrano il racconto dell’operaio che si avvita tra morte, bellezza e sogno… il solito sogno interrotto dalla sveglia per andare al lavoro.

Non c’è un pezzo che sia scollegato completamente dall’altro e neppure dai pezzi degli altri dischi dei Dalton. Esempio lampante sono le analogie tra “La classe operaia resta all’inferno” e “Sottoproletariato”: qui non si danno soluzioni, non ci sono rivoluzioni o rivalse dietro l’angolo, non si fomenta la folla istigando alla rivolta perché alla povertà e alla disperazione non c’è antidoto.

DALTON Band

Visto che soluzioni per il sottoproletario non ce ne sono o non si vedono, non ci resta che sederci sul solito gradino, fumarci una sigaretta e brindare al prossimo giorno di merda. Il disco non è la novità del secolo, che tra l’altro nemmeno volevamo. Potrei metterlo quasi tra quelli che mio padre ascoltava col mangiadischi portatile e non trovare grandi differenze di stile.

Ma sta benissimo tra i miei dischi Oi! Perché è quello che è: un disco Oi! Che parla di gente Oi! Ma suonato con tutti i caratteri e la minuziosità di cui la musica Oi! è priva. Per il resto non resta che andare di nuovo a sentirli dal vivo.

P.s. elemento esterno fondamentale è il 45 giri “Ci siamo persi ” sempre dei Dalton. Senza quello al disco Papillon manca una canzone. Grandissimi.

di Nicola Billai

TagBeat PunkDaltonRocksottoproletariato
Articolo precedente

Lavoratori stagionali: gli eterni discriminati. Bonus in ...

Articolo successivo

Le streghe della notte, l’incubo dei nazisti

7
Condiviso
  • 7
  • +
  • 0
  • 0
  • 0
  • 0

Redazione

Articoli correlati Altri articoli dell'autore

  • Il volto più crudo del capitalismo: riflessioni su “San Damiano”
    Film e TV

    Il volto più crudo del capitalismo: riflessioni su “San Damiano”

    02/06/2025
    Di Lorenzo Vagni
  • Il legame tra arte, vita e politica: intervista a Pierpaolo Capovilla alla festa Avanguardia
    Musica

    Il legame tra arte, vita e politica: intervista a Pierpaolo Capovilla

    15/07/2025
    Di Redazione
  • Trent'anni di una band schierata: intervista a Rastablanco (Radici nel Cemento)
    Musica

    Trent’anni di una band schierata: intervista a Rastablanco (Radici nel Cemento)

    19/07/2025
    Di Redazione
  • «La musica come sincera passione per la liberazione della Palestina»: intervista a Tära alla festa Avanguardia
    Musica

    «La musica come sincera passione per la liberazione della Palestina»: intervista a Tära

    12/07/2025
    Di Redazione
  • Capovilla racconta il suo nuovo progetto I Cattivi Maestri e il ruolo dell'artista
    Musica

    Capovilla racconta il suo nuovo progetto e il ruolo dell’artista

    28/07/2020
    Di Redazione
  • «L'arte può caricarci e farci vincere la nostra battaglia»: intervista a Dutch Nazari alla festa Avanguardia
    Musica

    «L’arte può caricarci e farci vincere la nostra battaglia»: intervista a Dutch Nazari

    13/07/2025
    Di Redazione

Ti potrebbe interessare

  • Soldati
    Notizie dal mondo

    Forte crescita della spesa militare mondiale: nel 2019 al massimo storico degli ultimi 30 anni

  • Notizie dal mondo

    La lotta Mapuche: un’occasione di riscatto per il Cile

  • strage di torino 1922
    Pillole di storia

    La strage di Torino nel dicembre 1922

Leggi anche…

Il nostro 25 aprile

25/04/2020 | By Redazione
Germano Nicolini Diavolo

Germano Nicolini, la vita del “Diavolo”

11/11/2020 | By Redazione
Guerra in Donbass

Intervista al PCOR-PCUS: la situazione nel Donbass

30/05/2020 | By Redazione
Volonté il terrorista

Cinema ritrovato. Il terrorista, di Gianfranco De Bosio, 1963

11/05/2020 | By Alessandro Barile

seguici:

  Facebook  Instagram  Twitter

contattaci:

  Contattaci
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia. Possono dunque esserne ripresi altrove i contenuti: basta citarne la fonte. "L'Ordine Nuovo" è un sito web di informazione indipendente e non rappresenta una testata giornalistica ai sensi della legge 62/2001. Qualora le notizie o le immagini pubblicate violassero eventuali diritti d’autore, basta che ci scriviate e saranno immediatamente rimosse.