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Home›Notizie dal mondo›TKP sugli ordini di incarcerazione: Chiediamo ai nostri sostenitori di organizzarsi contro la tirannia dell’AKP

TKP sugli ordini di incarcerazione: Chiediamo ai nostri sostenitori di organizzarsi contro la tirannia dell’AKP

Di Redazione
21/03/2025
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Diamo spazio al comunicato del TKP (grazie al Centro di Cultura e Documentazione Popolare – Resistenze.org per la traduzione) sui recenti sviluppi in termini di repressione e involuzione antidemocratica in Turchia – Redazione de L’Ordine Nuovo.

 

Dichiarazione del Comitato Centrale del Partito Comunista di Turchia in merito agli ordini di incarcerazione emessi oggi, tra cui quello del sindaco di Istanbul, Ekrem İmamoğlu, appartenente al CHP.

Oggi sono stati emessi ordini di detenzione per più di 100 persone, tra cui Ekrem İmamoğlu, il sindaco di Istanbul appartenente al CHP (Partito Popolare Repubblicano, il principale partito di opposizione). İmamoğlu è da tempo nel mirino del governo, vista la sua potenziale candidatura come candidato presidenziale del CHP.

Il Partito Comunista di Turchia (TKP) vede la questione nel contesto degli attacchi dell’AKP (Partito della Giustizia e dello Sviluppo, principale partito turco di stampo conservatore al governo del paese) volti a restringere lo spazio politico e a sottrarre agibilità politica alle persone. Oggi, il TKP ha rilasciato la seguente dichiarazione al riguardo:

“A partire da questa mattina, l’ordine di incarcerazione emesso per più di 100 persone, tra cui il sindaco metropolitano di Istanbul Ekrem İmamoğlu e il giornalista İsmail Saymaz, è inaccettabile. Anche le decisioni del Governatorato di Istanbul, che di fatto impongono lo stato di emergenza nella città per timore di potenziali reazioni pubbliche, contribuiscono a questa situazione inaccettabile.

Le parole pressione e illegalità non bastano a descrivere ciò che sta accadendo. Siamo di fronte a una mentalità reazionaria che percepisce il diritto delle persone a organizzarsi e a impegnarsi in politica come una minaccia e agisce ignorando completamente la giustizia. Il governo dell’AKP, che ha instaurato un sistema oscurantista favorendo sette religiose e monopoli, non riesce a governare il Paese e sta quindi diventando sempre più aggressivo.

Le misure adottate contro İmamoğlu, indipendentemente dal loro contenuto individuale, indicano un unico fatto: l’AKP non tollera il diritto delle persone di votare ed essere elette se non a suo favore.

La detenzione del giornalista İsmail Saymaz per presunti legami con la Resistenza di Gezi non è altro che una negazione del diritto delle persone a impegnarsi politicamente e a dire la loro sul modo in cui il paese viene governato.

La volontà popolare emersa durante la Resistenza di Gezi non poteva essere messa a tacere nonostante i tentativi delle forze internazionali o degli stessi alleati dell’AKP; né poteva essere minata la lotta per la Repubblica, la laicità e l’indipendenza. Inoltre, la cosiddetta “Primavera araba”, con cui la Resistenza di Gezi è stata falsamente associata, faceva parte di piani e interventi imperialisti nella regione, piani in cui l’AKP era sia coinvolta che complice. Nel frattempo, Soros, spesso menzionato in questo contesto, rappresenta una rete finanziaria internazionale con cui sia l’AKP che il suo ex alleato, la setta di Fethullah Gülen, hanno apertamente collaborato per smantellare la Repubblica turca.

Difendere il diritto delle persone a organizzarsi e a partecipare alla politica sarà la risposta più forte a queste imposizioni assurde.

Il nostro partito, che ha mantenuto una posizione ferma contro l’AKP fin dall’inizio, si oppone a questi attacchi sconsiderati all’arena politica. Le nostre differenze ideologiche, politiche e di classe con la linea rappresentata da Ekrem İmamoğlu non ci impediscono di assumere questa posizione. Il TKP si opporrà a tutti i tentativi dell’AKP di sopprimere il suffragio universale e limitare lo spazio politico. Adegueremo di conseguenza la nostra agenda politica e le nostre priorità, riconoscendo che l’AKP ha scelto di intensificare i suoi attacchi politici e legali.

Tutti coloro che sono detenuti oggi, compresi Ekrem İmamoğlu e İsmail Saymaz, devono essere rilasciati immediatamente.

Chiediamo al nostro popolo di organizzarsi contro la tirannia dell’AKP e di rafforzare l’alternativa dei lavoratori per costruire un paese repubblicano, governato con un’economia statale, orientato all’illuminismo e al riscatto della classe operaia, contro un sistema che soffre di una crisi di governo sempre più profonda“.

TagPartito Comunista di TurchiaTurchia
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