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Home›Capitale/lavoro›Il doppio gioco di Gualtieri sulla pelle degli occupanti di “Spin Time”

Il doppio gioco di Gualtieri sulla pelle degli occupanti di “Spin Time”

Di Riccardo Beschi
29/08/2026
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Per quasi un mese circa 400 persone, tra cui anziani, bambini e disabili, sono vissute letteralmente per strada accampati alla bell’e meglio in pieno centro di Roma. È la vicenda di “Spin Time”: a seguito di un incendio, presumibilmente provocato da un corto circuito nella cabina elettrica dell’edificio, lo stabile è stato prontamente evacuato dagli occupanti. Tuttavia, il successivo intervento dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine ha impedito ai residenti di fare ritorno nelle proprie abitazioni, adducendo ragioni di sicurezza e la presunta inagibilità dell’edificio.

La vicenda, fin dalle prime ore del giorno successivo alla fine di un luglio torrido, ha da subito raccolto centinaia di solidali, militanti e non, sotto l’ingresso dell’occupazione. Anche il mondo della cultura si è espresso rapidamente in modo solidale e a favore della comunità di occupanti.

Il doppio gioco di Gualtieri sulla pelle degli occupanti di “Spin Time”

Alcune delle tende di fronte all’ingresso principale di “Spin Time”

Tra i gazebo allestiti da associazioni e servizi sociali del Comune di Roma e le camionette della celere, hanno fatto capolino durante le numerose e partecipate assemblee pubbliche anche alcuni presidenti di Municipio e consiglieri comunali pronti ad annunciare il loro contributo e, almeno dalle dichiarazioni combattive dei primi giorni, sicuri di una soluzione positiva e pronto rientro degli occupanti nelle loro case. Sennonché l’8 agosto lo stesso sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, si è presentato in assemblea per annunciare il fallimento della trattativa con la proprietà dell’immobile, Investire SGR, allo scopo di far rientrare gli occupanti all’interno dello stabile in via di Santa Croce in Gerusalemme.

Da quel momento abbiamo assistito ad una serie di dichiarazioni balsamiche quanto surreali da parte del sindaco, che si appella al “buon cuore” della Investire SGR per accettare la proposta imbastita dal Comune, cioè quella di comprare lo stabile ad un prezzo ancora da stabilire. In queste lunghe settimane il sindaco e la giunta, compresi gli alleati di coalizione, si sono pubblicamente spesi a sostegno dell’esperienza di “Spin Time”, dichiarandosi pronti a difenderla e a trovare nuove soluzioni abitative per gli occupanti.

Ma contemporaneamente a questo rinnovato spirito di solidarietà, lo stesso sindaco e alleati difendono gli interessi degli stessi fondi immobiliari, costruttori e palazzinari a la noantri che giocano un ruolo opposto in questa e analoghe situazioni, come riportato puntualmente nell’articolo del “Fatto Quotidiano” del 19 agosto.

Sì, perché pochi giorni prima dello sgombero di “Spin Time”, esattamente il 23 luglio scorso, l’Assemblea Capitolina, con ben 31 voti favorevoli, tra cui quello del Sindaco Gualtieri, 6 contrari e 5 astenuti ha votato a favore della modifica delle Norme Tecniche di Attuazione (NTA), ossia le regole urbanistiche che stabiliscono in modo pratico come applicare un piano regolatore o un piano urbanistico.

L’intervento modifica ben 67 articoli, cioè più della metà delle disposizioni vigenti e dopo circa 18 anni dall’entrata in vigore del Piano Regolatore del 2008. Una modifica importante, che in linea con quanto già accaduto a Milano, permette ai costruttori o fondi immobiliari di velocizzare alcuni processi, pagare meno oneri e quindi favorire gli investimenti privati anche mettendo sul mercato parte del patrimonio pubblico sotto la voce di rigenerazione urbana. Una manna per Investire SGR & co.

Non è perciò secondario ricordare come i consiglieri che vengono proprio dall’esperienza degli spazi sociali della città abbiano votato a favore di questo ennesimo regalo a fondi immobiliari, Investire SGR o palazzinari che siano. Un voto che appare ulteriormente vergognoso se si pensa a diverse altre misure sostenute o avallate dai consiglieri comunali di “movimento”, come ad esempio il regalo della concessione dello stabile “Ex rialto” alla comunità ebraica e altri partner privati – tra questi, il magnate delle scommesse Poliavich, il cui sostegno alle scuole ebraiche in Europa è fatto «con la speranza che i giovani si arruolano nell’IDF in Israele». A questo si aggiunge l’astensione al voto per internalizzazione degli OEPAC (Operatore Educativo per l’Autonomia e la Comunicazione), costretti a lavorare nel precariato sotto il ricatto di appalti e subappalti e che potevano invece essere internalizzati come dipendenti del Comune garantendo loro stabilità e sicurezza.

Investire SGR è una società di gestione di risparmio con una solida presenza nella Capitale ormai da molti anni. Sul suo sito leggiamo testualmente: «Siamo ispirati da una forte sensibilità etica. Ci prendiamo cura degli aspetti di sostenibilità ambientale, sociale e di governance generati nel tempo dagli investimenti immobiliari.» Ma questo non deve stupire perché lo stesso messaggio lo troviamo nelle brochure o nei siti delle altre decine di società immobiliari che sono approdate a Roma con nuovi e accattivanti progetti immobiliari, tutti di lusso e con prezzi irraggiungibili. Quello che vendono come cosiddetta riqualificazione urbana altro non è che una forma più à la page di speculazione edilizia.

Il doppio gioco di Gualtieri sulla pelle degli occupanti di “Spin Time”

Roberto Gualtieri durante una passerella di fronte a “Spin Time”

E quindi per parafrasare le parole dello stesso Gualtieri sulla vicenda di “Spin Time”, non c’è scritto da nessuna parte che un sindaco possa fare una scelta e avere un cuore. Eh già, perchè più che di bontà d’animo si tratta di scelte politiche che questa amministrazione e i suoi alleati, più o meno consapevolmente a questo punto, hanno preso. Piuttosto che una trattativa fallita con la proprietà, la vicenda di “Spin Time”, come altre esperienze purtroppo, appare una resa incondizionata e complice degli interessi di questa o quella società immobiliare, mentre rimane tabù anche solo nominare la possibilità di esproprio dello stabile di Via Santa Croce per restituirlo alla pubblica utilità.

Una scelta, questa, che forse non incontrerebbe i favori di Investire SGR come di altre società immobiliari e che minerebbe il “diritto” dei grandi proprietari immobiliari di speculare per fare rendita su un bisogno irriducibile come quello della casa. Ipotesi, questa dell’esproprio, che terrorizza il centro-sinistra, il quale non ha alcuna intenzione reale di inimicarsi chi fino ad oggi è stato accolto e sostenuto da questa amministrazione, figuriamoci poi a pochi mesi dalle elezioni. D’altronde, la cifra di questa giunta è stata quella di avviare, anche nella città eterna, un processo che già è avvenuto in altre grandi città del mondo.

Senza andare troppo lontano, a Roma sta avvenendo quello che è accaduto dopo Expo 2015 a Milano, ovvero una grande operazione di correzione dell’immagine che la città ha avuto fino ad oggi. Un’operazione fortemente sostenuta dal PD, e fatta di comunicazione e politiche urbane rivolte tutte ad attirare nuovi investitori, capitali nazionali e internazionali. E questo anche grazie alla montagna di finanziamenti PNRR e per il Giubileo, il cui utilizzo ha trovato l’accordo bipartisan tra il governo nazionale e le forze di maggioranza comunali.

Nel frattempo, sulla pelle di 400 persone si è avuta l’ennesima dimostrazione di come sia fallimentare la strategia di sostenere il centro-sinistra e ammiccare al PD nella speranza di vedere protette le proprie occupazioni e i propri spazi politici o sociali che siano. Il PD è uno dei partiti più compromessi con gli interessi dei padroni. Questo agosto è stata l’ennesima prova che i Dem creano il deserto e in questo deserto è impensabile mantenere delle oasi protette. Con la tendenza generale alla guerra e il peggioramento delle condizioni di vita dei lavoratori diventa sempre più importante capire chi sono i nostri e chi i loro, capire chi difende davvero gli interessi dei lavoratori e delle loro famiglie e chi no: alla prova dei fatti le forze del campo largo nel mini parlamento comunale ci hanno dimostrato ancora una volta da che parte stanno. Non la nostra.

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Riccardo Beschi

Riccardo Beschi, nato nel 1991, laureato in fisica e ora docente di matematica e fisica. Tra i fondatori del Fronte della Gioventù Comunista nel 2012, è membro del comitato centrale del Fronte Comunista, nonché segretario della federazione di Roma.

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