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Home›VPI - Articoli›Il Trattato di Kensington: intesa anglo-tedesca contro la classe operaia

Il Trattato di Kensington: intesa anglo-tedesca contro la classe operaia

Di Redazione
17/08/2025
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Di Pavel Wierroth, del Partito Comunista (KP, Germania)
2 agosto 2025
Link all’originale

 

Anni di crescenti contraddizioni tra le fazioni del capitale in Germania e in Gran Bretagna hanno raggiunto un culmine provvisorio nel 2020, con l’uscita del Regno Unito dall’UE, intesa come alleanza imperialista comune. Sullo sfondo dell’acuirsi delle crisi, dell’ascesa della Cina a potenza mondiale imperialista, del ripiegamento protezionista degli Stati Uniti, della guerra in corso in Ucraina e delle prospettive di crescita costantemente in calo, la leadership politica di entrambi gli Stati, rappresentata da Friedrich Merz e Keir Starmer, si è incontrata a Londra per sviluppare, attraverso un “trattato di amicizia anglo-tedesco”, strategie per un nuovo orientamento.

Cooperazione militare contro la Russia

Il nucleo dell’intesa, denominata anche “Trattato di Kensington” dal luogo della firma, è senza dubbio una più stretta cooperazione militare nel contesto della guerra contro la Russia. Mezzo milione di lavoratori britannici dovranno essere integrati nella produzione bellica per favorire l’ulteriore espansione dell’economia di guerra. Non sorprende quindi che la successiva conferenza stampa, reperibile sul sito del governo federale, si sia svolta nello stabilimento di Stevenage del monopolio Airbus, la cui produzione di infrastrutture spaziali per i progetti bellici anglo-tedeschi ha meritato un elogio particolare da parte di Merz.

Starmer ha inoltre sottolineato la necessità di non abbandonare neppure la cricca di estrema destra a Kiev, considerata un alleato fedele nella guerra contro il rivale russo, e che pertanto “il miglior equipaggiamento” dovrà essere consegnato all’Ucraina “il più rapidamente possibile”, per prolungare la guerra e con essa la strage di centinaia di migliaia di lavoratori russi e ucraini. “Pace attraverso la forza”, è il nome della più grande campagna di riarmo dalla Seconda Guerra Mondiale, con la quale si intende costringere la Russia a negoziare un cessate il fuoco senza condizioni. Merz e Starmer restano intanto indifferenti al fatto che l’obiettivo dichiarato di Kiev sia la riconquista della Crimea e la punizione delle famiglie russe lì insediate e dei collaborazionisti ucraini – un piano che si vorrebbe imporre anche di fronte a una potenza nucleare.

Gli oneri a carico della classe operaia

Questo tentativo di porsi come guida della NATO e dell’“Europa” nella linea generale di guerra contro la Russia comporta inevitabilmente costi elevati. Per questo si dovranno “stimolare le economie”, aumentare le spese per la difesa e migliorarne l’efficienza. Alla domanda di un giornalista in conferenza stampa, secondo cui si potrebbe finanziare il tutto anche aumentando la tassazione delle imprese, appena ulteriormente ridotta, Merz – in quanto rappresentante del capitale tedesco – ha naturalmente replicato con un netto rifiuto, assicurando che una parte non meglio precisata del riarmo dovrà essere resa possibile attraverso ulteriore indebitamento.

Sull’evidente buco nei loro piani di finanziamento, Merz e Starmer non hanno fornito dettagli; di conseguenza, anche queste spese dovranno essere coperte inevitabilmente da tagli allo Stato sociale, riduzioni dei servizi pubblici e ulteriori oneri per la classe operaia.

Repressione dell’immigrazione

Un altro punto centrale del Trattato di Kensington è la lotta contro le “bande di trafficanti” e l’“immigrazione illegale” verso Germania e Gran Bretagna. Tale lotta si inscrive, infatti, nella considerazione dello spazio Schengen quale mercato interno delle diverse fazioni del capitale europeo. È chiaro, in questo contesto di priorità agli interessi del capitale nella politica migratoria, cosa si intenda per “immigrati illegali”: persone a cui viene preventivamente negato l’accesso all’Europa centrale, e in particolare ai suoi Stati centrali come Germania e Gran Bretagna, a causa dell’età, delle condizioni fisiche o psichiche – in breve, per la loro scarsa sfruttabilità come salariati al servizio dei capitalisti europei.

L’enfasi sul “colpire ogni fase del viaggio dei rifugiati” include anche l’abbordaggio di imbarcazioni, la detenzione di famiglie in campi di internamento o l’abbandono nel deserto, pratiche ormai consolidate da anni nell’operato dell’UE. Con questo trattato si prosegue quindi la “razionalizzazione” dei massicci flussi migratori globali provocati in primo luogo da guerre imperialiste, ricatti e distruzione del clima, e ciò a scapito degli immigrati e, a causa della loro marginalizzazione sul mercato del lavoro, di tutti i lavoratori in generale.

Gli interessi del capitale

L’ultimo punto rilevante del patto dell’asse Londra-Berlino è un rafforzamento generale “dell’economia”, cioè del capitale nazionale. Oltre ad altre cooperazioni per rafforzare il capitale industriale stagnante in entrambi i Paesi, è prevista inoltre la creazione di un “nuovo forum economico anglo-tedesco per aumentare gli investimenti”, dotato di 200 milioni di sterline.

Per realizzare rapidamente questi obiettivi, i figli dei lavoratori tedeschi e britannici dovranno essere in futuro collocati ancora più rapidamente ed efficacemente a disposizione dei capitalisti nei due mercati del lavoro. Concretamente, ciò comporta facilitare la mobilità dei giovani: Merz si aspetta che questo porti a un aumento degli apprendistati nelle imprese tedesche e britanniche. Che a prevalere siano gli interessi del capitale — non la ricerca di una migliore qualità della vita per i giovani lavoratori — Merz lo ha ammesso in conferenza stampa come se fosse una ovvietà.

Attacco alla classe operaia

Il Trattato di Kensington si colloca nel contesto della crisi persistente del capitale monopolistico tedesco e britannico. I detentori del potere a Berlino e a Londra sono sotto pressione per mantenere la loro posizione sui mercati mondiali. In pratica questo si traduce in: conquistare nuovi mercati esteri; costruire un’economia di guerra per schiacciare la concorrenza e assicurare profitti mediante il riarmo globale; razionalizzare i flussi migratori in base alla loro sfruttabilità; e reperire nuovi fondi per la sopravvivenza di imprese e banche.

Il prezzo di questi progetti reazionari, cui si aggiunge il Trattato di Kensington, dovrà essere pagato interamente dalla classe operaia: smantellamento del welfare e indebolimento della sua posizione rispetto al capitale, fino alla strage di massa nel prossimo grande conflitto contro la Russia. Il “trattato di amicizia anglo-tedesco” non è dunque un accordo tra le classi operaie dei due Paesi, ma un’alleanza fra i loro sfruttatori: un attacco frontale ai lavoratori di Germania, Regno Unito e di tutto il mondo.

L’atteggiamento dei comunisti non può che essere quello di svelare il carattere di questo trattato e mobilitare la classe operaia per una resistenza comune contro la linea imperialista che porta a guerra, repressione e impoverimento.

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