L'Ordine Nuovo

Menu superiore

Menu principale

  • Rassegna operaia
  • Capitale/lavoro
  • Classe e partito
  • Internazionale
    • Notizie dal mondo
    • Imperialismo
    • Vita politica internazionale
  • Politica
  • Terza pagina
    • Film e TV
    • Libri
    • Musica
    • Pillole di storia
    • Storia di classe
    • Manifesti
  • Tribuna
  • Speciali
    • Centenario PCdI
    • Lenin 150
    • Rivista Comunista Internazionale

logo

L'Ordine Nuovo

  • Rassegna operaia
  • Capitale/lavoro
  • Classe e partito
  • Internazionale
    • Notizie dal mondo
    • Imperialismo
    • Vita politica internazionale
  • Politica
  • Terza pagina
    • Film e TV
    • Libri
    • Musica
    • Pillole di storia
    • Storia di classe
    • Manifesti
  • Tribuna
  • Speciali
    • Centenario PCdI
    • Lenin 150
    • Rivista Comunista Internazionale
  • Ex ILVA, storia di un fallimento di mercato

  • Il quadrante sud di Roma tra sfruttamento, speculazione e gentrificazione

  • Il nuovo piano per il riarmo continentale: analisi del Libro Bianco della Difesa Europea

  • Lo sciopero: “weekend lungo” o arma insostituibile in mano ai lavoratori?

  • La corsa al riarmo e la conversione alla guerra della produzione: intervista ai lavoratori della Leonardo promotori della petizione “Non in mio nome, non col mio lavoro”

  • Vita politica internazionale – Quarantaseiesimo numero

  • L’aggressione militare degli USA aggrava la crisi politica in Venezuela

  • Dichiarazione sui massacri commessi dalle Forze di Supporto Rapido a Barah e Al-Fashir

  • “Alterità” nel campo dell’informazione e della comunicazione per un mondo “altro”

  • L’intelligenza artificiale al servizio dell’occupazione: così i giganti della tecnologia sono diventati complici della distruzione di Gaza

VPI - Articoli
Home›VPI - Articoli›Repressione contro gli studenti affiliati al marxismo

Repressione contro gli studenti affiliati al marxismo

Di Redazione
31/08/2025
287
0
Condividi:

Dall’Unione Comunista Rivoluzionaria della Gioventù (bolscevica) (RKSM(b), Russia)
7 luglio 2025
Link all’originale

 

Il 24 marzo un fantoccio raffigurante Minerva, dea romana della saggezza e della giustizia, è stato trovato impiccato per il collo al monumento al conte Uvarov, di fronte al palazzo dei Dodici Collegi a San Pietroburgo. La bambola era vestita con un drappo e impugnava una lancia. In mano alla Minerva vi era un biglietto con la scritta “La scienza è morta”.

Con questa performance artistica, un gruppo di studenti dell’Università Statale di San Pietroburgo (SPbSU) ha manifestato il proprio dissenso riguardo alle politiche sociali, accademiche e amministrative dell’amministrazione universitaria. Per la comunicazione pubblica, gli studenti hanno creato un canale Telegram chiamato “Dipartimento delle Relazioni con l’Amministrazione”, in cui hanno avanzato le seguenti richieste:

  • ripristinare le regole di ammissione alle matricole come erano nel 2024;
  • non togliere i benefici agli studenti;
  • non sfrattare gli studenti dai dormitori in agosto;
  • ridurre i prezzi dei dormitori;
  • aumentare le borse di studio mensili fino a 19.000 rubli;
  • piena autonomia ai sindacati studenteschi;
  • restituire la statua del Genio Alato.

Per chiarire l’ultimo punto al lettore, il Genio Alato si trovava di fronte alle Dodici Collegi dal 2007 al 2023, quando fu sostituito dalla statua del conte Uvarov. Il Genio Alato simboleggiava il desiderio di istruzione: un giovane alato con una corona d’alloro, la fiaccola della conoscenza in mano, proteso verso l’alto, verso il cielo. Il conte Uvarov, invece, ministro imperiale dell’istruzione, fu un noto politico reazionario, padrino dell’ideologia “Ortodossia, Autocrazia e Nazionalità” sotto l’imperatore Nicola I. Il simbolismo di questa sostituzione è pertinente alle tragiche tendenze di decadimento dell’istruzione, delle istituzioni democratiche e dei diritti degli studenti in Russia, che costituirebbe una storia a sé. In risposta all’azione degli studenti, i servizi di sicurezza e i media filogovernativi hanno scatenato una caccia alle streghe.

Direttamente da una lezione universitaria, lo studente Artëm Pron’ko — attivista del Comitato Sociale del sindacato studentesco — è stato arrestato il 9 aprile. È stato accusato di violazione amministrativa della legge, precisamente per aver partecipato a una “manifestazione pubblica non autorizzata”. Questa è stata, secondo l’accusa, la qualifica attribuita alla performance con la Minerva impiccata. Il giorno successivo è stato rilasciato dal tribunale, ma non assolto dalle accuse. La successiva udienza era fissata al 5 maggio. In seguito, il 12 aprile, il “Dipartimento delle Relazioni con l’Amministrazione” ha pubblicato un messaggio di solidarietà e sostegno ad Artëm, dichiarando che quest’ultimo non era coinvolto nella performance pubblica con la Minerva.

Prima che si svolgesse l’udienza successiva, il 21 aprile, con le stesse accuse è stato arrestato un altro giovane — Stepan Timofeev, studente dell’Università Elettrotecnica di San Pietroburgo “LETI”. È stato trattenuto in custodia per due giorni in attesa dell’udienza. Stepan ha rifiutato di fornire qualsiasi testimonianza, appellandosi al suo diritto costituzionale di non testimoniare contro se stesso.

Lo stesso giorno, il 21 aprile, i media filo-governativi RIA-novosti e Forpost hanno pubblicato notizie simili, intitolate: «A San Pietroburgo sono stati scoperti studenti con opinioni radicali di sinistra» e «Tra gli studenti della SPbSU sono stati individuati seguaci del trotskismo». Queste pubblicazioni contenevano insinuazioni secondo cui gli studenti che avevano organizzato la performance con la Minerva sarebbero «disoccupati e mantenuti dai loro ricchi genitori» ed appartenenti a un gruppo trotskista chiamato “Rabočaja vlast’” (in russo: Potere operaio). Si affermava inoltre che, secondo la presunta testimonianza di Artëm Pron’ko, l’organizzazione fosse controllata da una sede centrale nel Regno Unito. Due giorni dopo Artëm ha rilasciato una dichiarazione pubblica, sostenendo che il 9 aprile non era stato interrogato né aveva fornito alcuna testimonianza alla polizia, smentendo che le insinuazioni pubblicate da Forpost e RIA-Novosti fossero basate sulle sue parole.

I due studenti sono stati giudicati separatamente: Artëm Pron’ko il 5 maggio è stato condannato a una multa; Stepan Timofeev il 23 aprile — a un arresto amministrativo di tre giorni, compresi i due già trascorsi in custodia cautelare. Durante il processo contro Stepan, l’ispettore incaricato ha ammesso di aver avviato le indagini sulla base di una segnalazione del Centro per la lotta all’estremismo (Centro E).

Il 15 maggio la polizia ha perquisito gli appartamenti di diversi studenti e ne ha arrestato uno — Garri Azarjan, 23 anni, cittadino kazako, studente della SPbSU e attivista dell’organizzazione “Rabočaja vlast’” sopra menzionata. È stato accusato di giustificazione del terrorismo e rischia ora una condanna fino a 7 anni di carcere. La base dell’accusa è la registrazione di un discorso tenuto durante una riunione di attivisti di “Rabočaja vlast’” di quest’inverno. In risposta all’arresto di Garri Azarjan, questa organizzazione ha proclamato l’autoscioglimento il 22 maggio. Garri Azarjan resterà in custodia fino al 14 luglio.

Ivan Loch — un altro attivista della ormai sciolta “Rabočaja vlast’”, che si definisce politicamente trotskista, è stato arrestato dal Servizio di sicurezza federale (FSB) alla stazione ferroviaria Moskovskij di San Pietroburgo insieme alla sua compagna Mar’ja il 26 maggio, e interrogato dal Comitato investigativo. Successivamente il loro appartamento è stato perquisito. Sono stati rilasciati lo stesso giorno. La coppia è ora coinvolta nel procedimento penale contro Azarjan in qualità di testimoni.

Mentre alcuni media borghesi cercavano di trasformare in uno spauracchio gli studenti che condividono idee politiche di sinistra e organizzano attività di protesta, altri hanno sfruttato il procedimento giudiziario per paragonarlo alla lotta che il governo sovietico condusse contro i reali terroristi e sabotatori trotskisti negli anni ’30.

La campagna repressiva contro gli studenti non è ancora conclusa. L’aggiornamento più recente è che Artëm Pron’ko è stato espulso dalla SPbSU il 1° giugno, per via della sua condanna amministrativa. Fin dalla sua detenzione del 9 aprile, Artëm ha negato la propria partecipazione alla performance con la Minerva, dichiarando che al momento dell’evento stava seguendo una lezione in un’altra parte della città.

Questo è un altro caso di azioni repressive provocatorie e brutali del regime capitalista russo contro chi si considera comunista. Il precedente caso — quello del circolo marxista di Ufa — non è ancora concluso: arrestati nel 2022 e accusati di terrorismo, i membri del circolo stanno ancora affrontando il processo. Essendo ufficialmente registrati come estremisti e terroristi dalle autorità russe, sono tuttora in carcere.

Articolo precedente

L’opposizione operaia alla “motosega” e ai suoi ...

Articolo successivo

Vita politica internazionale – Quarantunesimo numero

0
Condiviso
  • 0
  • +
  • 0
  • 0
  • 0
  • 0

Redazione

Articoli correlati Altri articoli dell'autore

  • Sulla resistenza comunista nel campo di concentramento di Buchenwald 1937-1945
    VPI - Articoli

    Sulla resistenza comunista nel campo di concentramento di Buchenwald 1937-1945

    27/04/2025
    Di Redazione
  • Contro il riarmo: costruire l'opposizione operaia
    VPI - Articoli

    Contro il riarmo: costruire l’opposizione operaia

    27/04/2025
    Di Redazione
  • Ci sarà poesia dopo Gaza?
    VPI - Articoli

    Ci sarà poesia dopo Gaza?

    12/10/2025
    Di Redazione
  • "Il giorno dopo" nella Striscia di Gaza è già arrivato: uccisioni, privatizzazione degli aiuti, fame per la popolazione e pulizia etnica
    VPI - Articoli

    “Il giorno dopo” nella Striscia di Gaza è già arrivato: uccisioni, privatizzazione degli aiuti, fame per la popolazione e pulizia ...

    08/06/2025
    Di Redazione
  • Il ruolo delle Filippine nel conflitto tra USA e Cina
    VPI - Articoli

    Il ruolo delle Filippine nel conflitto tra USA e Cina

    16/03/2025
    Di Redazione
  • Dal bagno di sangue alla Riviera di Trump: basta con le sofferenze a Gaza
    VPI - Articoli

    Dal bagno di sangue alla Riviera di Trump: basta con le sofferenze a Gaza

    30/03/2025
    Di Redazione

Ti potrebbe interessare

  • Notizie dal mondo

    LA CORTE COSTITUZIONALE TEDESCA CONTRO LA BCE, NUOVE MINACCE SULLE MISURE ANTICRISI

  • bandiere accordi di abramo oppressione sionista causa palestinese
    Notizie dal mondo

    La “normalizzazione” dell’oppressione sionista per liquidare la causa palestinese

  • Rassegna operaia

    Il SI COBAS in piazza a Napoli il 5 novembre: “Portare avanti un percorso virtuoso e che rompa gli schemi”, intervista a Tiziano Loreti

Leggi anche…

Covid19 medico

Sanità Lazio. Non siamo “eroi”: paghiamo il prezzo di tagli e privatizzazioni

17/04/2020 | By Redazione

Il 5 novembre a Napoli: la ricomposizione di classe passa per la lotta alla concertazione sindacale. Intervista a Massimo Betti SGB

02/11/2022 | By Redazione

L’attività del Comitato Romano AEC contro lo strapotere delle cooperative e la sordità delle istituzioni

15/12/2020 | By Redazione
Vertenza Italpizza

Italpizza: il volto dello stato e dei padroni nella lotta contro i lavoratori

28/09/2020 | By Redazione

seguici:

  Facebook  Instagram  Twitter

contattaci:

  Contattaci
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia. Possono dunque esserne ripresi altrove i contenuti: basta citarne la fonte. "L'Ordine Nuovo" è un sito web di informazione indipendente e non rappresenta una testata giornalistica ai sensi della legge 62/2001. Qualora le notizie o le immagini pubblicate violassero eventuali diritti d’autore, basta che ci scriviate e saranno immediatamente rimosse.