L'Ordine Nuovo

Menu superiore

Menu principale

  • Rassegna operaia
  • Capitale/lavoro
  • Classe e partito
  • Internazionale
    • Notizie dal mondo
    • Imperialismo
    • Vita politica internazionale
  • Politica
  • Terza pagina
    • Film e TV
    • Libri
    • Musica
    • Pillole di storia
    • Storia di classe
    • Manifesti
  • Tribuna
  • Speciali
    • Centenario PCdI
    • Lenin 150
    • Rivista Comunista Internazionale

logo

L'Ordine Nuovo

  • Rassegna operaia
  • Capitale/lavoro
  • Classe e partito
  • Internazionale
    • Notizie dal mondo
    • Imperialismo
    • Vita politica internazionale
  • Politica
  • Terza pagina
    • Film e TV
    • Libri
    • Musica
    • Pillole di storia
    • Storia di classe
    • Manifesti
  • Tribuna
  • Speciali
    • Centenario PCdI
    • Lenin 150
    • Rivista Comunista Internazionale
  • Il nuovo apparato europeo della “lotta alla disinformazione”: la censura al servizio della guerra imperialista

  • Calabria: i lavoratori del turismo iniziano a rompere il silenzio

  • Non chiamiamoli incidenti. Sono omicidi sul lavoro

  • Venezuela: non chiamatelo tradimento

  • DDL Antisemitismo: la mossa del governo per tappare la bocca al movimento in sostegno della Palestina

  • Bloccato il conto della missione medica cubana: un attacco al socialismo e alla salute dei calabresi

  • Il doppio gioco di Gualtieri sulla pelle degli occupanti di “Spin Time”

  • Nessuna ricostruzione, solo profitti e speculazione: a dieci anni dal terremoto del Centro Italia

  • La rivolta delle blatte in India

  • Le riforme elettorali e la falsa democrazia del capitale

VPI - Articoli
Home›VPI - Articoli›Repressione contro gli studenti affiliati al marxismo

Repressione contro gli studenti affiliati al marxismo

Di Redazione
31/08/2025
474
0
Condividi:

Dall’Unione Comunista Rivoluzionaria della Gioventù (bolscevica) (RKSM(b), Russia)
7 luglio 2025
Link all’originale

 

Il 24 marzo un fantoccio raffigurante Minerva, dea romana della saggezza e della giustizia, è stato trovato impiccato per il collo al monumento al conte Uvarov, di fronte al palazzo dei Dodici Collegi a San Pietroburgo. La bambola era vestita con un drappo e impugnava una lancia. In mano alla Minerva vi era un biglietto con la scritta “La scienza è morta”.

Con questa performance artistica, un gruppo di studenti dell’Università Statale di San Pietroburgo (SPbSU) ha manifestato il proprio dissenso riguardo alle politiche sociali, accademiche e amministrative dell’amministrazione universitaria. Per la comunicazione pubblica, gli studenti hanno creato un canale Telegram chiamato “Dipartimento delle Relazioni con l’Amministrazione”, in cui hanno avanzato le seguenti richieste:

  • ripristinare le regole di ammissione alle matricole come erano nel 2024;
  • non togliere i benefici agli studenti;
  • non sfrattare gli studenti dai dormitori in agosto;
  • ridurre i prezzi dei dormitori;
  • aumentare le borse di studio mensili fino a 19.000 rubli;
  • piena autonomia ai sindacati studenteschi;
  • restituire la statua del Genio Alato.

Per chiarire l’ultimo punto al lettore, il Genio Alato si trovava di fronte alle Dodici Collegi dal 2007 al 2023, quando fu sostituito dalla statua del conte Uvarov. Il Genio Alato simboleggiava il desiderio di istruzione: un giovane alato con una corona d’alloro, la fiaccola della conoscenza in mano, proteso verso l’alto, verso il cielo. Il conte Uvarov, invece, ministro imperiale dell’istruzione, fu un noto politico reazionario, padrino dell’ideologia “Ortodossia, Autocrazia e Nazionalità” sotto l’imperatore Nicola I. Il simbolismo di questa sostituzione è pertinente alle tragiche tendenze di decadimento dell’istruzione, delle istituzioni democratiche e dei diritti degli studenti in Russia, che costituirebbe una storia a sé. In risposta all’azione degli studenti, i servizi di sicurezza e i media filogovernativi hanno scatenato una caccia alle streghe.

Direttamente da una lezione universitaria, lo studente Artëm Pron’ko — attivista del Comitato Sociale del sindacato studentesco — è stato arrestato il 9 aprile. È stato accusato di violazione amministrativa della legge, precisamente per aver partecipato a una “manifestazione pubblica non autorizzata”. Questa è stata, secondo l’accusa, la qualifica attribuita alla performance con la Minerva impiccata. Il giorno successivo è stato rilasciato dal tribunale, ma non assolto dalle accuse. La successiva udienza era fissata al 5 maggio. In seguito, il 12 aprile, il “Dipartimento delle Relazioni con l’Amministrazione” ha pubblicato un messaggio di solidarietà e sostegno ad Artëm, dichiarando che quest’ultimo non era coinvolto nella performance pubblica con la Minerva.

Prima che si svolgesse l’udienza successiva, il 21 aprile, con le stesse accuse è stato arrestato un altro giovane — Stepan Timofeev, studente dell’Università Elettrotecnica di San Pietroburgo “LETI”. È stato trattenuto in custodia per due giorni in attesa dell’udienza. Stepan ha rifiutato di fornire qualsiasi testimonianza, appellandosi al suo diritto costituzionale di non testimoniare contro se stesso.

Lo stesso giorno, il 21 aprile, i media filo-governativi RIA-novosti e Forpost hanno pubblicato notizie simili, intitolate: «A San Pietroburgo sono stati scoperti studenti con opinioni radicali di sinistra» e «Tra gli studenti della SPbSU sono stati individuati seguaci del trotskismo». Queste pubblicazioni contenevano insinuazioni secondo cui gli studenti che avevano organizzato la performance con la Minerva sarebbero «disoccupati e mantenuti dai loro ricchi genitori» ed appartenenti a un gruppo trotskista chiamato “Rabočaja vlast’” (in russo: Potere operaio). Si affermava inoltre che, secondo la presunta testimonianza di Artëm Pron’ko, l’organizzazione fosse controllata da una sede centrale nel Regno Unito. Due giorni dopo Artëm ha rilasciato una dichiarazione pubblica, sostenendo che il 9 aprile non era stato interrogato né aveva fornito alcuna testimonianza alla polizia, smentendo che le insinuazioni pubblicate da Forpost e RIA-Novosti fossero basate sulle sue parole.

I due studenti sono stati giudicati separatamente: Artëm Pron’ko il 5 maggio è stato condannato a una multa; Stepan Timofeev il 23 aprile — a un arresto amministrativo di tre giorni, compresi i due già trascorsi in custodia cautelare. Durante il processo contro Stepan, l’ispettore incaricato ha ammesso di aver avviato le indagini sulla base di una segnalazione del Centro per la lotta all’estremismo (Centro E).

Il 15 maggio la polizia ha perquisito gli appartamenti di diversi studenti e ne ha arrestato uno — Garri Azarjan, 23 anni, cittadino kazako, studente della SPbSU e attivista dell’organizzazione “Rabočaja vlast’” sopra menzionata. È stato accusato di giustificazione del terrorismo e rischia ora una condanna fino a 7 anni di carcere. La base dell’accusa è la registrazione di un discorso tenuto durante una riunione di attivisti di “Rabočaja vlast’” di quest’inverno. In risposta all’arresto di Garri Azarjan, questa organizzazione ha proclamato l’autoscioglimento il 22 maggio. Garri Azarjan resterà in custodia fino al 14 luglio.

Ivan Loch — un altro attivista della ormai sciolta “Rabočaja vlast’”, che si definisce politicamente trotskista, è stato arrestato dal Servizio di sicurezza federale (FSB) alla stazione ferroviaria Moskovskij di San Pietroburgo insieme alla sua compagna Mar’ja il 26 maggio, e interrogato dal Comitato investigativo. Successivamente il loro appartamento è stato perquisito. Sono stati rilasciati lo stesso giorno. La coppia è ora coinvolta nel procedimento penale contro Azarjan in qualità di testimoni.

Mentre alcuni media borghesi cercavano di trasformare in uno spauracchio gli studenti che condividono idee politiche di sinistra e organizzano attività di protesta, altri hanno sfruttato il procedimento giudiziario per paragonarlo alla lotta che il governo sovietico condusse contro i reali terroristi e sabotatori trotskisti negli anni ’30.

La campagna repressiva contro gli studenti non è ancora conclusa. L’aggiornamento più recente è che Artëm Pron’ko è stato espulso dalla SPbSU il 1° giugno, per via della sua condanna amministrativa. Fin dalla sua detenzione del 9 aprile, Artëm ha negato la propria partecipazione alla performance con la Minerva, dichiarando che al momento dell’evento stava seguendo una lezione in un’altra parte della città.

Questo è un altro caso di azioni repressive provocatorie e brutali del regime capitalista russo contro chi si considera comunista. Il precedente caso — quello del circolo marxista di Ufa — non è ancora concluso: arrestati nel 2022 e accusati di terrorismo, i membri del circolo stanno ancora affrontando il processo. Essendo ufficialmente registrati come estremisti e terroristi dalle autorità russe, sono tuttora in carcere.

Articolo precedente

L’opposizione operaia alla “motosega” e ai suoi ...

Articolo successivo

Vita politica internazionale – Quarantunesimo numero

0
Condiviso
  • 0
  • +
  • 0
  • 0
  • 0
  • 0

Redazione

Articoli correlati Altri articoli dell'autore

  • Sulle rivolte degli immigrati negli Stati Uniti
    VPI - Articoli

    Sulle rivolte degli immigrati negli Stati Uniti

    22/06/2025
    Di Redazione
  • L'egemonia proletaria nella lotta antimperialista
    VPI - Articoli

    L’egemonia proletaria nella lotta antimperialista

    17/08/2025
    Di Redazione
  • Quale via d’uscita dall’inferno di Trump? Liberale, socialdemocratica o comunista?
    VPI - Articoli

    Quale via d’uscita dall’inferno di Trump? Liberale, socialdemocratica o comunista?

    31/08/2025
    Di Redazione
  • Dopo le elezioni federali, oggi come ieri, continua la lotta di classe
    VPI - Articoli

    Dopo le elezioni federali, oggi come ieri, continua la lotta di classe

    16/03/2025
    Di Redazione
  • Aspetti della lotta all'interno del movimento contro la guerra imperialista e in solidarietà con il popolo palestinese
    VPI - Articoli

    Aspetti della lotta all’interno del movimento contro la guerra imperialista e in solidarietà con il popolo palestinese

    17/08/2025
    Di Redazione
  • Vertice NATO: fermare la macchina da guerra! Fuori i Paesi Bassi dalla NATO, fuori la NATO dai Paesi Bassi!
    VPI - Articoli

    Vertice NATO: fermare la macchina da guerra! Fuori i Paesi Bassi dalla NATO, fuori la NATO dai Paesi Bassi!

    22/06/2025
    Di Redazione

Ti potrebbe interessare

  • Sul ruolo dell'imperialismo nel transfemminicidio e nella LGBT+fobia in Francia e nel resto del mondo
    VPI - Articoli

    Sul ruolo dell’imperialismo nel transfemminicidio e nella LGBT+fobia in Francia e nel resto del mondo

  • La guerra degli Stati Uniti contro i palestinesi e la lotta per opporsi ad essa
    VPI - Articoli

    La guerra degli Stati Uniti contro i palestinesi e la lotta per opporsi ad essa

  • Classe e partito

    Editoriale del 1 maggio

Leggi anche…

Valids Dombrovskis

La spada di Damocle dei vincoli europei sulla ripresa economica

05/07/2020 | By Domenico Moro
sciopero braccianti 21 maggio

Come è andato lo sciopero dei braccianti

23/05/2020 | By Redazione

Cuba: i danni dell’embargo ed i successi del sistema cubano

03/11/2020 | By Redazione
Coronavirus

Crisi del neoliberismo e della globalizzazione come manifestazione della crisi del capitalismo. I cambiamenti epocali del post pandemia

17/11/2020 | By Domenico Moro

seguici:

  Facebook  Instagram  Twitter

contattaci:

  Contattaci
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia. Possono dunque esserne ripresi altrove i contenuti: basta citarne la fonte. "L'Ordine Nuovo" è un sito web di informazione indipendente e non rappresenta una testata giornalistica ai sensi della legge 62/2001. Qualora le notizie o le immagini pubblicate violassero eventuali diritti d’autore, basta che ci scriviate e saranno immediatamente rimosse.