L'Ordine Nuovo

Menu superiore

Menu principale

  • Rassegna operaia
  • Capitale/lavoro
  • Classe e partito
  • Internazionale
    • Notizie dal mondo
    • Imperialismo
    • Vita politica internazionale
  • Politica
  • Terza pagina
    • Film e TV
    • Libri
    • Musica
    • Pillole di storia
    • Storia di classe
    • Manifesti
  • Tribuna
  • Speciali
    • Centenario PCdI
    • Lenin 150
    • Rivista Comunista Internazionale

logo

L'Ordine Nuovo

  • Rassegna operaia
  • Capitale/lavoro
  • Classe e partito
  • Internazionale
    • Notizie dal mondo
    • Imperialismo
    • Vita politica internazionale
  • Politica
  • Terza pagina
    • Film e TV
    • Libri
    • Musica
    • Pillole di storia
    • Storia di classe
    • Manifesti
  • Tribuna
  • Speciali
    • Centenario PCdI
    • Lenin 150
    • Rivista Comunista Internazionale
  • Calabria: i lavoratori del turismo iniziano a rompere il silenzio

  • Non chiamiamoli incidenti. Sono omicidi sul lavoro

  • Venezuela: non chiamatelo tradimento

  • DDL Antisemitismo: la mossa del governo per tappare la bocca al movimento in sostegno della Palestina

  • Bloccato il conto della missione medica cubana: un attacco al socialismo e alla salute dei calabresi

  • Il doppio gioco di Gualtieri sulla pelle degli occupanti di “Spin Time”

  • Nessuna ricostruzione, solo profitti e speculazione: a dieci anni dal terremoto del Centro Italia

  • La rivolta delle blatte in India

  • Le riforme elettorali e la falsa democrazia del capitale

  • Novant’anni dal golpe fascista in Spagna: l’antifascismo è lotta di classe

Vita politica internazionale
Home›Vita politica internazionale›Vita politica internazionale – Quarantunesimo numero

Vita politica internazionale – Quarantunesimo numero

Di Redazione
31/08/2025
659
0
Condividi:

Questo nuovo numero della nostra rassegna stampa internazionale si apre con l’appello della Federazione Sindacale Mondiale per la Giornata Internazionale di Azione per la Pace del 1° settembre, contro la guerra, le spese militari e la collaborazione dei lavoratori nell’economia bellica. 

L’articolo del Partito Comunista di Grecia denuncia i “mercanteggi” sull’Ucraina, volti a spartirsi i territori durante il recente vertice tra Trump e Putin in Alaska: la pace imperialista sarà fragile e rischia di aggravare lo scontro, così come, in passato, gli Accordi di Minsk avrebbero dovuto impedire la guerra, ma sono diventati invece una delle cause scatenanti.

I comunisti statunitensi nel loro articolo analizzano le principali “vie d’uscita” dall’era Trump che vengono discusse nel dibattito pubblico: di fronte allo scivolamento verso il fascismo e alla disintegrazione politica, conseguenze di una profonda crisi economica, le soluzioni liberali e socialdemocratiche, che continuano ad attrarre parte della classe operaia degli USA, risultano del tutto inefficaci e fuorvianti.

In Svezia, da un anno entrata nella NATO, si intensifica la propaganda bellica: oltre agli apparati statali come l’esercito, anche tutto il campo dei partiti del sistema in un modo o nell’altro si allinea al consenso bellicista, anche il Partito della Sinistra (parte della Sinistra Europea). I compagni svedesi invitano all’uscita dalla contrapposizione tra l’“asse del bene” (NATO) e quello del “male” (il nemico del momento) rilanciando la parola d’ordine “nessuna guerra se non quella di classe!” 

L’articolo dei compagni argentini sottolinea come il piano economico di Milei, la sua “motosega” stia scricchiolando oramai, ma la risposta popolare tarda a farsi sentire: il movimento operaio soffre in particolare di mancanza di direzione politica, di mancanza del Partito Comunista. La questione è particolarmente rilevante oggi quando l’opposizione peronista, forte del vittimismo (tutt’altro che meritato) dovuto all’arresto della Kirchner, torna alla ribalta come “via d’uscita” e alternativa possibile, mentre, secondo le stesse ammissioni dei peronisti, le politiche di Milei devono essere portate avanti e rafforzate. 

In chiusura, una testimonianza dalla Russia, che durante la guerra ha visto ancora più intensificarsi la repressione verso i comunisti (mentre il filosofo fascista Ivan Il’in viene glorificato…). In particolare i compagni della gioventù bolscevica russa raccontano degli episodi di repressione contro l’attivismo studentesco e marxista nell’Università di San Pietroburgo, con studenti arrestati e accusati addirittura di terrorismo: una realtà, quella della stretta repressiva legata alla guerra imperialista, che contrasta con l’utilizzo strumentale e svuotato di contenuto, da parte del governo, dell’immaginario legato all’eredità sovietica. 

Buona lettura.

Dichiarazione sulla Giornata Internazionale di Azione dei Sindacati per la Pace

  • Federazione Sindacale Mondiale (FSM-WFTU): Dichiarazione sulla Giornata Internazionale di Azione dei Sindacati per la Pace
    Apriamo questo numero della rassegna stampa sul tema della guerra, con l’appello della FSM che chiama i sindacati di classe a mobilitarsi il 1° settembre 2025 per la Giornata Internazionale di Azione per la Pace, denunciando le guerre imperialiste, l’aumento vertiginoso delle spese militari e il sostegno fornito dai sindacati collaborazionisti. La FSM esige la fine immediata dei conflitti in Ucraina, Palestina, Yemen, Sudan e Medio Oriente, la dissoluzione della NATO, l’abolizione delle armi nucleari e il rispetto della sovranità dei popoli. Rivendica che le risorse vadano a salute, istruzione e welfare, non alla guerra, e invita i lavoratori a rifiutare ogni collaborazione con l’economia bellica.

Accordi imperialistici per l’Ucraina: quando parlano di pace, gli ordini di mobilitazione sono già stati firmati…

  • Partito Comunista di Grecia (KKE): Accordi imperialistici per l’Ucraina: quando parlano di pace, gli ordini di mobilitazione sono già stati firmati…
    Sempre sul tema della guerra imperialista, l’articolo del KKE analizza i negoziati in corso sull’Ucraina, denunciandoli come parte integrante delle rivalità imperialiste. La “pace” proposta non è alternativa alla guerra, ma un momento della stessa logica capitalista, volta alla spartizione di risorse, territori e mercati. Gli Stati Uniti cercano di chiudere il fronte ucraino per concentrare le forze contro la Cina, offrendo compromessi temporanei alla Russia, mentre l’UE punta a contenere Mosca per affrontare l’ascesa cinese. I cosiddetti “accordi di sicurezza” rischiano di intensificare lo scontro, come già accaduto con il fallimento degli Accordi di Minsk. La Russia ha guadagnato vantaggi militari sul terreno, e l’Europa non ha i mezzi per sostenere a lungo l’Ucraina. Anche la Grecia è coinvolta nei piani NATO ed euro-atlantici, esponendo il popolo a pericoli per difendere gli interessi della propria borghesia. La conclusione è chiara: guerra e pace imperialista sono due facce dello stesso capitalismo.

Quale via d’uscita dall’inferno di Trump? Liberale, socialdemocratica o comunista?

  • Piattaforma Comunista Operaia degli USA (CWPUSA): Quale via d’uscita dall’inferno di Trump? Liberale, socialdemocratica o comunista?
    L’articolo dei comunisti statunitensi delinea le possibili strategie della classe operaia statunitense di fronte al regime di Donald Trump, descritto come una forma di repubblica capitalista in rapido slittamento verso il fascismo. Vengono ricordati gli episodi storici di repressione negli USA e si sottolinea come la repubblica capitalista alterni democrazia borghese e fascismo senza mai mettere in discussione il dominio della classe capitalista. Per gli Stati Uniti oramai si tratta di disintegrazione politica ed economica, aggravata dalla stagnazione dell’accumulazione capitalistica e dal declino del predominio globale. Vengono analizzate tre opzioni: la strategia liberale, che punta a restaurare la democrazia borghese attraverso il Partito Democratico; quella socialdemocratica, che confida in riforme e nel “socialismo di mercato” dei DSA; e infine quella comunista, che propone la costruzione di un partito rivoluzionario capace di guidare la classe operaia verso la distruzione dello Stato capitalista e l’istituzione di un’economia socialista pianificata.

La produzione ideologica degli allarmisti bellici – dall’esercito al Partito della Sinistra

  • Partito Comunista di Svezia (SKP): La produzione ideologica degli allarmisti bellici – dall’esercito al Partito della Sinistra
    Sempre sul tema della guerra imperialista incombente, l’articolo del SKP denuncia come in Svezia si stia costruendo un consenso bellicista attraverso la propaganda statale, militare e dei partiti principali. Governo, partiti del sistema, sindacati e media presentano la guerra come inevitabile e la NATO come unica difesa, mentre Russia, Cina o il “terrorismo islamico” diventano il nemico da combattere. L’esercito e l’equivalente della Protezione Civile rafforzano sia le capacità militari sia l’ideologia della difesa totale, mentre i partiti, dal centro alla sinistra, sostengono l’aumento del bilancio militare e la partecipazione alla NATO, facendo apparire minime differenze tra loro. La resistenza è debole: sindacati e movimenti pacifisti si limitano a inviti simbolici alla preparazione o a richiami al diritto internazionale, inefficaci di fronte alla logica del capitale. L’unica vera opposizione consiste nell’analizzare la guerra come conflitto tra potenze economiche, dove i popoli sono carne da cannone, e nell’alternativa del socialismo come strumento per una pace reale.

L’opposizione operaia alla “motosega” e ai suoi alleati

  • Partito Comunista Argentino (PCA): L’opposizione operaia alla “motosega” e ai suoi alleati
    In Argentina, il governo Milei attraversa difficoltà crescenti: la volatilità del dollaro e l’abbandono del carry trade da parte di JP Morgan mettono in crisi il suo piano economico, ricordando il crollo del 2018 sotto Macri. Parallelamente, la conflittualità sociale aumenta con mobilitazioni quotidiane, blocchi stradali e repressioni, ma l’assenza di unità operaia e di un Partito Comunista forte impedisce un contrattacco efficace. La riforma del lavoro, sostenuta nei fatti anche dal principale sindacato, punta a ridurre diritti e facilitare licenziamenti, aggravando la crisi sociale. Il vittimismo di Cristina Kirchner col suo arresto segna il ritorno del peronismo sulla scena, ma come “opposizione” collaborazionista che prepara il terreno a nuove riforme capitalistiche. Secondo il PCA, né Milei né il peronismo offrono soluzioni ai lavoratori: entrambi garantiscono la continuità del sistema. L’unica via è costruire un’opposizione operaia e popolare, guidata da un Partito Comunista forte, capace di organizzare le lotte e dirigere il Paese nell’interesse delle maggioranze.

Repressione contro gli studenti affiliati al marxismo

  • Unione Comunista Rivoluzionaria della Gioventù (bolscevica) (RKSM(b), Russia): Repressione contro gli studenti affiliati al marxismo
    In chiusura di questo numero della rassegna stampa, torniamo sul tema della repressione con la difficile situazione in Russia. L’articolo della gioventù comunista russa descrive la crescente repressione del governo nei confronti degli studenti e giovani attivisti affiliati al marxismo. Viene evidenziato come le autorità utilizzino strumenti legali e mediatici per criminalizzare qualsiasi forma di dissenso politico o culturale all’interno delle università, presentando gli studenti come estremisti o terroristi. La pressione si manifesta attraverso arresti, processi amministrativi, perquisizioni e campagne di delegittimazione sui media filogovernativi. Gli studenti colpiti sono spesso accusati di aver partecipato ad attività politiche o culturali di opposizione, anche in modo simbolico o artistico, e sono soggetti a condanne, espulsioni o procedure giudiziarie prolungate. L’articolo sottolinea inoltre come la repressione non sia isolata, ma parte di un più ampio apparato di controllo sociale e ideologico, volto a scoraggiare la mobilitazione giovanile e a reprimere la diffusione di idee marxiste e di sinistra. Contrariamente a quanto sostiene la narrazione opportunista, che la Russia faccia parte di un supposto “fronte antimperialista”, e che in qualche modo per certi versi erediti il ruolo dell’Unione Sovietica, l’uso del tutto strumentale del passato sovietico in Russia si somma con la spietata repressione dei comunisti; questo da parte di una classe politica direttamente collegata con chi ha illegalmente rovesciato il potere sovietico.
TagArgentinacomunismofascismoFederazione Sindacale MondialeguerraimperialismolavoratoriMileimovimento comunista internazionaleNATOpacePartito Comunista ArgentinoPartito Comunista di GreciaPartito Comunista di SveziaPiattaforma Comunista Operaia degli USAPropagandarepressioneRussiasindacatosocialdemocraziaStati UnitistudentiTrumpUcrainaUnione Comunista Rivoluzionaria della Gioventù (bolscevica)
Articolo precedente

Repressione contro gli studenti affiliati al marxismo

Articolo successivo

La violenza del sistema contro le donne ...

0
Condiviso
  • 0
  • +
  • 0
  • 0
  • 0
  • 0

Redazione

Articoli correlati Altri articoli dell'autore

  • Sciopero Almaviva
    Capitale/lavoro

    Dopo lo sciopero, Almaviva costretta a scendere a patti

    24/03/2021
    Di Redazione
  • Vita politica internazionale

    Vita politica internazionale – Decimo numero

    01/08/2021
    Di Redazione
  • Vita Politica Internazionale – Ventottesimo numero
    Vita politica internazionale

    Vita politica internazionale – Ventottesimo numero

    02/03/2025
    Di Redazione
  • XV vertice dei BRICS: si acuisce la competizione economica mondiale
    Notizie dal mondoPolitica

    XV vertice dei BRICS: si acuisce la competizione economica mondiale

    27/08/2023
    Di Redazione
  • Decreto Sicurezza: non solo repressione. La saldatura reazionaria tra la destra e l'apparato coercitivo dello Stato
    Politica

    Decreto Sicurezza: non solo repressione. La saldatura reazionaria tra la destra e l’apparato coercitivo dello Stato

    27/04/2025
    Di Redazione
  • Rassegna operaia

    Le aziende di call center approfittano della crisi: la denuncia di un lavoratore.

    05/05/2020
    Di Redazione

Ti potrebbe interessare

  • Raccolta rifiuti
    Rassegna operaia

    Operatori ecologici: una categoria essenziale abbandonata al suo destino

  • Capitale/lavoro

    Lo sviluppo capitalistico e la diffusione delle epidemie

  • Capitale/lavoro

    Lo stato di emergenza e i tentacoli del privato: un aggiornamento sulla sanità calabrese

Leggi anche…

Viabilità in Calabria e Sicilia: la modernità non passa dal Ponte

25/08/2025 | By Domenico Cortese

“Eco dell’invisibile”: un evento per rilanciare l’arte militante

07/10/2024 | By Domenico Cortese

Bloccato il conto della missione medica cubana: un attacco al socialismo e alla salute dei calabresi

01/09/2026 | By Giaime Ugliano
Calabria: i lavoratori del turismo iniziano a rompere il silenzio

Calabria: i lavoratori del turismo iniziano a rompere il silenzio

08/10/2026 | By Domenico Cortese

seguici:

  Facebook  Instagram  Twitter

contattaci:

  Contattaci
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia. Possono dunque esserne ripresi altrove i contenuti: basta citarne la fonte. "L'Ordine Nuovo" è un sito web di informazione indipendente e non rappresenta una testata giornalistica ai sensi della legge 62/2001. Qualora le notizie o le immagini pubblicate violassero eventuali diritti d’autore, basta che ci scriviate e saranno immediatamente rimosse.