L'Ordine Nuovo

Menu superiore

Menu principale

  • Rassegna operaia
  • Capitale/lavoro
  • Classe e partito
  • Internazionale
    • Notizie dal mondo
    • Imperialismo
    • Vita politica internazionale
  • Politica
  • Terza pagina
    • Film e TV
    • Libri
    • Musica
    • Pillole di storia
    • Storia di classe
    • Manifesti
  • Tribuna
  • Speciali
    • Centenario PCdI
    • Lenin 150
    • Rivista Comunista Internazionale

logo

L'Ordine Nuovo

  • Rassegna operaia
  • Capitale/lavoro
  • Classe e partito
  • Internazionale
    • Notizie dal mondo
    • Imperialismo
    • Vita politica internazionale
  • Politica
  • Terza pagina
    • Film e TV
    • Libri
    • Musica
    • Pillole di storia
    • Storia di classe
    • Manifesti
  • Tribuna
  • Speciali
    • Centenario PCdI
    • Lenin 150
    • Rivista Comunista Internazionale
  • La rivolta delle blatte in India

  • Le riforme elettorali e la falsa democrazia del capitale

  • Novant’anni dal golpe fascista in Spagna: l’antifascismo è lotta di classe

  • Istanbul si solleva contro la NATO: «Non permetteremo che questo Paese ospiti in silenzio un Vertice della NATO»

  • Prosegue la riforma militare: nuovi corpi e una delega al governo

  • L’Albania non si vende

  • La maschera della “remigrazione” per celare il razzismo e alimentare la guerra tra poveri

  • Festa dei padroni. Il decreto primo maggio della Meloni

  • Estensione della Legge anti-sciopero: la nuova beffa per i lavoratori

  • Ingannare i lavoratori e allontanare l’alternativa. I casi di AVS e Rifondazione Comunista

Classe e partito
Home›Classe e partito›La vittoria del “NO” e il bisogno di un’alternativa comunista autorevole

La vittoria del “NO” e il bisogno di un’alternativa comunista autorevole

Di Riccardo Beschi
30/03/2026
1038
0
Condividi:

La vittoria del “NO” al referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo rappresenta un vero e proprio schiaffo al governo Meloni. Un esito tutt’altro che scontato, soprattutto alla luce della propaganda martellante che ha accompagnato la campagna per il “SÌ”. Questo risultato, insieme alle mobilitazioni autunnali, mette in evidenza un profondo scollamento tra una parte maggioritaria del Paese da un lato e le politiche guerrafondaie e repressive del governo e degli stessi partiti dell’opposizione parlamentare dall’altro.

Sono anche i numeri a suggerire come lo stesso fronte del “NO” sia stato composto, per una buona fetta, da persone che alle scorse elezioni politiche ed europee si erano astenute. Se, infatti, oggi l’opposizione varrebbe circa il 38% alle urne, con un’affluenza che si prospetta più o meno uguale a quella del referendum appena fatto, e se è vero che almeno un decimo dei suoi elettori ha addirittura votato “Sì”, allora quel 53% di “NO” è per almeno 15-20 punti percentuali frutto di chi non si identifica in nessuno dei due schieramenti borghesi.Se, nel caso delle mobilitazioni per la Palestina, il centrosinistra non è stato in grado di intercettare quel malessere — anche a causa di una posizione su guerra e Medio Oriente difficilmente conciliabile con chi riconosce il diritto del popolo palestinese alla lotta — nel caso del referendum emerge, invece, il rischio opposto: che questa vittoria venga recuperata, svuotata e normalizzata proprio da quel campo politico che, negli anni, ha aperto la strada alla destra. Un centrosinistra che, tanto a livello locale quanto nazionale, ha governato nel segno di politiche antipopolari: non ci si può dimenticare, infatti, che il PD e le sue coalizioni sono stati i primi responsabili di politiche reazionarie come il taglio dei fondi alla sanità pubblica, il taglio ai finanziamenti degli enti locali, lo smantellamento dei diritti dei lavoratori, la partecipazione diretta o indiretta alle guerre imperialiste, i decreti di respinta e discriminazione dei migranti, i decreti repressivi contro chi manifesta. Tutte misure che, una volta legittimate “da sinistra”, la destra si è “limitata” ad estendere. 

Il 23 marzo, non appena i dati parziali hanno reso chiara la vittoria del “NO”, il centrosinistra — anche attraverso la rete “No Kings” — ha tentato di assorbire e intestarsi il risultato, promuovendo mobilitazioni di piazza per chiedere le dimissioni del governo. Il corteo tenutosi nella capitale ha visto la partecipazione di segretari ed esponenti del M5S, di AVS e del PD, partito che peraltro aveva sostenuto solo parzialmente il “NO” e che ha un profilo relativamente basso durante la campagna referendaria.

Questo risultato elettorale, così come le piazze oceaniche in sostegno alla Palestina, dimostra che il governo non rappresenta neanche lontanamente gli interessi della maggioranza del Paese. In milioni sono scesi in strada e hanno scioperato affinché l’Italia smettesse di essere complice della guerra e del genocidio; molti altri hanno espresso un netto rifiuto di una riforma della giustizia autoritaria e repressiva, bocciando di fatto anche l’insieme delle politiche antipopolari del governo. Alla luce di questo, non è sbagliato rilanciare con forza la parola d’ordine “GOVERNO MELONI DIMISSIONI”.

Questo significa forse auspicare un governo dell’opposizione parlamentare? No di certo!
Se l’obiettivo è davvero sconfiggere la destra — sia quella dichiarata sia quella che si presenta sotto le vesti del centrosinistra — e far avanzare i diritti dei lavoratori contro sfruttamento, precarietà, guerra e devastazione, è necessario costruire, passo dopo passo, un’alternativa credibile. Una credibilità che non può nascere marciando al fianco di Conte, Schlein e Fratoianni.

Giuseppe Conte ha già gettato la maschera “pacifista” per riconoscere la “necessità” di un esercito comune europeo e del finanziamento della guerra in Ucraina, anche in vista della formazione della coalizione del campo largo

Dove governa, l’alleanza tra PD e AVS/SI continua, infatti, a favorire interessi opposti a quelli dei lavoratori, come a Roma dove la giunta Gualtieri ha concesso la  costruzione di uno studentato di lusso negli ex Mercati Generali, attraverso anche  capitali grondanti di sangue e provenienti da un fondo israeliano. Allo stesso modo, quando era alla guida della Regione Lazio, questo campo politico ha chiuso numerosi ospedali e presidi sanitari. Dai governi nazionali trainati dal PD, come abbiamo accennato, abbiamo ereditato molte leggi e provvedimenti allineati con le attuali politiche del governo, come l’abolizione dell’articolo 18 o il decreto Minniti., In questo scenario, non sono esenti da colpe neanche il  M5S e il suo capo politico Giuseppe Conte, promotore insieme alla Lega del primo decreto sicurezza, responsabile del record di armamenti venduti al governo di Israele, garante di una gestione della pandemia tutta a tutela degli interessi padronali. Senza dimenticare la partecipazione del M5S al governo Draghi, che ha assicurato il crollo dei salari reali dei lavoratori e i primi pacchetti di sostegno militare all’Ucraina. Come si può pensare di combattere la destra insieme a chi, negli anni, ha colpito duramente lavoratori e classi popolari, portando avanti politiche che vanno nella stessa direzione di quelle dell’attuale governo?

Individuati i nemici, quali sono dunque i nostri compiti? Come si costruisce un’alternativa comunista autorevole? È evidente che, nelle condizioni attuali, l’opzione comunista — nonostante le crescenti contraddizioni di un capitalismo sempre più in crisi — non abbia ancora un peso reale nella società. Vista così la situazione sembrerebbe disperata, ma in realtà ampio margine per creare un’opposizione di classe e combattiva. Fortunatamente, come abbiamo detto, il fronte per il “NO” non coincide con le forze politiche di opposizione,, e lo stesso vale per il movimento sceso in piazza per la Palestina in autunno. Questo è un piccolo patrimonio che può diventare una valanga per migliorare le condizioni di vita e frenare lo scivolamento dell’Italia verso la guerra. Valorizzare questo patrimonio deve essere il compito dei comunisti da qui ai prossimi mesi.


Per fare questo, è necessario coagulare e organizzare le forze disponibili in un percorso di ricostruzione di un partito comunista degno di questo nome: un partito capace di dirigere, organizzare e dare continuità alle mobilitazioni, di sedimentare coscienza politica e imporre la propria visione nel sentire comune. Un partito capace di dare uno sbocco politico e organizzato a questo sentire, che non sia sterilizzato dal ricatto dei capitali e delle organizzazioni nazionali e sovranazionali che oggi fungono da loro comitato d’affari, come l’Unione Europea e la NATO. In altre parole: un partito che non indirizzi le energie dei propri militanti e dei lavoratori nell’illusorio e ingannevole obiettivo di “cambiare dall’interno” queste istituzioni o lo stesso modello basato sullo sfruttamento capitalistico, ma che costruisca le forme organizzative di potere operaio e popolare necessarie per andare oltre questo modello.

Solo così sarà possibile intervenire nei momenti in cui i governi antipopolari si scontrano con il divario crescente tra le proprie politiche e i bisogni reali di lavoratori e classi popolari, sottraendo terreno alla finta opposizione e costruendo un’alternativa politica credibile, capace di rafforzare la classe operaia e gli strati popolari difendendone gli interessi in ogni contesto.

 

Tagcentro-sinistragoverno melonireferendum
Articolo precedente

Referendum giustizia: la propaganda sulle “toghe rosse” ...

Articolo successivo

Ingannare i lavoratori e allontanare l’alternativa. I ...

0
Condiviso
  • 0
  • +
  • 0
  • 0
  • 0
  • 0

Riccardo Beschi

Riccardo Beschi, nato nel 1991, laureato in fisica e ora docente di matematica e fisica. Tra i fondatori del Fronte della Gioventù Comunista nel 2012, è membro del comitato centrale del Fronte Comunista, nonché segretario della federazione di Roma.

Articoli correlati Altri articoli dell'autore

  • Finanziaria 2026: il nuovo regalo di Natale alle imprese
    Politica

    Finanziaria 2026: il nuovo regalo di Natale alle imprese

    08/11/2025
    Di Redazione
  • Estensione della Legge anti-sciopero: la nuova beffa per i lavoratori
    Capitale/lavoro

    Estensione della Legge anti-sciopero: la nuova beffa per i lavoratori

    21/04/2026
    Di Redazione
  • M5S_Bufera
    Nessuna categoriaPolitica

    La parabola del M5S da partito alternativo al nuovo centro-sinistra

    14/04/2021
    Di Domenico Moro
  • Prosegue la riforma militare: nuovi corpi e una delega al governo
    CopertinaPolitica

    Prosegue la riforma militare: nuovi corpi e una delega al governo

    27/06/2026
    Di Redazione
  • DDL Sicurezza, scudo penale e zone rosse: la repressione si inasprisce
    Politica

    DDL Sicurezza, scudo penale e zone rosse: la stretta repressiva si inasprisce

    20/01/2025
    Di Lorenzo Vagni
  • L’Italia continua a essere complice dei crimini israeliani a Gaza
    Politica

    L’Italia continua a essere complice dei crimini israeliani a Gaza

    24/05/2025
    Di Lorenzo Vagni

Ti potrebbe interessare

  • Notizie dal mondo

    Gli USA impediscono a Cuba di acquistare ventilatori polmonari

  • Intelligenza artificiale: arma di profitto e repressione nelle mani del capitale, strumento di liberazione nelle mani del popolo
    VPI - Articoli

    Intelligenza artificiale: arma di profitto e repressione nelle mani del capitale, strumento di liberazione nelle mani del popolo

  • Il falso antimperialismo e la lotta di classe in Venezuela
    VPI - Articoli

    Il falso antimperialismo e la lotta di classe in Venezuela

Leggi anche…

Sulla guerra in Medio Oriente

Sulla guerra in Medio Oriente

09/09/2024 | By Redazione

Ascesa della destra e miseria del riformismo: un’analisi critica delle elezioni francesi

04/08/2024 | By Redazione

Il sostegno alla causa palestinese sotto attacco anche in Danimarca

11/07/2024 | By Francesco Cappelluti

L’approvazione della “Ley Bases” e la situazione nell’Argentina di Milei

10/07/2024 | By Redazione
Da Suviana a Casteldaccia: la sicurezza sul lavoro resta una chimera

Da Suviana a Casteldaccia: la sicurezza sul lavoro resta una chimera

04/06/2024 | By Daniela Giannini
Fallout: la guerra e le contraddizioni del capitalismo

Fallout: la guerra e le contraddizioni del capitalismo

28/04/2024 | By Lorenzo Vagni
I settemila passi. Morire di lavoro accanto a una passerella elettorale

I settemila passi. Morire di lavoro accanto a una passerella elettorale

01/02/2024 | By Redazione
La vergognosa strumentalizzazione del Giorno della Memoria

La vergognosa strumentalizzazione del Giorno della Memoria

27/01/2024 | By Lorenzo Vagni

Investimenti in crescita e interdipendenza: gli interessi del capitale italiano in Israele

26/01/2024 | By Domenico Cortese
Due successi e due problemi irrisolti dell'intervento dei comunisti nel movimento operaio spagnolo

Due successi e due problemi irrisolti dell’intervento dei comunisti nel movimento operaio spagnolo

25/05/2025 | By Redazione
Il premier italiano Mario Draghi al suo arrivo a Tripoli con il nuovo premier libico Dbeibah. Tripoli, 6 aprile 2021

Libia, dalla guerra imperialista alla pace imperialista per i profitti dei monopoli capitalistici

06/04/2021 | By Salvatore Vicario
Esodo lavoratori indiani

Il dramma dei lavoratori indiani ai tempi del coronavirus

23/04/2020 | By Salvatore Vicario
Centenario PCdI

Partito comunista d’Italia. Manifesti e altri documenti politici (21 gennaio-31 dicembre 1921)

21/01/2021 | By Redazione

seguici:

  Facebook  Instagram  Twitter

contattaci:

  Contattaci
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia. Possono dunque esserne ripresi altrove i contenuti: basta citarne la fonte. "L'Ordine Nuovo" è un sito web di informazione indipendente e non rappresenta una testata giornalistica ai sensi della legge 62/2001. Qualora le notizie o le immagini pubblicate violassero eventuali diritti d’autore, basta che ci scriviate e saranno immediatamente rimosse.