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Quale via d’uscita dall’inferno di Trump? Liberale, socialdemocratica o comunista?

Di Redazione
31/08/2025
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Di Charles Andrews*, da New Worker, organo della Piattaforma Comunista Operaia degli USA (CWPUSA)
20 agosto 2025
Link all’originale

 

La classe operaia sa chi è Donald Trump.

I teppisti mascherati dell’ICE strappano le persone dai loro posti di lavoro, dalle scuole e dalle case. La polizia manganella i manifestanti che gridano contro il genocidio a Gaza. Scuole superiori e università licenziano insegnanti che permettono agli studenti di discutere la storia del sionismo. Ottocento dipendenti del servizio meteorologico, la NOAA (Amministrazione nazionale per l’oceano e l’atmosfera, ndt), vengono licenziati; quando scoppia un disastro, la Federal Emergency Management Agency (FEMA, Ente federale per la gestione delle emergenze, ndt) non riesce a inviare abbastanza personale nelle zone allagate o in fiamme. Un milione di lavoratori federali viene privato del diritto alla contrattazione collettiva. Alle persone malate che dipendono da Medicaid viene detto che devono trovare un lavoro prima che un medico le possa visitare. Gli scienziati devono interrompere le loro ricerche sulle cure per varie forme di cancro, forse proprio quella forma di cancro che toccherà a te. Trecentomila lavoratori del settore privato, impiegati in aziende con contratti federali, perdono la garanzia del salario minimo di 17,75 dollari l’ora.

Come sconfiggiamo gli oppressori che ci stanno schiacciando? Abbiamo tre strategie principali tra cui scegliere.

I liberali fanno campagna per recuperare la democrazia che ci hanno insegnato nella classe di educazione civica al liceo. Tra loro, i progressisti chiedono al Partito Democratico di ampliare il suo “messaggio” per attrarre tutto il popolo lavoratore.

I socialisti democratici fanno campagna per riforme del capitalismo e per eleggere i loro candidati. Si aspettano di arrivare al socialismo (per come lo intendono loro) col voto e tramite altri mezzi legali.

I comunisti si uniscono alla resistenza che si rafforza contro la repressione di Trump e costruiscono il veicolo politicamente indipendente del potere della classe operaia: un partito comunista rivoluzionario, pronto a percorrere la via socialista-comunista.

Trump e le forze che lo sostengono vengono spesso definiti fascisti o in cammino verso il fascismo o l’autoritarismo. La prima questione da chiarire è: dove si colloca il fascismo tra i regimi politici?

La Repubblica Capitalista e le sue Varianti

Il potere statale sotto cui viviamo è una repubblica capitalista. È una repubblica perché la maggior parte di “noi, il popolo” non partecipa mai al governo; se lo facesse, sarebbe una democrazia. James Madison lo ha spiegato chiaramente: una repubblica è governata “da un piccolo numero di cittadini eletti dagli altri”. Noi possiamo votare per uno o l’altro di loro.

Lo stato è una repubblica capitalista perché il suo scopo fondamentale è proteggere e far crescere le ricchezze dei capitalisti. La Costituzione degli Stati Uniti stabilisce che nessuna persona può essere “privata della vita, della libertà o della proprietà, senza un giusto processo legale; né la proprietà privata può essere espropriata per uso pubblico senza giusta compensazione.”

Ci viene detto che democrazia e fascismo sono opposti. Ma ogni democrazia è una democrazia per una classe particolare. Non ci viene insegnato quale classe goda della democrazia nella repubblica capitalista – la classe capitalista. Questa è la democrazia borghese.

(La parola francese “borghese” significa capitalista, soprattutto riferendosi alle istituzioni politiche capitaliste, alla cultura e all’etica. Il sostantivo “borghesia” è un sinonimo della classe capitalista.)

Quale via d’uscita dall’inferno di Trump? Liberale, socialdemocratica o comunista?

La democrazia borghese e il fascismo sono forme opposte di una repubblica capitalista. Entrambe impiegano i due principali strumenti del dominio della classe degli sfruttatori: la frode ideologica e la forza repressiva.

La democrazia borghese prospera quando le persone ripongono le loro speranze nella frode della libertà, delle opportunità e del progresso. Certo, la democrazia borghese userà la forza repressiva contro qualsiasi azione collettiva che rappresenti una minaccia.

Il fascismo impiega regolarmente la forza bruta. La solita ideologia rassicurante ha perso il suo effetto. Il fascismo propaga l’ideologia della superiorità/inferiorità razziale, glorifica la violenza e indirizza il malcontento di massa verso qualche gruppo etnico, religioso o sociale – chiunque tranne la classe sfruttatrice.

Le repubbliche capitaliste storicamente si sono mosse avanti e indietro lungo lo spettro compreso tra democrazia borghese e fascismo. La Germania negli anni ’20 aveva la Repubblica di Weimar; nel 1933, i capitalisti affidarono il potere ai nazisti quando tutti gli altri tentativi di sopprimere la lotta della classe operaia avevano fallito; dopo la Seconda Guerra Mondiale, la Germania occidentale divenne la Repubblica Federale, adornata di diversi partiti politici, elezioni regolari e rappresentanza proporzionale.

Italia, Grecia, Spagna, Portogallo e altri paesi hanno attraversato dittature fasciste o militari, per poi ritornare a democrazie borghesi. In tutti questi cambiamenti di forma, la classe capitalista è rimasta la classe dominante al di sopra dei partiti, di una junta o di un dittatore. L’economia è rimasta capitalista.

Dalla Guerra Civile a metà del XIX secolo, gli Stati Uniti sono rimasti generalmente vicini all’estremo della democrazia borghese. Ma ogni volta che una parte delle masse chiedeva una democrazia inaccettabile, la repubblica la reprimeva con violenza illegale.

  • Le persone di colore, soprattutto nel Sud, sono state private del voto, del giusto processo, del giudizio da parte di una giuria di pari e di altri diritti della democrazia borghese. Invece, hanno subito linciaggi del Ku Klux Klan, organizzati e tollerati dallo sceriffo locale.
  • I minatori del rame scioperarono contro la Phelps Dodge a Bisbee, Arizona, nel 1917. Chiedevano sollievo dai turni di 12 ore sei giorni a settimana. Volevano salari stabili invece di paghe legate al prezzo del rame. L’azienda chiamò in causa il potere statale e i vigilantes. Milleduecento minatori furono ammassati in vagoni ferroviari da bestiame e abbandonati nel deserto del New Mexico.
  • Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il governo rese impossibile ai comunisti, agli attivisti sindacali e ai liberali di sinistra ottenere un lavoro o affittare un’abitazione, per non parlare dei diritti alla libertà di parola e di associazione. La “Red Scare” (paura rossa, ndt) proseguì ben oltre gli anni ’50.
  • Oggi, chi denuncia il genocidio sionista a Gaza e sfida la dittatura ideologica sionista negli Stati Uniti viene cacciato da scuole e posti di lavoro.

Disintegrazione della Repubblica Capitalista

L’amministrazione Trump è una forma di repubblica capitalista. Si è rapidamente spostata verso l’estremo fascista dello spettro. Non c’è bisogno di discutere se sia o meno fascista. Da un lato, la repressione non ha ancora raggiunto gli abissi in cui sprofondò la Germania nazista. Dall’altro, le vittime delle incursioni dell’ICE conoscono qualcosa di ciò che hanno vissuto le vittime della Gestapo.

L’amministrazione Trump ha compiuto un passo importante in un processo che è in corso da 25 anni. La repubblica capitalista statunitense si sta disintegrando.

Quale via d’uscita dall’inferno di Trump? Liberale, socialdemocratica o comunista?

Alcuni punti di riferimento della disintegrazione:

  • Al Gore vinse le elezioni presidenziali del 2000, ma il campo di George W. Bush rifiutò di accettare il conteggio dei voti in Florida. La Corte Suprema fermò il conteggio con una decisione chiaramente illegale. I giudici scelsero il presidente da soli con un voto di cinque contro quattro. Uno dei quattro, il giudice Breyer, scrisse apertamente quanto gli era permesso sul danno arrecato al mito della democrazia borghese: “Soprattutto, in questa questione altamente politicizzata, l’apparenza di una decisione divisa corre il rischio di minare la fiducia del pubblico nella Corte stessa. Tale fiducia è un tesoro pubblico. Essa è… un ingrediente vitale del… rispetto dello Stato di diritto stesso.”
  • Quando Donald Trump annunciò la sua prima candidatura nell’estate del 2015, i media gli dedicarono una copertura infinita, a questa celebrità dello spettacolo, a questo imprenditore immobiliare evasore fiscale. Negli anni ’50, le tre grandi reti televisive avrebbero ignorato chiunque come lui cercasse di candidarsi a presidente. Il direttore della CBS e gli editori del New York Times e del Washington Post tenevano regolari incontri con Allen Dulles, capo della CIA. (Stephen Kinzer, The Brothers, New York, Henry Holt, 2013, p. 125.) La classe dominante era allora più unita. I media nel 2015-16 erano entusiasti che lo show di Donald Trump aumentasse gli ascolti e vendesse molte pubblicità. Sacrificarono l’interesse complessivo della classe pur di attrarre un grande pubblico.
  • Un tentativo di colpo di stato senza precedenti scoppiò il 6 gennaio 2021. Mai prima d’ora una folla (reclutata con denaro fornito da un’ereditiera facoltosa) aveva invaso il Campidoglio. L’azione quasi bloccò la certificazione del nuovo presidente. La divisione tra Trump e alcuni generali paralizzò la risposta federale. La polizia del Campidoglio riuscì a malapena a respingere una folla in cerca del sangue dei membri del Congresso.

Gli Stati Uniti non possono tornare a una democrazia borghese pulita, a un solido rispetto dello Stato di diritto tra i capitalisti, a limiti riconosciuti del potere esecutivo e alla neutralità giudiziaria tra capitalisti contendenti. La disintegrazione politica è la conseguenza di una realtà economica.

In passato, i capitalisti riuscivano a trovare opportunità per nuovi investimenti nonostante dovessero pagare il salario vigente. La prosperità alternava periodi di depressione, ma la tendenza generale era allo sviluppo. Anche durante la depressione degli anni ’30, i movimenti di massa ottennero importanti vittorie. Di fronte agli scioperi con occupazione degli stabilimenti dei lavoratori dell’automobile nel 1936-37, General Motors e Chrysler scelsero di riconoscere l’United Auto Workers (Ford resistette fino al 1941). GM accettò aumenti salariali per 25 milioni di dollari. I padroni volevano continuare a produrre automobili e soldi: il profitto di GM per il 1937 fu di 196 milioni di dollari.

Da allora, tuttavia, l’accumulazione di capitale – il reinvestimento del profitto per ottenere più profitto – si è scontrata con una barriera invalicabile. Lo sviluppo di nuove industrie che impiegano molti lavoratori su linee di montaggio e negli stabilimenti è ormai finito – a meno che non sia disponibile manodopera davvero a buon mercato in Cina. L’accumulazione disponibile viene investita nelle innovazioni high-tech, che generano pochi posti di lavoro e vengono rapidamente monopolizzate. L’accumulazione stagnante abbassa salari e condizioni di lavoro. Poi i capitalisti lanciano servizi basati su manodopera a basso costo, come Uber. Il reddito settimanale dei lavoratori non dirigenti nell’industria privata raggiunse il picco nel 1973 e non si è più ripreso in cinquant’anni. Questo non era mai successo prima. Il capitalismo è entrato nella sua fase finale di decadenza.

Inoltre, il capitale statunitense non domina più l’economia capitalista mondiale.

Trump e i capitalisti

La democrazia borghese dava un tempo una certa credibilità alla sua ideologia liberale concedendo una manciata di programmi sociali chiave. Ora la classe capitalista vuole eliminarli. Alle persone che ricevono assistenza sanitaria tramite Medicaid viene detto che dovrebbero trovare lavoro per sostituire i braccianti agricoli deportati. Il Segretario al Tesoro si vanta che i conti di risparmio per i bambini appena nati potrebbero essere uno stratagemma per distruggere la Previdenza Sociale.

La strategia imperiale che ha funzionato bene per il capitale statunitense dalla Seconda Guerra Mondiale è rotta. I capitalisti statali e privati cinesi vendono più degli Stati Uniti nei mercati globali, compresi quelli statunitensi. Finanziamo ferrovie e porti nei paesi sottosviluppati per accaparrarsi materie prime. Un alto funzionario della politica nell’amministrazione Biden ha ammesso a luglio: “Dalla crisi finanziaria globale [del 2008] e dalle guerre fallite in Afghanistan e Iraq, è chiaro che gli Stati Uniti sono sovraccarichi.” Così gli Stati Uniti cancellano i programmi di aiuto che un tempo garantivano buona volontà, scatenano dazi selvaggi e accelerano la spesa militare.

Quale via d’uscita dall’inferno di Trump? Liberale, socialdemocratica o comunista?L’amministrazione Trump, guidata da un narcisista senile, agisce in modo aggressivo negli Stati Uniti e nel mondo. È la soluzione migliore che la classe capitalista abbia trovato per i suoi piani. Il CEO di JPMorgan Chase, Jamie Dimon, ha dichiarato al World Economic Forum che i dazi possono essere “un po’ inflazionistici” ma sono “buoni per la sicurezza nazionale”, quindi “accontentatevi”. Ha approvato il passo indietro sui programmi di diversity, affermando che le corporazioni erano “devote a sostenere la comunità nera, ispanica, LGBT, le persone disabili”, ma i liberali devono riconoscere che dobbiamo “tornare a essere più pratici.”

Alcuni capitalisti vorrebbero che la gang di Trump operasse in modo più fluido. Alcuni capitalisti potrebbero voler rimuovere gradualmente il folle al vertice. Nessuno di loro si preoccupa di ripristinare la democrazia borghese di un tempo.

Strategia liberale, socialdemocratica o comunista?

Come può la classe operaia – l’enorme maggioranza del popolo – combattere l’inferno di Trump?

I liberali vogliono riportare gli Stati Uniti alla democrazia, cioè alla democrazia borghese, e il loro veicolo prescelto è il Partito Democratico. Indivisible, una rete di gruppi locali fondata e diretta dal funzionario democratico Ezra Levin, lo ha riassunto nello slogan a due parole per i suoi raduni del 14 giugno: “No Kings” (“abbasso i re”, ndt). Il primo passo è riprendersi il Congresso nel 2026.

Alcuni liberali, detti anche progressisti, ammettono che il Partito Democratico ha rinunciato a una base ampia nella classe operaia. Ma sanno che ciò è avvenuto quando Jimmy Carter era presidente (1976-1980)? Bill Clinton (1992-2000) ha completato l’appropriazione da parte delle corporation del Partito Democratico. Oggi il suo nucleo elettorale è composto da professionisti ad alto reddito. I progressisti sollecitano i leader del partito a parlare di più delle preoccupazioni economiche della gente comune, dell’assistenza sanitaria, ecc. Peccato che il “messaggio” sia soltanto marketing aziendale per attrarre clienti (elettori).

I socialisti democratici fanno campagna per riforma dopo riforma. Questo è il modo in cui si aspettano di raggiungere il socialismo. Nel 1899, Eduard Bernstein in Germania sosteneva che un partito socialista potesse continuare a ottenere riforme e seggi in parlamento. Per un certo periodo funzionò, il che alimentò l’illusione di arrivare al socialismo senza rivoluzione. Ma oggi quasi tutte le lotte sono difensive contro tagli, privatizzazioni e aggressioni imperiali; cosa si fumano i teorici del socialismo democratico?

Il centro del socialismo democratico negli Stati Uniti è la Democratic Socialists of America (DSA, Socialisti Democratici Americani, ndt). Molti dei suoi membri di base sono militanti attivi per i bisogni della gente comune. Tuttavia, la piattaforma DSA adottata nel 2021 parla più di democrazia, senza riferimento alla classe, che di socialismo. La DSA considera lo Stato come un’istituzione che una classe o un’altra può controllare. Non è così, la macchina statale appartiene a una classe.

La DSA invoca la proprietà pubblica – ma non una pianificazione complessiva né un’allocazione centralizzata degli investimenti. Invece, “la proprietà sociale potrebbe assumere molte forme, come cooperative di lavoratori o imprese pubbliche gestite da lavoratori e rappresentanti dei consumatori. I socialisti democratici favoriscono la massima decentralizzazione possibile.” Le aziende sono diverse per forma, ma tutte operano per il profitto. Il “socialismo” della DSA consiste nel fatto che il governo tassa gran parte dei profitti. Le cooperative daranno ai lavoratori maggiore voce sul lavoro, stimolandoli nel contempo a impegnarsi duramente per la propria quota degli utili aziendali. Questo “socialismo di mercato” fallì in Jugoslavia. Fallì nel gruppo Mondragon di imprese “di proprietà dei lavoratori” in Spagna. Ha creato una delle distribuzioni di reddito più diseguali al mondo in Cina.

La DSA non parla mai di rivoluzione e proibisce ai membri di qualsiasi “organizzazione autodefinita democratico-centralista” (leggi: comunista) di aderire. Al contrario, la DSA immagina “una seconda convenzione costituzionale per redigere i documenti fondativi di una nuova democrazia socialista.” La DSA farebbe meglio a consultare il fantasma di Salvador Allende: fu eletto presidente del Cile nel 1970, iniziò a muoversi verso il socialismo senza rovesciare la repubblica capitalista. L’establishment militare lo uccise insieme a migliaia di altre persone nel 1973.

La DSA orienta i suoi membri verso le elezioni, verso le risoluzioni e le leggi nei consigli comunali e in altri organismi governativi, e verso il sostegno ai funzionari sindacali (fino a quando diventano inevitabili traditori). La dichiarazione della DSA del 6 febbraio su Trump non nasconde ciò che viene considerato prioritario: “combattere per vincere la battaglia per la democrazia nelle urne, nel movimento sindacale e nei nostri quartieri.”

I comunisti combinano la partecipazione militante alle lotte di massa con agitazione, educazione e organizzazione per un partito comunista, l’arma indispensabile per il rovesciamento rivoluzionario del capitalismo. Uno Stato socialista sostituisce la repubblica capitalista. Un’economia pianificata senza ricchi né poveri sostituisce lo sfruttamento capitalistico. Il socialismo ha una direzione e un obiettivo: è una serie di progetti comunisti per eliminare ogni residuo della società di classe.

Non si può nascondere che la rivoluzione richiede un impegno profondo. La storia e un’analisi scientifica dei modi di produzione stabiliscono che la rivoluzione è inevitabile. Ma non sappiamo quando. La rivoluzione non può avvenire prima che le masse la desiderino – e quando si solleveranno, il partito comunista deve essere pronto.

Quale via d’uscita dall’inferno di Trump? Liberale, socialdemocratica o comunista?

La strategia liberale non può far rivivere la democrazia borghese, e la confusione del socialismo democratico frena attivamente il movimento. C’è una sola via d’uscita. La classe operaia può distruggere la repubblica capitalista e istituire la sua dittatura della classe operaia. Una classe maggioritaria si fa classe dominante, reprimendo i suoi nemici, come qualsiasi potere statale deve fare. Questo Stato protegge la nuova società in cui i lavoratori pianificano ciò che deve essere fatto e organizzano il loro lavoro liberato per realizzarlo.

L’analisi di classe ci aiuta a valutare le strategie liberale, socialdemocratica e comunista per affrontare l’inferno di Trump. Il suo regime rende impossibile evitare una scelta politica. Individueremo la cosa giusta da fare e poi la faremo.

 

*Charles Andrews è l’autore di The Hollow Colossus e di altri libri.

Un elenco dei suoi saggi occasionali è disponibile su http://www.hollowcolossus.com/moreCA.htm

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