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Home›Notizie dal mondo›Istanbul si solleva contro la NATO: «Non permetteremo che questo Paese ospiti in silenzio un Vertice della NATO»

Istanbul si solleva contro la NATO: «Non permetteremo che questo Paese ospiti in silenzio un Vertice della NATO»

Di Redazione
01/07/2026
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Mentre in Turchia cresce la mobilitazione contro il Vertice della NATO che si terrà ad Ankara il 7 e 8 luglio, il Partito Comunista di Turchia (TKP) ha organizzato un’iniziativa pubblica a Istanbul per denunciare il ruolo dell’Alleanza Atlantica nei piani imperialisti e nell’escalation militarista, e per rilanciare la mobilitazione prevista per il 5 luglio. Pubblichiamo il resoconto della manifestazione e gli interventi dei dirigenti del TKP e del Partito Comunista di Grecia (KKE). Buona lettura.

 

***

 

Link originale

28 giugno 2026

 

Centinaia di persone si sono riunite a Istanbul su iniziativa del Partito Comunista di Turchia (TKP) per protestare contro il Vertice della NATO. Intervenendo alla manifestazione, il Segretario Generale del TKP, Kemal Okuyan, ha dichiarato: «Non permetteremo che questo Paese ospiti in silenzio un Vertice della NATO».

Mentre cresce l’opposizione al Vertice della NATO che si terrà ad Ankara il 7 e l’8 luglio, centinaia di persone si sono riunite a Istanbul su appello del Partito Comunista di Turchia. Alla manifestazione hanno partecipato, oltre al Segretario Generale del TKP Kemal Okuyan, anche Geōrgios Marinos, membro dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale del Partito Comunista di Grecia (KKE). Artisti e musicisti hanno contribuito all’iniziativa con poesie e canti.

Geōrgios Marinos: Condanniamo il divieto di manifestare

Nel corso della manifestazione, accompagnata dagli slogan «NATO fuori, questo Paese è nostro», «Questo popolo non si piegherà mai a voi» e «Occupiamo le basi, NATO fuori», è intervenuto Geōrgios Marinos, membro dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale del Partito Comunista di Grecia (KKE).

Istanbul si solleva contro la NATO: «Non permetteremo che questo Paese ospiti in silenzio un Vertice della NATO»Marinos ha espresso il sostegno del KKE alla lotta del TKP e alle iniziative organizzate contro il Vertice della NATO, condannando al contempo la decisione delle autorità turche di vietare le manifestazioni ad Ankara e ogni forma di repressione. Ha inoltre annunciato che il KKE parteciperà combattivamente alle iniziative del TKP per denunciare insieme la NATO, le classi borghesi e i loro governi, responsabili di trascinare i popoli nelle guerre imperialiste e nei piani guerrafondai. Sottolineando che la lotta contro la NATO è una lotta comune del TKP e del KKE, Marinos ha affermato:

«Rivolgiamo il nostro più caloroso ringraziamento ai compagni del TKP e, a nome del KKE, portiamo il nostro saluto fraterno a questa manifestazione. Sosteniamo la lotta del TKP contro il Vertice della NATO. Condanniamo il divieto imposto dal governo turco a tutte le manifestazioni ad Ankara. Fin dalla sua fondazione, la NATO è stata una forza anticomunista al servizio della difesa del capitalismo. Dopo la controrivoluzione, la NATO ha continuato a espandere i propri confini. Seguiamo attentamente le contraddizioni tra l’UE e gli USA e prendiamo una posizione chiara. Qualunque forma assuma, la NATO continuerà a rappresentare un pericolo per i popoli. L’adesione della Turchia e della Grecia alla NATO nel 1952 è servita agli interessi della borghesia.

Oggi il KKE è in prima linea nella lotta contro la partecipazione del nostro Paese alla NATO. È stato presente nelle mobilitazioni svoltesi in Grecia contro gli attacchi statunitensi all’Iran. La forza decisiva è la lotta condotta dai popoli sotto la guida dei comunisti. Intensifichiamo i nostri sforzi per rafforzare la lotta comune dei nostri popoli. Viva l’internazionalismo proletario! Viva la lotta comune del TKP e del KKE!»

«Vogliono trasformare Ankara in una prigione»

Dopo Marinos ha preso la parola il Segretario Generale del TKP, Kemal Okuyan.

Istanbul si solleva contro la NATO: «Non permetteremo che questo Paese ospiti in silenzio un Vertice della NATO»

Aprendo il suo intervento, Okuyan ha dichiarato: «Ci siamo riuniti qui per protestare contro la NATO, che definiamo l’organizzazione più pericolosa del mondo. La determinazione presente in questa sala è una determinazione invincibile. Prima o poi vinceremo». Richiamando l’attenzione sulle conseguenze che l’appartenenza alla NATO ha avuto per la Turchia dal 1952, Okuyan ha proseguito:

«Dobbiamo ammettere che nel 1952 gli imperialisti e le classi sfruttatrici della Turchia ottennero un successo contro la dignità di questo Paese e contro il suo popolo lavoratore: fecero entrare il nostro Paese in questa organizzazione. In quell’occasione abbiamo perso. Negli anni successivi abbiamo continuato a perdere. Come se non bastassero i problemi che già avevamo, la NATO ha prodotto assassinii, ha prodotto colpi di Stato. Nel 2004 tennero il Vertice della NATO a Istanbul. Allora dicemmo: “Istanbul chiude le sue porte alla NATO”, ma non riuscimmo a chiuderle. Sono passati gli anni e ora questo Vertice della NATO si tiene nella capitale del nostro Paese».

«La Turchia deve uscire dalla NATO»

Okuyan ha inoltre commentato l’atteggiamento del governo nei confronti della NATO, sostenendo che alcuni ambienti si presentano come antimperialisti ma in realtà seguono una linea favorevole alla NATO. Sottolineando che la Turchia deve uscire dalla NATO, ha dichiarato:

«Ci sono coloro che sostengono apertamente la NATO. C’è una parte che non nasconde il proprio collaborazionismo. Questi almeno ci piacciono: non mentono. Ma se c’è qualcosa che ci ha arrecato il danno maggiore, sono gli ipocriti. Quando conviene si mostrano patriottici, si mostrano antimperialisti, ma nella sostanza sono filo-NATO, proprio come l’attuale governo. Fanno dichiarazioni roboanti quando incontrano funzionari cinesi o russi. Sono proprio questi i sostenitori più pericolosi della NATO. Collaborazionisti, sfruttatori, sostenitori della NATO, reazionari: questa è la loro natura. Da persone del genere non ci si può aspettare nulla di diverso.

Dicono che la NATO sia un’organizzazione estremamente aggressiva, ma che se ne uscissimo la Grecia resterebbe nella NATO e attaccherebbe la Turchia. Al popolo greco raccontano le stesse menzogne. Dobbiamo liberarci di costoro. La Turchia deve uscire dalla NATO».

«Non vogliamo truppe straniere in un Paese costruito dalla lotta del popolo anatolico»

Verso la conclusione del suo intervento, Okuyan ha fatto riferimento ai preparativi per il vertice di Ankara e alle misure di sicurezza adottate, affermando che non permetteranno al governo di far passare il vertice «nel silenzio».

Sottolineando che l’opposizione alla NATO deve procedere insieme all’opposizione alle forze reazionarie, alle sette religiose e al potere del capitale, Okuyan ha proseguito:

«Il 7 luglio si terrà un vertice ad Ankara. In vista di questo appuntamento, il governo ha apertamente accettato di presentarsi come filo-NATO. Il governo dell’AKP ha un progetto per la Turchia. È un progetto favorevole al mercato, ostile alla laicità, ostile alla Repubblica. È un progetto espansionista. L’espansionismo è contrario ai principi fondanti della Repubblica. La Repubblica di Turchia non fu fondata nel 1923 sulla base di una prospettiva espansionista. Il governo dell’AKP, invece, ragiona in termini espansionisti. Gli imperi non restano entro i propri confini, si espandono. Vogliono espandersi, ma l’abito è troppo stretto. Cercano il modo di allargarlo.

Non può esistere un’opposizione a metà alla NATO. Se siamo contro l’imperialismo, se siamo contro le forze reazionarie, se siamo contro le sette religiose e contro il dominio del capitale, allora dobbiamo opporci anche alla strategia espansionista di questo sistema.

Non vogliamo truppe straniere in un Paese costruito attraverso l’eroica lotta del popolo anatolico. Quando conquisteremo il potere politico, saranno cacciate tutte senza eccezione».

«Abbiamo una cattiva abitudine: non ci pieghiamo»

Proseguendo il suo discorso, Okuyan ha affermato:

«Il Vertice della NATO è un vertice che prepara la Turchia a nuove avventure. Nessuna guerra è giusta. È giusta e legittima soltanto la guerra contro gli occupanti. Sono stati elaborati piani per coinvolgere la Turchia nella guerra in Ucraina, nella quale la NATO è direttamente coinvolta. Si stanno costituendo nuove brigate della NATO. La Turchia ne fa parte. L’Europa si sta riarmando in modo frenetico. Quando le economie dei Paesi vengono militarizzate significa che la guerra è alle porte. Ci troviamo di fronte a una minaccia reale.

Il nostro governo ha deciso di sgomberare Ankara dai suoi stessi abitanti affinché nulla disturbi le potenze della NATO. Dicono che la NATO sia un’organizzazione difensiva. In nome della NATO hanno deciso di difendere Ankara dal suo stesso popolo. Hanno iniziato ad arrestare persone con retate all’alba. Avevamo intenzione di tenere una manifestazione il 5 luglio e per questo hanno anticipato l’entrata in vigore dei divieti. La stessa mentalità che anni fa fece ridipingere i bordelli in occasione della visita di dignitari statunitensi sta ora coprendo Ankara di vergogna. Abbiamo detto che non accetteremo questa vergogna. Continuano a imporre divieti. Hanno dalla loro parte la magistratura, gli strumenti amministrativi e perfino le capacità tecniche della NATO. Ma anche noi abbiamo una cattiva abitudine: non ci pieghiamo».

«Non permetteremo che questo Paese ospiti in silenzio un Vertice della NATO»

Okuyan ha concluso il suo intervento dichiarando:

«Non possiamo competere con le armi e le risorse finanziarie delle potenze della NATO. Ma loro non hanno alcuna possibilità di eguagliare la nostra determinazione e la nostra volontà. Lo abbiamo detto fin dall’inizio: non permetteremo che questo Paese ospiti in silenzio un Vertice della NATO.

Poiché hanno trasformato il divieto delle manifestazioni in un’arma, noi trasformeremo ogni angolo di questo Paese in un terreno di lotta. Qualunque misura adottino, nessuno potrà piegare questo popolo».

La manifestazione si è conclusa con slogan scanditi dai partecipanti dopo l’intervento di Okuyan.

TagNATOPartito Comunista di TurchiaTurchia
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