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CopertinaVita politica internazionale
Home›Copertina›Vita politica internazionale – Quarantacinquesimo numero

Vita politica internazionale – Quarantacinquesimo numero

Di Redazione
26/10/2025
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Questo nuovo numero della rassegna stampa internazionale, realizzata in collaborazione col Centro di Cultura e Documentazione Popolare (resistenze.org), parte dalla situazione in Palestina e gli sviluppi del cosiddetto “piano di pace”. Partiamo dal comunicato del PC Palestinese e quello del Consiglio Mondiale della Pace sui pericoli che permangnono dopo la “tregua” a Gaza, e sull’ipocrisia del “piano”, che lascia impunito lo Stato assassino d’Israele, con la potenzialità di trasformare Gaza in un protettorato statunitense e di allontanare, in questo modo, la possibilità della formazione di uno Stato palestinese.

Sempre in Medio Oriente, in Iran, le nuvole nere di guerra si infittiscono, e il Partito Tudeh descrive nel suo articolo la situazione in cui il popolo è schiacciato tra le sanzioni ingiuste, l’aggressività dell’imperialismo statunitense e l’oppressione interna della dittatura teocratica, ancora capace di radunare attorno a sé il consenso di fronte alle minacce esterne. 

Passiamo poi ad un’altra situazione di accerchiamento imperialista, quella che riguarda il Venezuela, col Partito Comunista che chiede al governo di trovare una via d’uscita politica dalla crisi interna, dalla repressione e dalle politiche antipopolari, per permettere alle forze operaie e popolari di coalizzarsi contro l’aggressione statunitense.  

A seguire, sull’economia di guerra, austerità e repressione: il PC di Svezia affronta il tema della fascistizzazione della società come risposta della borghesia alla crisi, osservando che “il fascismo non si presenta solo in camicie brune e stivali — veste anche con il completo e parla il linguaggio del management”. 

Infine, in chiusura, abbiamo raccolto due articoli del PC di Grecia sugli aspetti psicologici e sociali delle ultime novità in fatto di guerra da parte della NATO: da un lato la “Guerra Cognitiva”, che trasforma la mente umana in campo di battaglia; dall’altro gli studi sulla “volontà delle società di combattere”, ovvero come costringere i giovani (definiti “apatici”) a combattere offrendo loro una “visione del futuro” (la difesa di quella stessa società che li sfrutta e genera povertà e barbarie). Buona lettura.

Cessate il fuoco a Gaza: un passo umanitario positivo, ma permangono pericoli strutturali

  • Partito Comunista Palestinese (PCP): Cessate il fuoco a Gaza: un passo umanitario positivo, ma permangono pericoli strutturali
    Apriamo con la dichiarazione del PC Palestinese, che accoglie il cessate il fuoco a Gaza come passo umanitario necessario, ma avverte che non risolve le cause strutturali dell’occupazione e del dominio imperialista. Denuncia i piani regionali e internazionali, come il “Piano Trump”, che mirano a integrare Israele nel sistema capitalista globale, normalizzando l’occupazione. Il PCP chiede misure concrete per i civili, rifiuta accordi che legittimino l’occupazione, accusa gli USA e i loro alleati di complicità, e invoca unità interna e solidarietà internazionale per la giusta lotta di liberazione del popolo palestinese.

  • Consiglio Mondiale della Pace (WPC): Dichiarazione riguardo al “Piano di pace statunitense” per la Palestina
    Il Consiglio Mondiale della Pace condanna il “Piano di pace statunitense” per la Palestina, definendolo uno strumento per trasformare Gaza in un protettorato USA mantenendo intatta l’occupazione israeliana. Denuncia il ruolo complice di Stati Uniti, Unione Europea e alleati nella guerra genocida che ha causato oltre 69.000 morti palestinesi e la distruzione di Gaza. Il piano, privo di riferimenti ai diritti fondamentali palestinesi, serve agli interessi imperialisti nel “Nuovo Medio Oriente”. Il WPC riafferma pieno sostegno alla creazione di uno Stato palestinese indipendente entro i confini del 1967, con Gerusalemme Est capitale.

No alla guerra, no alle sanzioni. Lotta per la libertà e la giustizia sociale

  • Partito Tudeh dell’Iran: No alla guerra, no alle sanzioni. Lotta per la libertà e la giustizia sociale
    Sempre sulla situazione in Medio Oriente, ospitiamo la denuncia del Partito Tudeh dell’Iran contro la minaccia di guerra e contro le sanzioni internazionali, evidenziando che colpiscono soprattutto la popolazione, già debilitata da crisi economiche, sociali e ambientali, mentre il regime teocratico resta impunito. Critica l’allineamento di USA, Israele e Unione Europea contro l’Iran, e condanna la retorica bellicosa del governo iraniano. Sottolinea che la pace, la sovranità nazionale, i diritti umani e la giustizia sociale sono inseparabili e devono essere difesi dal popolo iraniano stesso, con il sostegno della comunità internazionale di comunisti, attivisti e movimenti progressisti e pacifisti.

Il PCV esorta Nicolás Maduro a trovare una soluzione politica alla minaccia militare degli Stati Uniti

  • Partito Comunista del Venezuela (PCV): Il PCV esorta Nicolás Maduro a trovare una soluzione politica alla minaccia militare degli Stati Uniti
    Continuano le minacce al Venezuela: il PC del Venezuela (PCV) esorta Nicolás Maduro a trovare una soluzione politica e sovrana alla crescente minaccia militare statunitense nei Caraibi. Denuncia la militarizzazione statunitense come provocazione e strumento di egemonia economica, evidenziando il ruolo dell’imperialismo nel controllo delle risorse energetiche e delle licenze petrolifere. Critica le politiche del governo del PSUV che limitano la sovranità e reprimono i movimenti popolari e sindacali, aggravando crisi economica e sociale. Il PCV sottolinea la necessità di affrontare i problemi interni per evitare violenza, garantire diritti fondamentali e proteggere il popolo venezuelano dalle minacce esterne.

Il mondo si sta fascistizzando — il capitale stringe i bulloni

  • Partito Comunista di Svezia (SKP): Il mondo si sta fascistizzando — il capitale stringe i bulloni
    I compagni svedesi denunciano la crescente fascistizzazione globale come risposta della borghesia alla crisi capitalistica. Tra USA, Russia, India, Cina ed Europa, si intensificano sorveglianza, militarizzazione, repressione dei lavoratori e manipolazione ideologica per mantenere il controllo e i profitti. Il fascismo si manifesta non solo con simboli tradizionali, ma anche tramite politiche di austerità, riarmo e disciplina sociale, persino sotto governi “centro-sinistra”. La classe operaia deve organizzarsi autonomamente, difendere diritti sindacali e civili e promuovere un programma socialista contro la guerra, mettendo al centro salari, welfare e servizi pubblici come alternativa alla logica del capitale e della repressione.

Oltre le armi: la NATO e la battaglia per menti e coscienze

  • Partito Comunista di Grecia (KKE): Oltre le armi: la NATO e la battaglia per menti e coscienze
    In chiusura, abbiamo raccolto due articoli del del KKE, per tematica comune, che denunciano le strategie della NATO volte a trasformare la mente umana in campo di battaglia attraverso la “Guerra Cognitiva”, per  manipolare percezioni, emozioni e processi decisionali. L’Alleanza Atlantica studia neuroscienze, bias cognitivi, social media, gaming e influencer per modellare comportamenti e mobilitare i giovani, soprattutto la Generazione Z, alla guerra per gli interessi imperialisti. Parallelamente, la NATO analizza la “volontà delle società di combattere” per garantire resilienza e conformità alle élite, intervenendo attivamente nella vita sociale e sfruttando crisi. Il KKE sottolinea che queste pratiche mirano a far combattere i popoli per sistemi che li sfruttano, contrapponendo a queste l’organizzazione contro il militarismo e la costruzione di una società socialista, pacifica e orientata alla prosperità popolare.
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