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Vita politica internazionale
Home›Vita politica internazionale›Vita politica internazionale – Quarantatreesimo numero

Vita politica internazionale – Quarantatreesimo numero

Di Redazione
28/09/2025
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Anche questo nuovo numero della rassegna stampa internazionale, realizzata in collaborazione col Centro di Cultura e Documentazione Popolare (resistenze.org), torna sulla tragedia della situazione a Gaza e sulle complicità dei governi con il massacro da parte di Israele. Nell’articolo dei comunisti israeliani si critica l’ultima ondata di ipocrisia, ovvero il “riconoscimento dello Stato palestinese”, passo necessario ma che alle condizioni attuali nasconde l’ennesima trappola.

Passiamo all’America Latina, dove gli USA hanno aumentato il livello di tensione e accerchiamento nei confronti del Venezuela con la scusa della “lotta al narcotraffico”: riportiamo la dichiarazione sul tema da parte dei comunisti venezuelani.

Torniamo sulla questione del Medio Oriente con il tema della situazione in Turchia, tema già affrontato qui, qui e qui, con le interessanti considerazioni dei comunisti turchi sul perché, oggi, ridiscutere i confini nazionali aprirebbe a nuovi conflitti e massacri di popoli. 

I compagni spagnoli invece affrontano il tema del lavoro povero nel turismo, un tema sicuramente d’interesse anche per l’Italia: a fronte di profitti record, i salari bassi rendono la vita impossibile, mentre il governo socialdemocratico prende in giro i lavoratori con una riforma del lavoro inefficace. 

In Grecia, ha fatto molto discutere (e scatenato grandi proteste) la scarcerazione del leader di Alba Dorata, a 12 anni dall’assassinio del musicista antifascista Pavlos Fyssas: nell’articolo si percorre la storia dell’organizzazione nazista e criminale, allevata e tollerata dagli apparati statali.

Infine, per la rubrica sulle tematiche culturali, affrontiamo il tema del “pensiero positivo”, nuovo aziendalismo pseudo-scientifico per approfittare della miseria dello sfruttamento e della perdita dei punti di riferimento collettivi per i lavoratori. 

Buona lettura.

Tra il riconoscimento dello Stato di Palestina e la fuga dalle responsabilità

  • Partito Comunista d’Israele (MAKI): Tra il riconoscimento dello Stato di Palestina e la fuga dalle responsabilità
    Apriamo questa rassegna stampa con l’articolo del MAKI che critica il riconoscimento imminente dello Stato palestinese, sottolineando che senza azioni concrete contro la guerra e l’occupazione israeliana resta simbolico. Mentre alcuni Paesi occidentali annunciano il riconoscimento, continuano a sostenere Israele militarmente e politicamente, e impongono vincoli umilianti e impossibili al popolo palestinese. Il riconoscimento rischia quindi di diventare una mossa propagandistica o uno strumento di ricatto, invece di una vera tutela dei diritti palestinesi. Per essere efficace, deve essere accompagnato da sanzioni, boicottaggi e misure internazionali che fermino l’aggressione e proteggano l’autodeterminazione palestinese.

l PCV condanna l'aggressione militare statunitense contro il Venezuela e la regione latinoamericana e caraibica

  • Partito Comunista del Venezuela (PCV): Il PCV condanna l’aggressione militare statunitense contro il Venezuela e la regione latinoamericana e caraibica
    Il PCV condanna l’incursione militare statunitense nei Caraibi, definita un’aggressione mascherata da lotta al narcotraffico, che ha già causato 14 morti in esecuzioni extragiudiziali. Denuncia lo storico carattere interventista degli USA in America Latina, mirato a proteggere interessi economici e geopolitici, e critica le politiche interne del governo Maduro, responsabili di crisi sociale e repressione. Il PCV chiede il ripristino delle libertà democratiche, l’amnistia per i prigionieri politici e nuove elezioni, invitando il popolo e le forze popolari a mobilitarsi per difendere la sovranità nazionale e resistere all’imperialismo statunitense.

L’imperialismo turco e il “processo di pace”

  • Partito Comunista di Turchia (TKP): L’imperialismo turco e il “processo di pace”
    Gli articoli del TKP che presentiamo analizzano criticamente il “processo di pace” avviato tra il governo turco e il PKK, evidenziando l’influenza degli interessi imperialisti di Stati Uniti e Regno Unito e le ambizioni neo-ottomane dell’AKP. Il TKP denuncia come il conflitto curdo e le alleanze tra partiti nazionalisti e il PKK siano strumentali alla geopolitica regionale, ignorando i bisogni della classe operaia turca e dei popoli della regione. I confini della Turchia vengono messi in discussione, e il TKP affronta il tema del perché questi andrebbero invece difesi in questa fase storica, opponendosi a qualsiasi revisione basata su rivendicazioni etniche o sul revisionismo storico. I cambiamenti di confine, avverte il TKP, rischierebbero di scatenare conflitti più ampi, destabilizzare l’Egeo, i Balcani e il Caucaso e frammentare la solidarietà operaia. La posizione comunista, secondo il TKP, non contraddice l’obiettivo di una società senza classi e senza confini: è una scelta tattica necessaria nella prospettiva rivoluzionaria, evitando che interessi imperialisti e nazionalisti manipolino questioni storiche e territoriali a scapito dei lavoratori.

Turismo da record, salari da miseria: l’altra faccia del successo spagnolo

  • Partito Comunista dei Lavoratori di Spagna (PCTE): Turismo da record, salari da miseria: l’altra faccia del successo spagnolo
    Per quanto riguarda il tema del turismo e del lavoro povero, i compagni spagnoli denunciano l’ipocrisia dietro il successo turistico della Spagna: nonostante il settore contribuisca fino al 16% del PIL e impieghi milioni di persone, i lavoratori ricevono salari bassissimi, spesso inferiori al necessario per vivere dignitosamente, con contratti part-time, straordinari non pagati e precari. La crescente turistificazione arricchisce fondi e imprese, mentre i governi socialdemocratici glorificano il “modello spagnolo” e introducono riforme inefficaci, ignorando il malessere dei lavoratori. L’articolo critica il paternalismo politico della socialdemocrazia e invita a costruire un progetto di classe autonomo, che garantisca salari equi, diritti reali e condizioni di vita dignitose, opponendosi all’economia capitalista che valorizza solo la crescita e il profitto.

Una breve cronaca dell’azione nazista-criminale di “Alba Dorata”

  • Gioventù Comunista di Grecia (KNE): Una breve cronaca dell’azione nazista-criminale di “Alba Dorata”
    I compagni greci ricordano in questo articolo i 12 anni dall’assassinio del musicista antifascista Pavlos Fyssas da parte del gruppo nazista-criminale “Alba Dorata”, evidenziando la tolleranza e la complicità dello Stato borghese greco. La scarcerazione per motivi di salute di Nikolaos Michaloliakos, leader di Alba Dorata, è definita provocatoria, soprattutto considerando che il processo in secondo grado contro l’organizzazione non è ancora concluso. La KNE ha ricordato l’assassinio del musicista antifascista Pavlos Fyssas, avvenuto 12 anni fa, come simbolo della violenza di Alba Dorata. Nonostante la condanna dell’organizzazione come criminale, molti suoi membri sono stati rilasciati, evidenziando la tolleranza del sistema statale verso il fascismo. La Gioventù Comunista di Grecia ribadisce l’impegno nella lotta contro il fascismo e il capitalismo, sottolineando la necessità di isolare i fascisti dalla società.

Miseria dello sfruttamento, sfruttamento della miseria: lo “sviluppo personale”, strumento e conseguenza del capitalismo

  • Unione della Gioventù Comunista (UJC, Francia): Miseria dello sfruttamento, sfruttamento della miseria: lo “sviluppo personale”, strumento e conseguenza del capitalismo
    In chiusura, affrontiamo un tema culturale, ovvero la distopia pseudo-scientifica e aziendalista del “pensiero positivo”. Nell’analisi dei compagni francesi, lo sviluppo personale, pur presentandosi come strumento di crescita individuale e benessere, si colloca profondamente nel contesto capitalistico, trasformando la miseria sociale in un mercato redditizio. Nato dall’emergere della psicologia positiva negli anni ’90-2000, ha legittimato pratiche come coaching, corsi e strumenti di autovalutazione, rivolti a lavoratori e dirigenti, consolidando la retorica della responsabilità individuale. Nel mondo del lavoro, esso si intreccia con la “cultura aziendale”, enfatizzando produttività e ottimismo come doveri personali, mentre le condizioni materiali rimangono invariate. Come la religione secondo Marx, diventa nuovo oppio del popolo: consolazione illusoria che distoglie dal collettivo e dalle critiche al sistema. La sua diffusione è favorita dalla scomparsa di punti di riferimento collettivi dopo il crollo del socialismo, costringendo il popolo-lavoratore a soluzioni individualiste. Per affrontare le radici della miseria e contrastare l’ideologia dello sviluppo personale, è indispensabile la costruzione del partito comunista.
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