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Home›Copertina›Bloccato il conto della missione medica cubana: un attacco al socialismo e alla salute dei calabresi

Bloccato il conto della missione medica cubana: un attacco al socialismo e alla salute dei calabresi

Di Giaime Ugliano
01/09/2026
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La notizia del blocco del conto corrente italiano della Comercializadora de Servicios Médicos Cubanos (CSMC), la società statale che organizza le missioni mediche cubane all’estero, è un fatto gravissimo che denunciamo con forza.

Secondo quanto riportato dalla stampa, il conto della CSMC presso BPER Banca sarebbe stato bloccato dalla fine di luglio. Alcuni bonifici effettuati dai medici cubani sarebbero stati respinti, mentre altre somme già versate risulterebbero congelate. Ai medici sarebbe stato quindi chiesto di conservare sui propri conti il denaro che normalmente viene trasferito alla CSMC, in attesa di nuove disposizioni. Il fatto assume un significato ancora più grave se si considera la tempistica: il 23 luglio gli Stati Uniti hanno inserito proprio la CSMC nella lista delle entità sottoposte alle sanzioni; pochi giorni dopo sono cominciati i problemi sul conto italiano della società cubana.

Non è stato ufficialmente chiarito se il blocco disposto dalla banca sia direttamente conseguente alle sanzioni statunitensi, ma sappiamo che la CSMC è già stata colpita dalle misure dell’imperialismo statunitense e che il blocco del suo conto in Italia si inserisce immediatamente in questa nuova offensiva contro Cuba socialista. BPER detiene senz’altro asset collegati agli USA e non ha voluto rischiare: tra i suoi azionisti figurano, oltre al gruppo assicurativo Unipol, anche colossi della finanza statunitense come JPMorgan Chase e BlackRock.

Sui trasferimenti di fondi verso Cuba legati alle missioni sanitarie all’estero si è sviluppata, in passato, anche in Italia, una campagna a mezzo stampa contro le missioni mediche cubane. Nel caso della Calabria si è arrivati a parlare di «schiavitù», di «medici in affitto» e persino di «tratta di esseri umani», sostenendo che dei 4.700 euro previsti dall’accordo soltanto 1.200 resterebbero al medico, mentre il resto finirebbe nelle casse del «regime». Questa ricostruzione confonde deliberatamente due piani. I 4.700 euro previsti dall’accordo vengono corrisposti integralmente ai professionisti sui loro conti italiani; sono successivamente i medici a trasferirne una parte alla CSMC. Quest’ultima, infatti, non è un’azienda privata che si appropria del valore prodotto dai lavoratori, come accade in Italia nel caso delle cliniche private: è l’organismo attraverso cui lo Stato cubano organizza le proprie missioni mediche internazionali. Quelle risorse contribuiscono a sostenere un sistema sanitario pubblico che Cuba continua a garantire in condizioni di forte svantaggio, provocate da decenni di blocco economico e finanziario imposto unilateralmente dagli Stati Uniti (il “bloqueo”). Un sistema che forma medici in maniera completamente pubblica e gratuita, che assicura cure universali e senza costi e che ha fatto della cooperazione sanitaria internazionale uno degli strumenti della propria politica internazionalista. È precisamente questo sistema che l’imperialismo statunitense, con la complicità dell’UE e dell’Italia, sta cercando di colpire e denigrare. È indicativo come i sostenitori e gli alleati politici dei governi degli Stati Uniti, uno Stato con un sistema sanitario privatistico e che costringe i laureati in medicina a sostenere un debito medio pro capite di circa 250.000 dollari per i loro studi, abbiano improvvisamente tanto a cuore le finanze dei professionisti della sanità nel momento in cui il reddito di questi ultimi contribuisce a far funzionare delle istituzioni che garantiscono a tutti il diritto alla salute.

Contestazione della sezione locale del Fronte Comunista all’arrivo dell’ambasciatore USA al porto di Vibo Valentia

La contraddizione è evidente soprattutto in Italia. La Calabria, una delle regioni più povere d’Europa ma facente parte dell’ottava potenza industriale del mondo, è costretta a ricorrere ai medici cubani perché il proprio servizio sanitario non dispone del personale necessario. Nel febbraio scorso un rappresentante degli Stati Uniti aveva incontrato il presidente della Regione Roberto Occhiuto proprio per discutere della loro presenza, chiedendo di fatto di interrompere la collaborazione. Occhiuto ha invece confermato la necessità di questi professionisti e, pochi mesi dopo, Washington ha sanzionato la CSMC e il conto italiano della società è stato bloccato. Il collegamento diretto tra i due fatti, la successione temporale, è evidente e il risultato concreto è quello di ostacolare il trasferimento di risorse verso Cuba.

Mentre il capitalismo trasforma la salute in una merce e costringe una regione italiana a ricorrere a personale straniero per mantenere in funzione i propri ospedali, Cuba socialista continua a formare medici, inviarli dove sono necessari e a far avanzare la ricerca scientifica in campo sanitario. Esempi sono quello che l’isola ha fatto  durante la pandemia, con le brigate inviate in Lombardia e Piemonte e, ancora oggi in Calabria, o lo sviluppo, tre mesi fa, in pieno blocco energetico da parte degli USA, di un nuovo vaccino terapeutico contro il cancro. Difendere il diritto alla salute dei calabresi e dei popoli del mondo vuol dire lottare per la fine del blocco criminale imposto dagli imperialisti statunitensi contro Cuba e delle sanzioni che le impediscono all’isola di procurarsi carburante, medicinali e attrezzature sanitarie. Vuol dire anche impedire che vengano colpite le risorse attraverso cui il paese sostiene la propria cooperazione internazionale.

Condanniamo il blocco del conto della missione medica cubana e qualsiasi misura volta a ostacolare la cooperazione sanitaria con Cuba: il nostro paese non deve diventare strumento dell’aggressione imperialista contro la Rivoluzione cubana.

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Giaime Ugliano

Giaime Ugliano, nato a Venezia nel 1986, ingegnere elettronico. E' membro del comitato centrale e della commissione internazionale del Fronte Comunista, in cui milita dalla sua fondazione. Collabora con L'Ordine Nuovo su argomenti di politica estera e di temi legati al movimento comunista internazionale.

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