L'Ordine Nuovo

Menu superiore

Menu principale

  • Rassegna operaia
  • Capitale/lavoro
  • Classe e partito
  • Internazionale
    • Notizie dal mondo
    • Imperialismo
    • Vita politica internazionale
  • Politica
  • Terza pagina
    • Film e TV
    • Libri
    • Musica
    • Pillole di storia
    • Storia di classe
    • Manifesti
  • Tribuna
  • Speciali
    • Centenario PCdI
    • Lenin 150
    • Rivista Comunista Internazionale

logo

L'Ordine Nuovo

  • Rassegna operaia
  • Capitale/lavoro
  • Classe e partito
  • Internazionale
    • Notizie dal mondo
    • Imperialismo
    • Vita politica internazionale
  • Politica
  • Terza pagina
    • Film e TV
    • Libri
    • Musica
    • Pillole di storia
    • Storia di classe
    • Manifesti
  • Tribuna
  • Speciali
    • Centenario PCdI
    • Lenin 150
    • Rivista Comunista Internazionale
  • Calabria: i lavoratori del turismo iniziano a rompere il silenzio

  • Non chiamiamoli incidenti. Sono omicidi sul lavoro

  • Venezuela: non chiamatelo tradimento

  • DDL Antisemitismo: la mossa del governo per tappare la bocca al movimento in sostegno della Palestina

  • Bloccato il conto della missione medica cubana: un attacco al socialismo e alla salute dei calabresi

  • Il doppio gioco di Gualtieri sulla pelle degli occupanti di “Spin Time”

  • Nessuna ricostruzione, solo profitti e speculazione: a dieci anni dal terremoto del Centro Italia

  • La rivolta delle blatte in India

  • Le riforme elettorali e la falsa democrazia del capitale

  • Novant’anni dal golpe fascista in Spagna: l’antifascismo è lotta di classe

Film e TV
Home›Terza pagina›Film e TV›Cinema ritrovato. Il terrorista, di Gianfranco De Bosio, 1963

Cinema ritrovato. Il terrorista, di Gianfranco De Bosio, 1963

Di Alessandro Barile
11/05/2020
4226
0
Condividi:
Volonté il terrorista

Venezia, 1944: nella città sotto controllo repubblichino agisce un Gap ai comandi dell’ingegnere Renato Braschi (interpretato da Gian Maria Volonté). Il Gap è emanazione del Cln locale, che vede riuniti tutti i partiti antifascisti: liberali, democristiani, azionisti, socialisti e comunisti. Lo stesso Braschi è un uomo del Partito d’azione. Le iniziative del gruppo mettono però in difficoltà il Comitato di liberazione, per il suo uso “terroristico” dell’azione diretta, tramite esplosivi; e per le dure rappresaglie naziste, che colpiscono indiscriminatamente la popolazione veneziana. Il Cln si dilania al proprio interno sul da farsi, ma sostanzialmente sconfessa il gruppo e intima a Braschi di tornare in terraferma. L’ingegnere dapprima rifiuta, continuando le azioni contro i nazi-fascisti (presentati sempre e solo come tedeschi, purtroppo); poi cede, visto il vuoto politico e organizzativo nel frattempo creatogli intorno, e lascia la città (non senza colpo di scena finale).

Il film di Gianfranco De Bosio – conosciuto più per la regia teatrale che per quella cinematografica, e importante comandante partigiano nella zona di Verona – racconta dal di dentro e con accurata consapevolezza una certa dialettica della Resistenza. Mostra la natura del confronto tra i partiti antifascisti, e l’insofferenza politica verso gruppi di disturbo e fughe in avanti.

locandina il terrorista di gianfranco de bosioNei ragionamenti politici e negli scontri dialettici con gli alleati, le posizioni del Pci appaiono sempre le più avanzate: un sapiente equilibrio tra estremo realismo della lotta, con le sue tattiche contingenti e le mediazioni necessarie, e pedigree rivoluzionario forgiato nella clandestinità. Contro gli eccessi retorici ed estremistici di azionisti e socialisti, le posizioni del Pci sono improntate all’unità e al raggiungimento dell’obiettivo (in eccessiva sintonia con le ragioni democristiane, altro serio limite del film); contro le arrendevolezze e gli immobilismi liberali e democristiani, viene costantemente ricordato il carattere “nuovo” della lotta antifascista, democratico e sociale insieme, tale da non consentire soluzioni arretrate pensate per il “mondo di ieri”. Le azioni del Gap veneziano mettono però tutti in difficoltà.

Eppure, dentro una narrazione apparentemente blindata (il Gap sbaglia e il Cln – proprio in quanto organo di mediazioni politica “avanzata” – è la voce della ragionevolezza), il regista insinua costantemente il dubbio. Il protagonista, Braschi-Volonté, non è costruito per essere criticato: l’algida freddezza del “rivoluzionario di professione” (seppure azionista) non è insensibile distacco nei riguardi delle sofferenze della popolazione, quanto la presa in carico di una situazione tragica, che va affrontata con “consequenzialità”. Si solidarizza con il protagonista pure in presenza di una razionalità che parteggia esplicitamente per le valutazioni del Cln. È allora una critica politica della Resistenza e delle sue concessioni ai partiti borghesi? Neanche.

In realtà De Bosio mette in scena un conflitto tipico di ogni momento rivoluzionario, senza prendere davvero parte, sostenendo una (forse) inevitabile ambiguità che in questo caso è un punto di forza del racconto. Le manovre politiche del Cln sarebbero nulla senza l’azione partigiana diretta di gruppi come i Gap; e questi, proprio in quanto forgiati nell’azione e dalle durezze dello scontro, tendono a sopravanzare le ragioni della mediazione.

Ma queste “ragioni” sono costantemente sospese: la posizione comunista ha sempre, fondamentalmente, ragione. La sua raffinata alchimia di realismo e durezza è orchestrata, nel film, per convincere. Fino ad un certo punto. Poi c’è “l’ingegnere”, con il quale pure ci si confronta veramente. Le ragioni del realismo, in prima battuta così solide, vengono intaccate dalle necessità dell’azione e dalla sacrosanta risposta a fascisti e nazisti.

Aimée Volonté il terrorista di gianfranco de bosio

Ovviamente, non ci sono eroismi di sorta con cui identificarsi. Volonté – come sarà poi nel Sospetto – non mette in scena alcuna prodezza, non è quello il suo ruolo. Ha invece un compito: quello di verificare la ragionevolezza del Cln che – proprio in quanto “ragionevole” – rischia costantemente di scivolare nell’accomodamento politico: va bene la lotta antifascista, ma dopo? In uno dei dialoghi, Braschi-Volonté si chiede proprio “cosa sarà l’Italia tra vent’anni”, se tutto questo avrà avuto un significato o se non saremo tornati a farci comandare e sottomettere da qualcuno o qualcosa di altro. Facile previsione, col senno del poi.

Ma in questo caso smaschera l’intento del regista, che nel sostenere, in buona sostanza, le ragioni del Cln, si domanda anche dei suoi limiti futuri. I fascisti, certo, verranno sconfitti, dice il protagonista nel film. Ma domani?

TagAnouk AiméeantifascismofascismoGian Maria VolontèpartigianiPCIseconda guerra mondiale
Articolo precedente

Le compagnie aeree licenziano e congedano, ma ...

Articolo successivo

Lettere dal fronte: riflessioni di un medico ...

0
Condiviso
  • 0
  • +
  • 0
  • 0
  • 0
  • 0

Alessandro Barile

35 anni, ricercatore in Storia contemporanea e studioso delle trasformazioni della città globale. Redattore della "Rivista di Studi Politici" e della rivista di Storia della conflittualità sociale "Zapruder", collabora con "il manifesto" e "Le Monde Diplomatique". Tra le sue ultime pubblicazioni, "Il tramonto della città" (Derive Approdi 2019) e, di prossima uscita, "Il secondo tempo del populismo. Sovranismi e lotte di classe" (Momo edizioni 2020).

Articoli correlati Altri articoli dell'autore

  • Strage di Bologna
    Politica

    Bologna, 2 agosto 1980 – la verità negata

    02/08/2020
    Di Redazione
  • armata rossa vince stalingrado
    Pillole di storia

    Il 2 febbraio 1943 gli ultimi spari, l’Armata Rossa vince a Stalingrado

    01/02/2021
    Di Redazione
  • Hitler e Mussolini
    Storia di classe

    L’attacco nazista alla Polonia e la Seconda Guerra Mondiale: le pesanti responsabilità britanniche e polacche

    18/09/2020
    Di Redazione
  • Longo Secchia Togliatti
    Tribuna

    Riprendere la nostra storia per riaprire la strada al futuro

    23/05/2020
    Di Redazione
  • Terza pagina

    Gianni Rodari, l’assalto all’ordine linguistico costituito

    14/04/2020
    Di Redazione
  • Politica

    Abbiamo sfidato i divieti per portare un fiore ai partigiani

    25/04/2020
    Di Redazione

Ti potrebbe interessare

  • Rassegna operaia

    La crisi della ristorazione e la testimonianza di due lavoratori del settore

  • Autonomia Operaia
    Libri

    Gli anni ’70 fra conquiste inaudite e speranze infrante: “Gli invisibili” di Nanni Balestrini

  • La lotta degli operai Berco contro la ThyssenKrupp per il lavoro ed il futuro
    Capitale/lavoro

    La lotta degli operai Berco contro la ThyssenKrupp per il lavoro ed il futuro

Leggi anche…

Boccia Confindustria

Potere alle deroghe: migliaia di imprese riaprono

06/04/2020 | By Graziano Gullotta

L’eccidio dei fratelli Cervi – 28 dicembre 1943

28/12/2020 | By Redazione

seguici:

  Facebook  Instagram  Twitter

contattaci:

  Contattaci
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia. Possono dunque esserne ripresi altrove i contenuti: basta citarne la fonte. "L'Ordine Nuovo" è un sito web di informazione indipendente e non rappresenta una testata giornalistica ai sensi della legge 62/2001. Qualora le notizie o le immagini pubblicate violassero eventuali diritti d’autore, basta che ci scriviate e saranno immediatamente rimosse.