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Home›Vita politica internazionale›Vita politica internazionale – Quarantaduesimo numero

Vita politica internazionale – Quarantaduesimo numero

Di Redazione
14/09/2025
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Il nuovo numero della nostra rassegna stampa internazionale si apre con la tragedia del popolo palestinese: il nuovo piano di deportazione e privatizzazione a Gaza segue logiche apertamente da corporation privata, con “società fiduciarie” per trasferire il bene “libero da persone e oggetti”.

Le scorse settimane sono state caratterizzate, a livello della politica internazionale, dal vertice di Tientsin dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO): il “mondo multipolare” si è riunito per portare la sfida al capitalismo euro-atlantico, suscitando grandi illusioni nell’opportunismo di sinistra. Gli articoli del Partito Comunista di Grecia e di Svezia ci ricordano invece come la via d’uscita dalla guerra e dallo sfruttamento non sia da cercare in nuove configurazioni della competizione interimperialista, ma nel protagonismo autonomo della classe operaia.

In Bolivia la fine dell’epoca di Morales-Arce e del MAS, con la sconfitta elettorale e la vittoria della destra, ha scatenato un certo dibattito a sinistra: qui proponiamo la lettura della Gioventù Comunista, che identifica la causa della sconfitta del MAS nel disarmo e depoliticizzazione della base sociale operaia e popolare, lasciando il campo libero all’individualismo e alla retorica delle chiese evangeliche.

Il Brasile invece è alle prese con lo scontro economico e diplomatico con gli USA sui dazi da un lato, e sul processo alla destra golpista di Bolsonaro dall’altro. In questo scenario il governo Lula vorrebbe usare l’estrazione di terre rare come moneta di scambio: i comunisti brasiliani denunciano i piani estrattivisti che deindustrializzano il paese, lo pongono alla mercé degli USA e provocano gravi devastazioni ambientali.

Per finire, ritorniamo sul tema dell’intelligenza artificiale, con un contributo dei comunisti ciprioti sull’importanza di un approccio di classe alla tecnologia, capace sì di incrementare lo sfruttamento e il controllo sotto il capitalismo, ma anche di aiutare a fare grandi passi avanti sotto il socialismo: riduzione dell’orario di lavoro, organizzazione della produzione a beneficio dei bisogni popolari.     

Buona lettura.

Il trasferimento privatizzato nella Striscia di Gaza pianificato da Trump e dai capitalisti

  • Partito Comunista d’Israele (MAKI): Il trasferimento privatizzato nella Striscia di Gaza pianificato da Trump e dai capitalisti
    Incominciamo questa rassegna stampa con il criminale piano USA-Israele, con il coinvolgimento degli Emirati Arabi Uniti e di investitori privati, per trasformare Gaza in un territorio gestito da una società fiduciaria. Il progetto, denunciato dai comunisti israeliani, prevede espulsioni di massa, concentrazione dei palestinesi in aree ristrette, privatizzazione della sicurezza e utilizzo di incentivi simbolici (token digitali, 5.000 dollari, cibo per un anno) per spingere alla “partenza volontaria”. Gaza viene trattata come bene da sfruttare per profitto, in continuità con logiche coloniali e imperialiste, mentre gli abitanti vengono privati dei loro diritti e ridotti a ostacolo da rimuovere, quando non eliminati fisicamente.

Sul vertice dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO)

  • Partito Comunista di Grecia (KKE): Sul vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO)
    Raccogliamo e pubblichiamo due articoli, una cronaca e un commento, da parte del Partito Comunista di Grecia, sul vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO). Tenutosi a Tientsin, ha visto la più ampia partecipazione dalla sua fondazione, con la presenza dei leader di Cina, Russia, India, Iran, Turchia e altri paesi europei e asiatici. L’organizzazione, che rappresenta il 25% del PIL mondiale e oltre il 40% della popolazione globale, ha approvato la “Dichiarazione di Tientsin” e piani di cooperazione economica, energetica e militare fino al 2035. Cina e Russia hanno ribadito la sfida all’egemonia statunitense: Xi ha parlato di “mondo multipolare equo” e annunciato aiuti e prestiti, mentre Putin ha rivendicato l’uso delle valute nazionali contro il “neo-colonialismo finanziario”. Modi ha criticato dazi e sanzioni USA, segnalando tensioni nei rapporti con Washington. Numerosi incontri bilaterali hanno rafforzato legami tra Cina, India, Russia e Turchia.
    Il KKE, però, mette in guardia: il “mondo multipolare” non rappresenta una via pacifica, ma una diversa configurazione della competizione imperialista. Russia, Cina e altri stati restano potenze capitaliste, guidate da logiche di profitto e contraddizioni interimperialiste. Considerare alcune potenze come “antimperialiste” è un’illusione che disorienta i lavoratori. La pace non verrà da nuove unioni capitalistiche, ma solo dall’azione dei movimenti operai e dal rafforzamento dei Partiti Comunisti con una chiara strategia rivoluzionaria.

Uomini forti, salari deboli

  • Partito Comunista di Svezia (SKP): Uomini forti, salari deboli
    Dietro alle strette di mano davanti alle telecamere al vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, non si nasconde un progetto diverso di società. L’articolo del SKP denuncia come le politiche dei cosiddetti “uomini forti” dei nuovi capitalismi in ascesa, come in Indonesia ma ugualmente in India, servano a proteggere gli interessi delle élite, comprimendo salari, welfare e diritti dei lavoratori. In Indonesia, la concessione di bonus ai parlamentari ha scatenato proteste contro disoccupazione, carovita e tagli sociali, represse con forza dalle autorità. In India, il nazionalismo e le privatizzazioni, unite a pressioni statunitensi sulle importazioni russe, colpiscono lavoratori e agricoltori. I compagni svedesi evidenziano che le pose “multipolari” di Cina, India e altri stati mascherano la continuità della logica di classe: lo Stato difende i profitti dei capitalisti, divide e reprime i lavoratori. La vera alternativa è l’organizzazione di classe dal basso: sindacati coordinati, solidarietà internazionale e mobilitazione contro privatizzazioni e tagli. Le proteste in Indonesia dimostrano che quando i lavoratori si uniscono, il potere vacilla, rivelando la necessità di strategie collettive concrete piuttosto che affidarsi a “leader forti”.

Analisi preliminare delle elezioni generali in Bolivia

  • Gioventù Comunista di Bolivia (JCB): Analisi preliminare delle elezioni generali in Bolivia
    Ci spostiamo in America Latina, con le elezioni generali boliviane del 17 agosto 2025 che hanno segnato una vittoria della destra, risultata dalla crisi strutturale del Movimento per il Socialismo di Evo Morales e Luis Arce. La frammentazione interna del MAS e la campagna per il voto nullo hanno diluito il sostegno popolare, consentendo alla destra di capitalizzare il malcontento con un discorso anticorruzione e populista. La lunga gestione del MAS, pur proclamando la “Rivoluzione Democratica e Culturale” e il “Vivir Bien”, che tante illusioni hanno generato anche in Italia, è stata caratterizzata dalla gestione del “capitalismo andino-amazzonico” senza alterare le relazioni di sfruttamento. L’effetto è stato la depoliticizzazione e la smobilitazione della base sociale del MAS, la classe operaia e i movimenti popolari, illudendola sulla possibilità di umanizzare il capitalismo. Nel frattempo, la teologia della prosperità evangelica e il consumismo hanno rafforzato individualismo e alienazione. La vittoria della destra e la figura di Edman Lara mostrano come il malcontento popolare, senza canali rivoluzionari autonomi, possa essere catturato dal conservatorismo reazionario. Le elezioni rivelano la sconfitta ideologica della socialdemocrazia “progressista” di fronte al capitale.

I maxi–dazi di Trump mettono a nudo la disputa imperialista per le terre rare brasiliane

  • Partito Comunista Brasiliano Rivoluzionario (PCBR): I maxi–dazi di Trump mettono a nudo la disputa imperialista per le terre rare brasiliane
    In Brasile i maxi-dazi di Trump evidenziano la disputa imperialista sulle terre rare, strategiche per tecnologie avanzate e la transizione energetica. La Cina ne domina produzione e raffinazione, mentre USA e UE temono la dipendenza strategica. I comunisti brasiliani denunciano il governo Lula che, tra retorica sulla sovranità e pressioni statunitensi, rischia di ridurre il Brasile a mero esportatore di materie prime, senza valore aggiunto. La Legge sulla Devastazione e la deregolamentazione ambientale favoriscono i monopoli e aggravano l’impatto ecologico dell’estrazione, mentre il paese affronta il rischio di subordinazione economica e geopolitica, mettendo in luce la necessità di controllo nazionale sulle risorse strategiche.

Intelligenza artificiale: arma di profitto e repressione nelle mani del capitale, strumento di liberazione nelle mani del popolo

  • Iniziativa Comunista di Cipro (KPK): Intelligenza artificiale: arma di profitto e repressione nelle mani del capitale, strumento di liberazione nelle mani del popolo
    Come ultimo articolo di questa rassegna, torniamo sul tema scientifico e culturale dell’intelligenza artificiale, con il contributo dei comunisti ciprioti che inquadrano questa tecnologia come strumento di sfruttamento o emancipazione, a seconda di chi ne detiene il controllo. Nel capitalismo, grandi monopoli come Google, Microsoft e Amazon la utilizzano per intensificare il lavoro, licenziare, sorvegliare i lavoratori e aumentare profitti, mentre le rivalità tra Stati Uniti e Cina accentuano la corsa globale all’IA, anche a fini militari. Il regolamento europeo EU AI Act rafforza il controllo del capitale, peggiorando condizioni di lavoro e monitoraggio sociale. Solo il socialismo, con la socializzazione dei mezzi di produzione e il controllo operaio, può usare l’IA per soddisfare bisogni popolari, ridurre lavoro manuale, pianificare la produzione, prevenire catastrofi e migliorare salute e istruzione. La tecnologia deve essere affrontata con un atteggiamento di classe, evitando tecnofobia o tecnolatria, e promuovendo l’organizzazione della classe operaia per garantire che l’IA serva il popolo, non il profitto.
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