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Home›VPI - Articoli›Il maschilismo nella gioventù: la prima casamatta della reazione

Il maschilismo nella gioventù: la prima casamatta della reazione

Di Redazione
20/07/2025
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Articolo pubblicato nel numero di gennaio-aprile 2025 di La Relève, organo dell’Unione della Gioventù Comunista (UJC, Francia)
7 luglio 2025
Link all’originale

 

Gemello e rovescio del movimento tradwife, il maschilismo è un movimento che si è sviluppato a partire dalla controrivoluzione globale. Teorizzando una presunta crisi della mascolinità e incolpando il femminismo di tutti i mali, il maschilismo è in realtà una parte intrinseca del patriarcato, che permette di mantenere e accentuare la divisione del lavoro tra i sessi necessaria al mantenimento e alla perpetuazione del capitalismo.

Il maschilismo si diffonde nelle masse e allontana la gioventù operaia sottoposta alla miseria capitalista. Invece di incoraggiare i lavoratori a lottare contro i datori di lavoro che li sfruttano, il maschilismo coltiva la competizione tra uomini e allontana gli uomini dalle donne. In un momento in cui poco meno del 20% dei giovani sperimenta la disoccupazione e gli effetti della precarietà del lavoro e in cui il capitalismo, in un contesto di lotte di classe a favore della borghesia, si sta riprendendo metodicamente e inesorabilmente tutte le conquiste sociali che i lavoratori hanno lottato duramente per ottenere, sempre più giovani abbracciano queste teorie maschiliste e si uniscono a gruppi fascisti che organizzano corsi di formazione dal contenuto razzista e sessista. Così facendo, molti credono di poter riacquistare una parvenza di controllo sulle proprie vite in un contesto di insicurezza e miseria diffusa, ma allo stesso tempo diventano sostenitori oggettivi del capitalismo-imperialismo che è la causa di questi stessi problemi.

È urgente che i giovani della classe operaia si uniscano e si organizzino, uomini e donne, contro le radici della nostra precarietà, del nostro sfruttamento e di tutte le forme di oppressione che possiamo subire. Il maschilismo è un’espressione ideologica del patriarcato che è parte integrante del capitalismo, e come tale va combattuto.

Organizziamoci nei nostri luoghi di lavoro e di studio contro tutte le espressioni del capitalismo!

Ricostruiamo un Partito Comunista rivoluzionario capace di aprire la strada alla rivoluzione socialista, per riprendere il controllo delle nostre vite!

Nell’inserto di La Relève in Intervention Communiste n. 183, ci siamo occupati del movimento tradwife[1]. In quell’articolo dicevamo che era importante “sottolineare il fatto che questo movimento sta crescendo insieme al movimento ‘maschilista’”. Il movimento maschilista è infatti il rovescio della medaglia del movimento tradwife. Per maschilismo intendiamo gli uomini che teorizzano una presunta crisi della “vera” mascolinità come risultato dei movimenti e delle conquiste femministe. Questa “vera” mascolinità corrisponde in realtà all’ideale maschile della borghesia, che essenzializza la razionalità, l’oggettività, la forza e il dominio di sé (attraverso il culto del corpo, del lavoro e la soppressione delle emozioni), dell’ambiente e delle donne (o delle persone che si discostano da questa “vera mascolinità”) come intrinseci al sesso maschile. A questo ideale maschile della borghesia si contrappone un ideale femminile della borghesia che è il suo opposto (e quindi incapace di razionalità, oggettività, ecc.) e che si è formato per assegnare alle donne un ruolo puramente riproduttivo e per giustificare questa assegnazione presentando la femminilità ideale e i valori ad essa associati (cura, emozioni, dolcezza, preoccupazione per la comunità) come secondari. Come il movimento tradwife, il maschilismo è un modo per riassegnare le donne al loro ruolo riproduttivo e gli uomini al loro ruolo primario di lavoratori sottomessi che accettano la loro condizione. Di fronte all’apparente crescita del femminismo (per la maggior parte liberale), il maschilismo è un’espressione della lotta ideologica della borghesia per rafforzare il patriarcato.

Siamo in un momento in cui il maschilismo è in aumento, come dimostrano la recente elezione di Donald Trump, fortemente sostenuto da Elon Musk, e il recente cambiamento della politica di Meta, l’azienda di Mark Zuckerberg, per ripristinare una “energia maschile”. I modelli di maschilismo oggi sono quindi leader aziendali ultraconservatori. Questi modelli servono ad alienare ulteriormente i giovani proletari, che vengono educati a vedere il duro lavoro (la famosa “hustle culture” – NdT: cultura del superlavoro) come una forma di realizzazione personale. Il maschilismo allontana ulteriormente i giovani uomini che sono sopraffatti dal dominio e dalla sofferenza del capitale, perché invece di rivolgersi ai loro coetanei per sfidare l’autorità del datore di lavoro e organizzarsi per lottare insieme contro la loro casualizzazione, i maschilisti coltivano la competizione tra gli uomini e rendono impossibile qualsiasi comunicazione reale con le donne. Questo crea un circolo vizioso di isolamento.

I maschilisti si scambiano idee, si incontrano e sviluppano i loro movimenti principalmente attraverso piattaforme online (account YouTube, gruppi Telegram, gruppi WhatsApp, ecc.). La maggior parte di questi uomini ha meno di 35 anni: il movimento maschilista si è diffuso tra i giovani a partire dagli anni ’90 e dalla contro-rivoluzione globale. Ad esempio, il 52% dei giovani tra i 25 e i 34 anni pensa che ce la prendiamo troppo con gli uomini e il 28% dei giovani pensa che gli uomini siano più adatti a fare i capi rispetto alle donne[2]. Per comprendere questo aumento del maschilismo, occorre ricordare che il 17,2% dei giovani tra i 17 e i 25 anni è disoccupato[3] e che i servizi pubblici sono sempre più smantellati. I giovani francesi, come abbiamo costantemente dimostrato e documentato attraverso le nostre lotte e i nostri giornali, sono in gran parte svantaggiati ed esclusi dalla vita sociale. L’esempio di questa precarietà generale tra i giovani è ancora più eclatante nella Germania orientale, dove la JA (Gioventù dell’AfD) organizza eventi di socializzazione per i giovani uomini, dove imparano e integrano i valori maschilisti nell’atmosfera più reazionaria[4]. La JA organizza giovani che hanno sperimentato la liquidazione metodica e totale delle conquiste della costruzione socialista solo a partire dagli anni Novanta. Si tratta di gruppi di allenamento in sport di combattimento il cui scopo è quello di fare raid contro lavoratori e donne immigrati, in un contesto di antisemitismo quasi esplicito. Per questi giovani uomini si tratta di cercare di riconquistare il potere e il controllo sulla propria vita, in particolare attraverso la famiglia nucleare eterosessuale in cui l’uomo è il capo naturale della moglie e dei figli.

A ben vedere, il meccanismo con cui questi giovani uomini passano a uno stile di vita reazionario è simile a quello delle giovani donne del movimento tradwife. Le tradwife sono spesso donne disilluse dal femminismo liberale che intende l’emancipazione solo come conquista dei diritti delle donne senza mettere in discussione il loro sfruttamento e la loro oppressione da parte della società di classe, mentre, non essendo stata smantellata la struttura capitalistica, devono ancora svolgere il lavoro riproduttivo nelle loro case. Queste donne sono le vittime perfette di donne influenti, spesso appartenenti alla classe borghese o, più in generale, agli strati ricchi, alcune delle quali finanziate dalla Chiesa mormone, che nascondono tutta una parte del lavoro riproduttivo che a volte relegano alle tate o alle donne delle pulizie, e che offrono loro la prospettiva di una vita più semplice perché presumibilmente più tradizionale. Ma c’è una differenza sostanziale tra i maschilisti e le tradwife: il maschilismo può “giovare” agli uomini in quanto permette loro di dominare e giustificare il dominio sulle donne, mentre le donne, a meno che non siano influenti, non guadagnano nulla dallo stile di vita tradwife. Al contrario, a lungo termine le rende ancora più insicure degli uomini e le espone a una maggiore violenza.

Le reti maschiliste sono quindi più che semplici chat room: sono veri e propri centri di organizzazione e di apprendimento sulla violenza sessista e sessuale – violenza che, non dimentichiamolo, è imperativa per la ratifica della “vera” mascolinità e uno strumento centrale della divisione del lavoro di genere all’interno del capitalismo. Pensiamo all’ondata di giovani uomini che, all’indomani dell’elezione di Trump, hanno esclamato: “Il tuo corpo, la mia scelta”; o al canale YouTube “Les Philogynes”: prima si possono vedere video gratuiti, poi si paga per avere accesso a sessioni di formazione speciali su Discord, e infine ci si incontra in città in un gruppo per imparare le molestie di strada e discutere i modi migliori per violentare la propria partner senza che lei lo identifichi come stupro[5]. Altre organizzazioni maschiliste, come #MonteUneEquipe, lanciata da Raptor (uno YouTuber noto per le sue campagne di molestie online contro le donne) e Papacito (anch’egli uno YouTuber noto e condannato per il suo video in cui si allena a uccidere i “sinistrorsi” con coltelli e pistole), sono diventate vere e proprie organizzazioni fasciste. Questo hashtag ha portato all’organizzazione di gruppi di addestramento fisico e corsi di teoria reazionaria in molte città francesi. In pochi mesi, il movimento ha iniziato a specializzarsi nell’esaltazione della violenza contro le donne e le persone razzializzate: nella sua sezione parigina, alcuni membri si allenavano a sparare con armi da fuoco. Nel 2022, i due YouTuber si sono pubblicamente dissociati (sic) da questi gruppi, che sono diventati noti come gruppi di “Vendetta patriottica”. L’obiettivo dichiarato di questi gruppi è quello di “prendere in mano la situazione contro la grande sostituzione quando la Repubblica crollerà”. Il suo attuale leader è Lucas Sztandarowski, ex membro di Action Française[6].

Questi gruppi maschilisti non sono solo luoghi di scambio e di educazione nella violenza sessuale e sessista: sono anche il terreno di reclutamento preferito delle organizzazioni fasciste in Francia; gruppi nei quali incontriamo tutti i parassiti reazionari, fino ai neonazisti. Questi giovani di estrazione operaia che vengono reclutati dal maschilismo finiscono per essere addestrati ed educati a fornire sostegno sociale al capitalismo monopolistico globalizzato, ad essere agenti attivi della barbarie e delle forme di sfruttamento imperialiste, compreso il loro stesso sfruttamento se sono lavoratori. Continuiamo a ripetere: la nostra è un’epoca di imperialismo, di capitalismo monopolistico globalizzato con una divisione globale del lavoro. Queste organizzazioni e gruppi maschilisti e fascisti non sono attivi solo in Francia, ma sono anche pienamente coinvolti nello sfruttamento internazionale delle donne e nel lavoro riproduttivo internazionale. Questi maschilisti sono gli stessi che fanno parte delle reti dei “passport bros”: questi uomini vanno in tournée sessuali nei Paesi alla base della piramide imperialista (soprattutto in America Latina e nel Sud-Est asiatico, nel caso della Francia), con l’obiettivo di trovare una moglie nei Paesi in cui il capitalismo monopolistico mette maggiormente a rischio le donne[7]. A queste donne fanno balenare la prospettiva di un futuro agiato, per poi portarle in un Paese occidentale dove si trovano isolate e non hanno altra scelta se non quella di svolgere un ruolo puramente riproduttivo per i loro mariti.

Il maschilismo è quindi la prima casamatta della reazione[8] per i giovani uomini nei centri dell’imperialismo. Questo movimento è il luogo in cui viene reclutato il sostegno sociale all’imperialismo, dallo stupro coniugale allo sfruttamento internazionale del lavoro riproduttivo gratuito svolto dalle donne. C’è una sola soluzione alla precarietà della gioventù operaia dopo la controrivoluzione mondiale: denunciare la radice della sofferenza delle persone, il capitalismo. Accusiamo il capitalismo e lavoriamo per fare del PCRF il partito dell’avanguardia del proletariato in Francia. Perché, sì, dobbiamo anche affrontare il fatto che, in assenza di un vero partito comunista, una parte della gioventù operaia si rivolge alla reazione nella convinzione di poter riprendere il controllo della propria vita e di cercare di ottenere una parvenza di successo sociale.

 

Note

[1] “Il movimento tradwife e l’ascesa del sessismo nel contesto della crisi del capitalismo”, IC n°183, p. 8, Laurine e Roxane: https://www.unionjc.fr/2025/03/03/le-mouvement-tradwife/

[2] “La preoccupante rinascita del maschilismo, un modo di pensare reazionario che risale a migliaia di anni fa.”, Le Monde, 13.04.24, Claire Legros.

[3] “L’essenziale sulla… disoccupazione”, INSEE (Istituto nazionale francese di statistica e studi economici)

[4] “Nella Germania dell’Est, Alternative für Deutschland riempie un vuoto politico. Quando l’estrema destra prende di mira i giovani”, Le Monde Diplomatique N.850 p. 6, Boris Grésillon.

[5] “Chi sono i maschilisti in Francia?”, Kombini, 2024.

[6] Idem.

[7] “Chi sono i passport bros, gli uomini che cercano donne ‘meno femministe’?”, Ouest-France, 30 aprile 2024, Eva Leray.

[8] ideologia politica che mira a riportare indietro l’orologio della storia, idealizzando i modi di produzione del passato.

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